La salma di Piermario Morosini arriva allo stadio comunale Armando Picchi di Livorno pochi minuti prima delle 15. Sui cancelli d’ingresso un muro di sciarpe e centinaia di magliette amaranto, molte con il ‘suo’ numero 25. Corone e mazzi di fiori, striscioni, bigliettini scritti a mano e candele. Gagliardetti e sciarpe di molte squadre, italiane e anche europee: da Barcellona a Liverpool, da Marsiglia ad Atene e Amburgo. A testimonianza di una lunga notte di veglia ad aspettare il ritorno dello sfortunato guerriero. Ad attendere la salma, all’interno, c’è uno stadio gremito: ci sono i tifosi del Livorno, accompagnati per una volta dagli storici rivali del Pisa, i compagni di squadra, i ragazzi delle giovanili, le vecchie glorie della squadra amaranto, i giocatori dell’Empoli e di tante altre squadre, semplici cittadini e appassionati di calcio, il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi e le autorità.
Accompagnato da commossi applausi e dalle note delle canzoni di Ligabue, il cantante preferito del Moro, il feretro, seguito dai giocatori del Livorno tutti con indosso la maglia numero 25 entra nello stadio: compie mezzo giro di campo, sosta qualche minuto davanti ai tifosi della Curva Nord, che hanno esposto un grande striscione a ridosso della pista di atletica ‘Avevi la nostra maglia, Ciao Moro’, per l’ultimo saluto. Poi prosegue fino a sotto la tribuna, dove riceve la benedizione del vescovo Simone Giusti. Poco dopo la salma esce dallo stadio e si dirige verso Bergamo, dove sarà aperta la camera ardente in attesa dei funerali che si svolgeranno giovedì nella chiesa parrocchiale di Monterosso.
Il carro funebre era partito in mattinata da Pescara, dopo che ieri sera era arrivato il nullaosta legale al termine di una lunga autopsia durata oltre sei ore. Aperto il fascicolo legale, imputazione contro ignoti per omicidio colposo, il medico legale Cristian D’Odivio entro sessanta giorni comunicherà i risultati ufficiali alla Procura. Intanto ieri il medico ha dichiarato: “Non ci sono situazioni macroscopiche evidenti che ci permettano di determinare la morte del ragazzo. Sono necessari ulteriori approfondimenti anche di carattere tossicologico”. Le prime indiscrezioni riportano come l’attenzione dei medici sarebbe concentrata sull’accertamento di difetti cardiaci, come alterazioni strutturali dell’organo, e su difetti genetici che coinvolgono il cuore.
Al termine dell’autopsia anche la dottoressa Cristina Basso, nominata perito di parte dalla famiglia di Morosini, ha confermato che non sono state cause macroscopiche evidenti, come emorragie o infarto, le cause della morte del calciatore. E mentre il vigile urbano la cui auto sabato pomeriggio ha intralciato l’ingresso dell’autoambulanza nello stadio Adriatico di Pescara si è autosospeso, emergono sconcertanti retroscena sulla qualità dei soccorsi prestati al ragazzo. Esclusi l’aneurisma e l’infarto fulminante come cause della morte, il giocatore non sarebbe “morto sul colpo” come appariva dalle prime testimonianze. Anzi, sembra che Morosini, pur con il cuore fermo, abbia continuato a muoversi e ad avere convulsioni per almeno dieci minuti. E che quindi, forse, l’immediato utilizzo di un defibrillatore avrebbe potuto salvargli la vita.
Ce ne erano due a disposizione nello stadio, uno in ambulanza. Ma ora sembra che nessuno li abbia usati. Non il medico sociale del Livorno, né quello del Pescara, che sono intervenuti a prestare i primi soccorsi dopo che il giocatore è collassato in campo. Neanche il primario dell’ospedale di Pescara, che è salito con il giocatore sull’autombulanza e ha raccontato come non sia stato utilizzato nemmeno quello a disposizione sull’auto. Solo in ospedale qualcuno ha avuto l’idea di collegarne uno al corpo di Piermario, ma era oramai troppo tardi.
Se il defibrillatore avrebbe potuto o meno salvare la vita al giocatore del Livorno è adesso l’aspetto centrale dell’indagine della Procura per omicidio colposo. Terminata l’autopsia, ora comincerà una dettagliata analisi del cuore, dell’aorta e degli organi interni del calciatore. I filamenti di un elemento “esterno” trovato durante l’autopsia nello stomaco di Morosini, quindi ingerito poco prima della partita, saranno sottoposti a esame tossicologico dalla dottoressa Simona Martello, perito nominato dalla procura. Del Dna se ne occuperà il laboratorio dell’Università Cattolica di Roma, da questo esame si potrà probabilmente capire se l’arresto del cuore fosse riattivabile o meno, e quanto l’utilizzo o meno del defibrillatore avrebbe potuto incidere.
