Sentenza Mills, Berlusconi: “Mezza giustizia è fatta”. Bersani: “Rinunci alla prescrizione”
Stringato commento dell'ex premier allo stadio Meazza. Alfano: "Finita la folle corsa dei pm". Gasparri invoca una "crociata". Il leader del Pd: "Ci siamo occupati del Cavaliere mentre il paese affondava". Capezzone: "Sinistra che non cambia mai". E la Rete si infiamma
“Ho fatto un commento stringato. Volete sentirlo? Mezza giustizia fatta”: così Silvio Berlusconi ha detto la sua sulla prescrizione al processo Mills, parlando con i giornalisti allo stadio Meazza di Milano.
A pochi minuti dalla sentenza, Angelino Alfano si limita a dare la notizia su twitter senza aggiungere commenti. Ma sono i suoi followers a reagire durissimi. “Vantatene”, ironizza Mattia, “vergognati, è prescrizione grazie alle leggi fatte da voi, dai vostri cavilli e inghippi. Almeno taci”, replica Giovanni e Pin aggiunge “bella forza! Gli avete fatto la legge su misura per accorciare la prescrizione!”. Solo più tardi su Facebook posta il suo commento: “E’ finita la folle corsa del PM ed il tentativo di taroccare anche il calcolo dei tempi di prescrizione pur di ottenere una condanna, solo morale, di Berlusconi”, scrive l’ex guardasigilli. Che prosegue: ” Chiederò in Parlamento di sapere in quanti altri casi i processi a rischio di imminente prescrizione vengono trattati con questo impressionante schieramento di uomini e risorse, pagate dai cittadini che si aspettano sentenze giuste che possano essere eseguite. Ma sono già sicuro che vi saranno ben pochi precedenti. Speriamo, adesso, che i Giudici di Appello possano esaminare più serenamente le ragioni della difesa, mortificate dalla fretta di finire il processo prima della prescrizione che tutti sapevano essere inevitabile”.
Il portavoce nazionale vicario del Pdl Annamaria Bernini ha parlato di “sconfitta dei plotoni d’esecuzione” e si augura che ora “si affronti il problema dei tempi, dei costi e dell’efficienza del servizio giustizia”, senza che “certa magistratura politicizzata interpreti le riforme come una vendetta della politica”. Attacca i rivali politici Daniele Capezzone, secondo cui “il mix di giustizialismo, mancanza di sensibilità liberale e ossessione antiberlusconiana richiederà molto tempo perchè, a sinistra, torni un approccio normale e di buon senso ai temi della giustizia” e Maurizio Lupi è insoddisfatto perché “Berlusconi è innocente”.
Maurizio Gasparri annuncia “iniziative” contro i giudici e spiega che il Pdl farà “una crociata” contro la sentenza. E ha aggiunto: ”Berlusconi è certamente anche innocente nel merito delle vicende al centro del processo milanese. Quel che è grave è che ci siano magistrati che hanno negato l’evidenza sulla prescrizione. Questa gente deve essere allontanata dalla magistratura, nega il diritto e il calendario” e farlo ” è un dovere per garantire i principi della Costituzione” . Gasparri si riferisce al pm Fabio De Pasquale che, dichiara, si è “dimostrato inattendibile, non può continuare a fare il magistrato”.
Anche l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non condivide la sentenza perché “la prescrizione non restituisce al Presidente Berlusconi il diritto ad una piena difesa per dimostrare la sua innocenza, ma rende vano e inutile l’accanimento giudiziario che Berlusconi ha subito e che nessuno potrà risarcire” e ricorda che “è giunto il tempo di riformare la giustizia”. “Il collegio giudicante ha dovuto rispettare la legge, malgrado la sollecitazione del pm, il ben noto De Pasquale, il quale ha cercato in ogni modo di ignorare i tempi della prescrizione che erano certi e ben precisi”, ha poi dichiarato Fabrizio Cicchitto, spiegando che con la sentenza “è stata evitata la condanna di un innocente anche se in tutti questi anni Berlusconi è stato scientificamente attaccato sul piano giudiziario dai settori politicizzati della magistratura”.
Secondo Gianfranco Rotondi “Berlusconi è lontano anni luce dalle accuse che sono state costruite ad arte per anni” e per Altero Matteoli è stata “bocciata la cocciutagine della procura”, mentre Margherita Boniver, deputato del Pdl e Presidente del Comitato Schengen spera che ora “Berlusconi torni a fare politica a tempo pieno”. Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, ricorda invece che ”le sentenze vanno rispettate” e attende le motivazioni, che entro 90 giorni “diranno qualcosa di più ed entreranno nel merito”.
