Non esitano a chiamarlo ecomostro. E non vogliono che sorga a Milano, sull’area ex Enel, proprio di fronte al Cimitero Monumentale, luogo di memoria e di arte. La rivolta è partita con un intervento di Marco Belpoliti pubblicato sul Fatto Quotidiano. E ora è diventata un appello al sindaco Giuliano Pisapia sottoscritto da oltre cento personalità pubbliche tra cui architetti come Gae Aulenti, Mario Botta, Emilio Battisti, Gianni Biondillo, Mario Piazza e scrittori, editori e giornalisti come Gherardo Colombo, Rosellina Archinto, Luca Doninelli, Luca Formenton, Marco Travaglio. Il progetto di risanamento ed edificazione dell’area tra via Bramante, via Procaccini, via Niccolini e il piazzale del Cimitero Monumentale è inaccettabile, sostengono i firmatari.

In un luogo delicato della città, a ridosso del quartiere cinese di via Paolo Sarpi, impone l’abbattimento di uno storico edificio Enel degli anni Trenta, preziosa memoria storica della Milano operaia, sostituito con un palazzo di volumetria tripla che raggiunge in alcuni punti l’altezza di otto piani; prevede la costruzione di un albergo di nove piani proprio davanti al Monumentale e la realizzazione di 243 box sotterranei.

Un affarone per i privati che realizzano l’operazione (la società Porta Volta spa, sede in Lussemburgo). Non per i cittadini: il quartiere e chi vi abita non ricava alcun vantaggio, ma soltanto problemi di viabilità (nella zona arriveranno tre-quattromila nuovi abitanti). Niente asili, niente verde pubblico, niente scuole o sale riunioni, niente attrezzature sportive, niente centri per anziani, niente centri sociali per i giovani. È prevista la realizzazione della nuova sede dell’Adi, l’Associazione del design italiano, che vi insedierà il suo museo: ma l’Adi è un’associazione privata, non un ente pubblico, e privati (sempre della lussemburghese Porta Volta spa) resteranno anche l’edificio del museo e perfino la piazza su cui s’affaccerà.
Si è prodotta una variante al Piano regolatore, in modo urgente, durante le ferie estive del 2011: ma senza ragioni che giustifichino l’urgenza. “È una ordinaria operazione d’edilizia privata che ha però utilizzato strumenti urbanistici non consoni”, si legge nell’appello sottoscritto dai cento, “è uno sfregio urbanistico alla zona e al Cimitero Monumentale” (le ragioni di chi protesta e molti materiali sono disponibili sul sito www.areaxenel. com).

La pubblica amministrazione e l’assessore all’urbanistica e all’edilizia privata, Lucia De Cesaris, hanno già dato le loro risposte ai firmatari: il progetto, che finalmente risana un’area degradata e cadente, è stato regolarmente presentato, discusso e approvato in ogni sede competente, fino al Consiglio comunale, che l’ha votato all’unanimità (40 voti su 41, unico astenuto il presidente Basilio Rizzo). Tutte le regole e le procedure sono state rispettate: la democrazia funziona così, ribadiscono a Palazzo Marino, e purtroppo, o per fortuna, la pubblica amministrazione non può decidere che cosa è bello e che cosa è brutto.

I cento firmatari, ora, presentano al sindaco le loro quattro richieste: 1. ridurre le altezze dei volumi edilizi, compensando eventualmente la riduzione, se necessario, con un aumento della superficie; 2. attuare un progetto di conservazione e riuso architettonico dell’edificio storico Enel; 3. trasferire la proprietà degli oneri urbanistici (piazze, parcheggio e edificio dell’Adi) in mano pubblica, evitando l’ambigua definizione di “uso pubblico” laddove la proprietà resta privata; 4. indire un concorso, nominare un architetto di riconosciuta professionalità e usare comunque lo strumento del concorso di idee per gli spazi pubblici.

Si fa così, dicono, in una capitale europea che aspetta l’Expo come occasione di rilancio: l’appello contro il progetto

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA PRECISAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE:

Il 26/9/11 il Consiglio comunale di Milano ha ratificato lo smantellamento di uno storico edificio Enel e la sua sostituzione con un palazzo residenziale e un hotel entrambi di 9 piani (volumetria quadrupla dell’edificio ENEL, box inclusi) alla fine di via Bramante- inizio di via Procaccini, proprio davanti al Cimitero monumentale (ovvero in un’area di pregio estetico). Il progetto, firmato dall’architetto Giancarlo Perotta (autore anche dei 2 grattacieli di fronte alla stazione Garibaldi), era stato avviato dalla Giunta Moratti. Il M5S Milano: condivide le critiche dello scrittore Marco Belpoliti dell’architetto Gianni Biondillo al progetto urbanistico, apparse rispettivamente sul Fatto quotidiano e sul Corriere della sera; evidenzia l’inconsistenza delle repliche dell’assessore De Cesaris e del sindaco Pisapia, che di fatto hanno eluso tutti gli argomenti di Belpoliti e Biondillo; sottolinea che ancora una volta la giunta e la maggioranza di centrosinistra hanno ratificato scelte della vecchia maggioranza di centrodestra e che ancora una volta è stata così confermata la convergenza delle politiche di Pd meno L e Pdl; denuncia come priva di fondamento la dichiarazione del sindaco Pisapia che, nella sua replica a Biondillo (Corriere 6/1/12), ha affermato che il progetto sull’area ex Enel sarebbe stato approvato in Consiglio comunale “praticamente all’unanimità”: si tratta di una dichiarazione priva di significato, dal momento che una votazione o è unanime o non lo è, che serve a mascherare che il Movimento 5 stelle ha votato contro e che in consiglio comunale esiste e agisce un’opposizione alla logica cementificatorio-deturpatrice Pd-PdL. Ecco il video con la dichiarazione di voto di Mattia Calise- durante il consiglio del 26 novembre – in merito allo scempio in via Procaccini. Ufficio Stampa Lista Civica Movimento 5 Stelle di Milano ufficiostampa5stellemilano@gmail.com

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