Intanto il mondo del calcio, al di là delle dichiarazioni di cordoglio espresse in questi giorni, si attiva perché la memoria di Piermario non venga cancellata. Oggi il presidente Spinelli ha confermato che sarà subito ritirata la maglia numero 25 del Livorno, e domenica tutti i giocatori della serie B entreranno in campo con il 25. A Morosini saranno inoltre intitolate la Curva Sud dello stadio di Bergamo e un settore di quello di Livorno. A suo nome dovrebbe disputarsi, a partire da quest’estate, un quadrangolare amichevole tra Livorno, Udinese, Vicenza e Atalanta: le squadre del Moro. Mentre proprio da Udine arriva la notizia più bella, saranno l’Udinese Calcio e Di Natale a prendere in affidamento la sorella disabile di Piermario. Per non dimenticare.
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Morte Morosini, stadio di Livorno gremito per l’ultimo saluto al giocatore
La procura di Pescara ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo. Al vaglio dei magistrati i minuti passati dal crollo in campo a quando il centrocampista è stato caricato sull'ambulanza
La salma di Piermario Morosini arriva allo stadio comunale Armando Picchi di Livorno pochi minuti prima delle 15. Sui cancelli d’ingresso un muro di sciarpe e centinaia di magliette amaranto, molte con il ‘suo’ numero 25. Corone e mazzi di fiori, striscioni, bigliettini scritti a mano e candele. Gagliardetti e sciarpe di molte squadre, italiane e anche europee: da Barcellona a Liverpool, da Marsiglia ad Atene e Amburgo. A testimonianza di una lunga notte di veglia ad aspettare il ritorno dello sfortunato guerriero. Ad attendere la salma, all’interno, c’è uno stadio gremito: ci sono i tifosi del Livorno, accompagnati per una volta dagli storici rivali del Pisa, i compagni di squadra, i ragazzi delle giovanili, le vecchie glorie della squadra amaranto, i giocatori dell’Empoli e di tante altre squadre, semplici cittadini e appassionati di calcio, il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi e le autorità.
Accompagnato da commossi applausi e dalle note delle canzoni di Ligabue, il cantante preferito del Moro, il feretro, seguito dai giocatori del Livorno tutti con indosso la maglia numero 25 entra nello stadio: compie mezzo giro di campo, sosta qualche minuto davanti ai tifosi della Curva Nord, che hanno esposto un grande striscione a ridosso della pista di atletica ‘Avevi la nostra maglia, Ciao Moro’, per l’ultimo saluto. Poi prosegue fino a sotto la tribuna, dove riceve la benedizione del vescovo Simone Giusti. Poco dopo la salma esce dallo stadio e si dirige verso Bergamo, dove sarà aperta la camera ardente in attesa dei funerali che si svolgeranno giovedì nella chiesa parrocchiale di Monterosso.
Il carro funebre era partito in mattinata da Pescara, dopo che ieri sera era arrivato il nullaosta legale al termine di una lunga autopsia durata oltre sei ore. Aperto il fascicolo legale, imputazione contro ignoti per omicidio colposo, il medico legale Cristian D’Odivio entro sessanta giorni comunicherà i risultati ufficiali alla Procura. Intanto ieri il medico ha dichiarato: “Non ci sono situazioni macroscopiche evidenti che ci permettano di determinare la morte del ragazzo. Sono necessari ulteriori approfondimenti anche di carattere tossicologico”. Le prime indiscrezioni riportano come l’attenzione dei medici sarebbe concentrata sull’accertamento di difetti cardiaci, come alterazioni strutturali dell’organo, e su difetti genetici che coinvolgono il cuore.
Al termine dell’autopsia anche la dottoressa Cristina Basso, nominata perito di parte dalla famiglia di Morosini, ha confermato che non sono state cause macroscopiche evidenti, come emorragie o infarto, le cause della morte del calciatore. E mentre il vigile urbano la cui auto sabato pomeriggio ha intralciato l’ingresso dell’autoambulanza nello stadio Adriatico di Pescara si è autosospeso, emergono sconcertanti retroscena sulla qualità dei soccorsi prestati al ragazzo. Esclusi l’aneurisma e l’infarto fulminante come cause della morte, il giocatore non sarebbe “morto sul colpo” come appariva dalle prime testimonianze. Anzi, sembra che Morosini, pur con il cuore fermo, abbia continuato a muoversi e ad avere convulsioni per almeno dieci minuti. E che quindi, forse, l’immediato utilizzo di un defibrillatore avrebbe potuto salvargli la vita.
Ce ne erano due a disposizione nello stadio, uno in ambulanza. Ma ora sembra che nessuno li abbia usati. Non il medico sociale del Livorno, né quello del Pescara, che sono intervenuti a prestare i primi soccorsi dopo che il giocatore è collassato in campo. Neanche il primario dell’ospedale di Pescara, che è salito con il giocatore sull’autombulanza e ha raccontato come non sia stato utilizzato nemmeno quello a disposizione sull’auto. Solo in ospedale qualcuno ha avuto l’idea di collegarne uno al corpo di Piermario, ma era oramai troppo tardi.