Sul fronte dell’opposizione, Pierluigi Bersani ha dichiarato nel corso di un’intervista a “Che tempo che fa” in onda stasera, che ”se Silvio Berlusconi cerca l’assoluzione, può sempre rinunciare alla prescrizione. E credo che Ghedini lo sappia”. Le sentenze non vanno mai commentate”, ha tenuto a precisare il segretario del Pd. Tuttavia ha osservato che “mentre si prendeva tempo con artifici vari, come il legittimo impedimento, per impedire la sentenza, il nostro Paese stava andando verso il disastro produttivo, sociale e finanziario”. “Ci siamo occupati di questo – è stata la constatazione di Bersani -. Adesso in Parlamento c’è una nostra proposta che fa sì che per i reati di corruzione si allunghino i tempi della prescrizione: sono interessato a capire cosa farà adesso il Pdl”. A ricordare che prescrizione non coincide con l’assoluzione è il capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro perché “cercare di alzare il solito polverone contro i pm nel tentativo di nascondere le vere motivazioni di una sentenza che, come tutti sapevamo, non è di assoluzione ma di altra natura mi sembra abbastanza inutile e sinceramente ipocrita e strumentale”.
Per Antonio Di Pietro “ancora una volta la prescrizione salva Berlusconi dalle sue responsabilità” e sottolinea che “i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all’assoluzione ‘per non aver commesso il fatto’ perche’, evidentemente, il fatto l’ha commesso eccome. Solo che, anche oggi, come altre volte, tra un rinvio e l’altro, – sottolinea il leader Idv- Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Un comportamento, questo, che di regola appartiene ai delinquenti comuni ma, in questo caso, prendiamo atto che si tratta di una persona che era presidente del Consiglio e che si adoperava anche per far fare leggi che riducessero i tempi della prescrizione”. Interviene anche Ignazio Marino del Pd per cui la sentenza di oggi “è solo l’epilogo del pessimo spettacolo cui abbiamo assistito negli ultimi anni”, ovvero “quello di un politico oggetto di un procedimento giudiziario che invece di rinunciare per correttezza all’ incarico istituzionale lo usa per farsene uno scudo e difendere l’indifendibile. Inutile fare i paragoni con le democrazie degli altri paesi dove esponenti di governo hanno rassegnato le dimissioni per non aver pagato i contributi di un domestico, o perché sorpresi a infrangere i limiti di velocità. Tutt’altra cosa il modello di uomo politico che Berlusconi ha incarnato e proposto nel corso della sua carriera, poi ci si stupisce se dai sondaggi emerge che gli italiani non hanno più fiducia nella politica”.
E in Rete la prescirzione dell’ex premier è già trending topic su Twitter, dove centinaia di tweet al minuto con l’hashtag #mills si riversano sul social network. Alcuni internauti la buttano sull’ironia, altri non nascondono rabbia e livore per il verdetto giunto da Milano. “Ruby – scrive un utente – l’ultima speranza della sinistra italiana”, “e ora festeggiamenti da Mills e una notte…”, si legge su diversi tweet postati in Rete. “Vedi che era daltonico – scherza qualcuno – le toghe son nere o son rosse?”; “Milan-Juve: in caso di vittoria juventina Berlusconi chiederà la prescrizione della sconfitta del Milan”. “Ebbene sì – scrive un altro internauta – lo ammetto: ho pagato io Mills”. Ironia e rabbia, ma non solo. Sul web non manca chi solidarizza col Cavaliere, soprattutto su Facebook, come dimostrano i tanti commenti che stanno inondando la pagina fan dell’ex premier, tra i ‘Forza Silviò e i ‘Sei sempre il più grandè. Solidarietà ma anche un pizzico di umorismo: ‘Silvio la spunta sempre. E stasera, scommetto, festeggia col bungabunga”.
Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico
La Redazione
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - “Tante bugie, in linea con la propaganda di Meloni. Il suo è il governo delle insicurezze. Sicurezza energetica? Falso. Ha fatto aumentare le bollette, rendendo le famiglie italiane meno sicure e più povere. Sicurezza alimentare? Falso". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
"Con il suo negazionismo climatico favorisce la crisi dell’agricoltura e il dominio delle grandi multinazionali. Libertà di parola? Falso. Difende il vice di Trump, Vance, che vuole la libertà di diffondere bugie attraverso i social, strumenti nelle mani dei potenti miliardari americani. Difende la democrazia? Falso. È lei che vuole demolire gli organi costituzionali per diventare una e trina: Dio, Patria e Legge. I conservatori del mondo vogliono costruire il nuovo totalitarismo mondiale grazie al potere economico, tecnologico e militare di cui dispongono per trasformare la democrazia in un sottoprodotto commerciale della loro attività”.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.
