Pessima giornata per il Portogallo: L’agenzia di rating Fitch ha declassato a livello spazzatura, junk, il rating sul debito, portandolo a BB+ da BBB-, con outlook negativo. L’agenzia – si legge in una nota – motiva la decisione con gli “squilibri fiscali, l’elevato indebitamento in tutti i settori e le avverse prospettive economiche” che rendono il profilo del Paese non più coerente con un giudizio di investment grade. Complice anche il generale deterioramento delle prospettive economiche dell’Europa, Fitch ha tagliato le previsioni di crescita del Portogallo e stima per il 2012 una contrazione del Pil del 3% .
Ieri era stata una giornata nera per i mercati dei titoli di Stato europei: il fallimento dell’asta dei titoli di Stato tedeschi e i timori per Belgio e Francia sono rimbalzati sui Btp italiani, con il due anni che paga oltre il 7% e segna uno spread record di 700 punti base. A poco è servita la “rete di sicurezza” annunciata due giorni fa dal Fondo monetario internazionale con l’evidente scopo di impedire una fuga di investitori dall’Europa: il braccio di ferro fra Bruxelles e Berlino sull’ipotesi degli eurobond ha innescato una fuga dal rischio dei Paesi ‘periferici’, ma anche di alcuni Paesi con rating ‘tripla A’ come la Francia. E la tendenza a rifugiarsi nel porto sicuro offerto dai titoli tedeschi decennali ha fatto scendere il rendimento talmente tanto, sotto il 2%, che i bund non attraggono più. E’ quello che è successo nell’asta di ieri sui titoli gennaio 2022 in cui Berlino è riuscita a collocare solo 3,644 miliardi di euro venduti contro un obiettivo di sei miliardi, costringendo la Bundesbank a tenersi il resto.