Sotto i portici della stazione le prime linee del corteo si sono lanciate contro carabinieri e polizia. “Fateci entrare”, hanno urlato.
Poi il contatto, la pressione della massa dei manifestanti contro gli scudi, e alla fine lo scontro. Inutili i tentativi di mediazione degli agenti in borghese. Celere e carabinieri hanno respinto a colpi di scudo e manganello il tentativo di forzare il cordone e irrompere in stazione. Contro le forze dell’ordine sono volati oggetti vari e uova dalle retrovie del corteo.
Dopo due tentativi falliti i manifestanti sono corsi in massa verso un’entrata secondaria e così hanno potuto occupare per una ventina di minuti i primi tre binari, tra cui quello su cui passano i treni dell’alta velocità. Armati di cartelli e di un maxi striscione di 15 metri si sono confrontati a distanza con la polizia in assetto anti sommossa. “Giù le mani dalla val di Susa”, è stato lo slogan principale, ma anche “Siamo tutti con Luca” e “Assassini”.
Verso le 19 il grosso dei manifestanti, ormai ridotto a poco meno di 200, ha lasciato la stazione dirigendosi verso Piazza Maggiore. Una quarantina di giovani, alcuni dei quali appartenenti all’Aula C, ha invece deciso di fermarsi ancora e continuare il blocco, questa volta al binario 6. Il Frecciarossa 9550 Salerno-Milano è stato così bloccato per quasi mezz’ora. Alla fine la ripartenza, ma con due scritte “No Tav” tracciate a vernice sul locomotore.
di Giovanni Stinco e Antonella Beccaria
foto e video di Giovanni Stinco