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Giustizia & Impunità
Sentenza Mills, Berlusconi: “Mezza giustizia è fatta”. Bersani: “Rinunci alla prescrizione”
Stringato commento dell'ex premier allo stadio Meazza. Alfano: "Finita la folle corsa dei pm". Gasparri invoca una "crociata". Il leader del Pd: "Ci siamo occupati del Cavaliere mentre il paese affondava". Capezzone: "Sinistra che non cambia mai". E la Rete si infiamma
“Ho fatto un commento stringato. Volete sentirlo? Mezza giustizia fatta”: così Silvio Berlusconi ha detto la sua sulla prescrizione al processo Mills, parlando con i giornalisti allo stadio Meazza di Milano.
La dichiarazione dell’ex premier arriva dopo una giornata di polemiche politiche seguite al proscioglimento per prescrizione al processo milanese per corruzione in atti giudiziari.
A pochi minuti dalla sentenza, Angelino Alfano si limita a dare la notizia su twitter senza aggiungere commenti. Ma sono i suoi followers a reagire durissimi. “Vantatene”, ironizza Mattia, “vergognati, è prescrizione grazie alle leggi fatte da voi, dai vostri cavilli e inghippi. Almeno taci”, replica Giovanni e Pin aggiunge “bella forza! Gli avete fatto la legge su misura per accorciare la prescrizione!”. Solo più tardi su Facebook posta il suo commento: “E’ finita la folle corsa del PM ed il tentativo di taroccare anche il calcolo dei tempi di prescrizione pur di ottenere una condanna, solo morale, di Berlusconi”, scrive l’ex guardasigilli. Che prosegue: ” Chiederò in Parlamento di sapere in quanti altri casi i processi a rischio di imminente prescrizione vengono trattati con questo impressionante schieramento di uomini e risorse, pagate dai cittadini che si aspettano sentenze giuste che possano essere eseguite. Ma sono già sicuro che vi saranno ben pochi precedenti. Speriamo, adesso, che i Giudici di Appello possano esaminare più serenamente le ragioni della difesa, mortificate dalla fretta di finire il processo prima della prescrizione che tutti sapevano essere inevitabile”.
Il portavoce nazionale vicario del Pdl Annamaria Bernini ha parlato di “sconfitta dei plotoni d’esecuzione” e si augura che ora “si affronti il problema dei tempi, dei costi e dell’efficienza del servizio giustizia”, senza che “certa magistratura politicizzata interpreti le riforme come una vendetta della politica”. Attacca i rivali politici Daniele Capezzone, secondo cui “il mix di giustizialismo, mancanza di sensibilità liberale e ossessione antiberlusconiana richiederà molto tempo perchè, a sinistra, torni un approccio normale e di buon senso ai temi della giustizia” e Maurizio Lupi è insoddisfatto perché “Berlusconi è innocente”.
Maurizio Gasparri annuncia “iniziative” contro i giudici e spiega che il Pdl farà “una crociata” contro la sentenza. E ha aggiunto: ”Berlusconi è certamente anche innocente nel merito delle vicende al centro del processo milanese. Quel che è grave è che ci siano magistrati che hanno negato l’evidenza sulla prescrizione. Questa gente deve essere allontanata dalla magistratura, nega il diritto e il calendario” e farlo ” è un dovere per garantire i principi della Costituzione” . Gasparri si riferisce al pm Fabio De Pasquale che, dichiara, si è “dimostrato inattendibile, non può continuare a fare il magistrato”.
Anche l’ex ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini non condivide la sentenza perché “la prescrizione non restituisce al Presidente Berlusconi il diritto ad una piena difesa per dimostrare la sua innocenza, ma rende vano e inutile l’accanimento giudiziario che Berlusconi ha subito e che nessuno potrà risarcire” e ricorda che “è giunto il tempo di riformare la giustizia”. “Il collegio giudicante ha dovuto rispettare la legge, malgrado la sollecitazione del pm, il ben noto De Pasquale, il quale ha cercato in ogni modo di ignorare i tempi della prescrizione che erano certi e ben precisi”, ha poi dichiarato Fabrizio Cicchitto, spiegando che con la sentenza “è stata evitata la condanna di un innocente anche se in tutti questi anni Berlusconi è stato scientificamente attaccato sul piano giudiziario dai settori politicizzati della magistratura”.
Secondo Gianfranco Rotondi “Berlusconi è lontano anni luce dalle accuse che sono state costruite ad arte per anni” e per Altero Matteoli è stata “bocciata la cocciutagine della procura”, mentre Margherita Boniver, deputato del Pdl e Presidente del Comitato Schengen spera che ora “Berlusconi torni a fare politica a tempo pieno”. Italo Bocchino, vicepresidente di Fli, ricorda invece che ”le sentenze vanno rispettate” e attende le motivazioni, che entro 90 giorni “diranno qualcosa di più ed entreranno nel merito”.
