Tutto cominciò con la partecipazione di Angelino Alfano qualche mese fa a Ballarò, quando il segretario del Pdl si mostrava alle videocamere con un iPad nuovo di zecca, evidentemente intento a leggere e rispondere ai suoi fan su Facebook. La ‘Political Digital Academy’ presentata oggi parte da lì, da quella volontà (necessità?) di innovare, o comunque riadattare, la comunicazione del partito in chiave 2.0, prestando maggior attenzione alle tecnologie digitali e ai social media. L’accademia digitale che sarà ‘il nuovo quartier generale del Pdl su internet’, come sostiene lo stesso Alfano su twitter, viene presentata nella sala conferenze del Maxxi, a Roma. La scenografia è sobria, qualche pannello con l’acronimo Pda, che diventerà anche l’hashtag su twitter, e un mega schermo dove vengono proiettati alcuni video e i tweet relativi all’incontro.

Comincia male. In sala i cellulari non prendono. Poi si risolve con il wi-fi del Maxxi, ma non tutti hanno la password. Pochi per la verità quelli che hanno un tablet o uno smartphone. Alfano arriva con molto ritardo, entra da un ingresso secondario mentre i giornalisti e la troupe delle Iene aspettano alla porta principale. Per almeno un’ora prima dell’inizio scorrono video della prima campagna elettorale di Obama, il ‘candidato digitale’, che verrà poi citato dallo stesso Alfano. “Yes We Can”, il motto obamiano che ha caratterizzato la prima campagna per le presidenziali risuona più volte nella sala, sembra quasi di essere a una convention dei Democratici. Poi scorrono alcuni video che mostrano i dati di crescita degli utenti internet nel mondo. Nessuna diretta streming sul web, come fa notare qualcuno che segue l’evento via twitter, ma assicurano gli organizzatori, i video saranno poi messi su internet. Il segretario va subito al cuore della strategia web: “Abbiamo deciso di lanciare una scuola per i dirigenti e i parlamentari, e per i loro staff, ma anche per i ragazzi e le ragazze che lavorano sul territorio. Terremo almeno un evento al mese, dedicato alla comunicazione su internet, e ogni parlamentare avrà un referente solo per la rete. Vogliamo essere un partito 2.0”.

Parla Alfano, e ancora scorrono immagini di Obama. L’intento, almeno a vedere le immagini, è chiaro. “Io amo dire – continua Alfano – che oggi anche se non si attacca un manifesto con la colla come si faceva un tempo, si può attaccare un post, su internet”. Cita Berlusconi un paio di volte il segretario del Pdl, “colui che ci ha insegnato che in politica si può innovare”, e fa riferimento ai nati nel 1994 “alle prossime elezioni andranno al voto per la prima volta i nati nell’anno in cui Berlusconi è sceso in campo e ha innovato la politica e il modo di fare comunicazione, è a loro che ci rivolgiamo”. Nel frattempo arrivano Maurizio Lupi e poi Mariastella Gelmini, mentre sullo schermo compare anche Sarah Palin. “Abbiamo in mente di puntare molto sulla rete per la prossima campagna elettorale, vogliamo che la nostra presenza sulla rete sia sempre più a presidio dei nostri valori”. Tra un applauso a Steve Jobs e un ringraziamento ai rappresentanti di Microsoft e Google presenti in sala, si parla di Agenda Digitale e della necessità di “una Silicon Valley italiana per creare lavoro e possibilità per le start-up”. Di “banda larga” invece non si parla mai.

In chiusura, le domande di alcuni tra blogger e militanti, un ragazzo si rivolge al segretario e dice: “Passiamo la maggior parte del tempo a rispondere agli insulti rivolti ai nostri rappresentanti, che possiamo fare?” “Intanto – risponde Alfano – dovrebbero cercare di fare in modo di non essere insultati”. Insomma, la “bestia”, come viene chiamata la ‘war room’ di Obama, dedicata alla comunicazione in rete appare decisamente lontana. C’è invece la volontà di sfruttare internet in modo massiccio, come terreno per la prossima campagna elettorale. Anche se allo studente che gli chiede “Verrebbe a tenere una lezione sull’innovazione sul web nella nostra università?” ad Alfano tocca rispondere: “Non sono ancora così competente”.

di Giulio Finotti

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