Sul fronte dell’opposizione, Pierluigi Bersani ha dichiarato nel corso di un’intervista a “Che tempo che fa” in onda stasera, che ”se Silvio Berlusconi cerca l’assoluzione, può sempre rinunciare alla prescrizione. E credo che Ghedini lo sappia”. Le sentenze non vanno mai commentate”, ha tenuto a precisare il segretario del Pd. Tuttavia ha osservato che “mentre si prendeva tempo con artifici vari, come il legittimo impedimento, per impedire la sentenza, il nostro Paese stava andando verso il disastro produttivo, sociale e finanziario”. “Ci siamo occupati di questo – è stata la constatazione di Bersani -. Adesso in Parlamento c’è una nostra proposta che fa sì che per i reati di corruzione si allunghino i tempi della prescrizione: sono interessato a capire cosa farà adesso il Pdl”. A ricordare che prescrizione non coincide con l’assoluzione è il capogruppo Pd al Senato Anna Finocchiaro perché “cercare di alzare il solito polverone contro i pm nel tentativo di nascondere le vere motivazioni di una sentenza che, come tutti sapevamo, non è di assoluzione ma di altra natura mi sembra abbastanza inutile e sinceramente ipocrita e strumentale”.
Per Antonio Di Pietro “ancora una volta la prescrizione salva Berlusconi dalle sue responsabilità” e sottolinea che “i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all’assoluzione ‘per non aver commesso il fatto’ perche’, evidentemente, il fatto l’ha commesso eccome. Solo che, anche oggi, come altre volte, tra un rinvio e l’altro, – sottolinea il leader Idv- Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Un comportamento, questo, che di regola appartiene ai delinquenti comuni ma, in questo caso, prendiamo atto che si tratta di una persona che era presidente del Consiglio e che si adoperava anche per far fare leggi che riducessero i tempi della prescrizione”. Interviene anche Ignazio Marino del Pd per cui la sentenza di oggi “è solo l’epilogo del pessimo spettacolo cui abbiamo assistito negli ultimi anni”, ovvero “quello di un politico oggetto di un procedimento giudiziario che invece di rinunciare per correttezza all’ incarico istituzionale lo usa per farsene uno scudo e difendere l’indifendibile. Inutile fare i paragoni con le democrazie degli altri paesi dove esponenti di governo hanno rassegnato le dimissioni per non aver pagato i contributi di un domestico, o perché sorpresi a infrangere i limiti di velocità. Tutt’altra cosa il modello di uomo politico che Berlusconi ha incarnato e proposto nel corso della sua carriera, poi ci si stupisce se dai sondaggi emerge che gli italiani non hanno più fiducia nella politica”.
E in Rete la prescirzione dell’ex premier è già trending topic su Twitter, dove centinaia di tweet al minuto con l’hashtag #mills si riversano sul social network. Alcuni internauti la buttano sull’ironia, altri non nascondono rabbia e livore per il verdetto giunto da Milano. “Ruby – scrive un utente – l’ultima speranza della sinistra italiana”, “e ora festeggiamenti da Mills e una notte…”, si legge su diversi tweet postati in Rete. “Vedi che era daltonico – scherza qualcuno – le toghe son nere o son rosse?”; “Milan-Juve: in caso di vittoria juventina Berlusconi chiederà la prescrizione della sconfitta del Milan”. “Ebbene sì – scrive un altro internauta – lo ammetto: ho pagato io Mills”. Ironia e rabbia, ma non solo. Sul web non manca chi solidarizza col Cavaliere, soprattutto su Facebook, come dimostrano i tanti commenti che stanno inondando la pagina fan dell’ex premier, tra i ‘Forza Silviò e i ‘Sei sempre il più grandè. Solidarietà ma anche un pizzico di umorismo: ‘Silvio la spunta sempre. E stasera, scommetto, festeggia col bungabunga”.
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Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione
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"Con il suo negazionismo climatico favorisce la crisi dell’agricoltura e il dominio delle grandi multinazionali. Libertà di parola? Falso. Difende il vice di Trump, Vance, che vuole la libertà di diffondere bugie attraverso i social, strumenti nelle mani dei potenti miliardari americani. Difende la democrazia? Falso. È lei che vuole demolire gli organi costituzionali per diventare una e trina: Dio, Patria e Legge. I conservatori del mondo vogliono costruire il nuovo totalitarismo mondiale grazie al potere economico, tecnologico e militare di cui dispongono per trasformare la democrazia in un sottoprodotto commerciale della loro attività”.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.