Se il defibrillatore avrebbe potuto o meno salvare la vita al giocatore del Livorno è adesso l’aspetto centrale dell’indagine della Procura per omicidio colposo. Terminata l’autopsia, ora comincerà una dettagliata analisi del cuore, dell’aorta e degli organi interni del calciatore. I filamenti di un elemento “esterno” trovato durante l’autopsia nello stomaco di Morosini, quindi ingerito poco prima della partita, saranno sottoposti a esame tossicologico dalla dottoressa Simona Martello, perito nominato dalla procura. Del Dna se ne occuperà il laboratorio dell’Università Cattolica di Roma, da questo esame si potrà probabilmente capire se l’arresto del cuore fosse riattivabile o meno, e quanto l’utilizzo o meno del defibrillatore avrebbe potuto incidere.
Intanto il mondo del calcio, al di là delle dichiarazioni di cordoglio espresse in questi giorni, si attiva perché la memoria di Piermario non venga cancellata. Oggi il presidente Spinelli ha confermato che sarà subito ritirata la maglia numero 25 del Livorno, e domenica tutti i giocatori della serie B entreranno in campo con il 25. A Morosini saranno inoltre intitolate la Curva Sud dello stadio di Bergamo e un settore di quello di Livorno. A suo nome dovrebbe disputarsi, a partire da quest’estate, un quadrangolare amichevole tra Livorno, Udinese, Vicenza e Atalanta: le squadre del Moro. Mentre proprio da Udine arriva la notizia più bella, saranno l’Udinese Calcio e Di Natale a prendere in affidamento la sorella disabile di Piermario. Per non dimenticare.
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Damasco, 16 mar. (Adnkronos) - Il ministero della Difesa siriano ha accusato domenica il gruppo libanese Hezbollah di aver rapito e ucciso tre soldati in Libano. Lo hanno riferito i media statali.
"Un gruppo della milizia di Hezbollah... ha rapito tre membri dell'esercito siriano al confine tra Siria e Libano... prima di portarli in territorio libanese ed eliminarli", ha affermato il ministero della Difesa, citato dall'agenzia di stampa Sana.
Tel Aviv, 16 mar. (Adnkronos) - L'esercito israeliano ha dichiarato che un colpo d'arma da fuoco proveniente dal Libano ha colpito un veicolo all'interno di un centro residenziale nel nord di Israele. "Stamattina, uno sparo ha colpito un veicolo parcheggiato nella zona di Avivim. Non sono stati segnalati feriti. Lo sparo è molto probabilmente partito dal territorio libanese", ha affermato l'esercito in una dichiarazione. "Qualsiasi fuoco diretto verso Israele dal territorio libanese costituisce una palese violazione degli accordi tra Israele e Libano", ha aggiunto l'esercito.
Kiev, 16 mar. (Adnkronos/Afp) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sostituito il capo di stato maggiore delle forze armate, con un decreto emesso oggi, mentre le truppe in prima linea di Kiev continuano ad essere in difficoltà. Secondo un comunicato, Anatoliy Bargylevych è stato sostituito da Andriy Gnatov, a cui "è stato affidato il compito di aumentare l'efficienza della gestione".
"È un combattente", ha detto Zelensky parlando di Gnatov. "Il suo compito è quello di apportare maggiore esperienza di combattimento, l'esperienza delle nostre brigate nella pianificazione delle operazioni, difensive e offensive, nonché uno sviluppo più attivo del sistema dei corpi d'armata", ha aggiunto. "Tutto ciò che le nostre brigate hanno imparato dalla guerra dovrebbe essere implementato al cento per cento a livello di pianificazione".
Washington, 16 mar. (Adnkronos) - Un uomo di 45 anni è stato dato alle fiamme nel bel mezzo di Times Square, a New York, la scorsa notte. Lo ha riferito la polizia. Le immagini delle telecamere hanno immortalato il momento in cui l'uomo, a torso nudo e gravemente ustionato, è stato trasportato d'urgenza dalle autorità in ambulanza dopo che le fiamme erano state spente.
La polizia afferma che il 45enne è stato soccorso alle 4 del mattino ed è stato portato in un ospedale vicino in condizioni stabili. Il suo aggressore sarebbe fuggito dalla scena ed è ricercato dalle autorità. Non sono state in grado di dire se l'attacco fosse casuale o mirato.
Gli investigatori hanno riferito che l'uomo era stato cosparso con un liquido infiammabile prima che qualcuno appiccasse il fuoco. La vittima, avvolta dalle fiamme, si era messa poi a correre, quando qualcuno è uscito da un'auto e ha spento il fuoco con un estintore a polvere.
Skopje, 16 mar. (Adnkronos) - La Macedonia del Nord ha dichiarato un periodo di lutto nazionale di sette giorni per l'incendio in una discoteca che ha causato almeno 59 morti e decine di feriti, mentre le autorità hanno arrestato 15 persone per interrogarle e il ministro degli Interni ha affermato che un'ispezione preliminare ha rivelato che il club stava operando senza la licenza necessaria.
Al termine di una giornata in cui il piccolo Paese balcanico è stato alle prese con un disastro mai visto da decenni, il ministro degli Interni Panche Toshkovski ha dichiarato che il club nella città orientale di Kočani, dove si è verificato l'incendio prima dell'alba, sembrava operare illegalmente.
Più di 20 persone sono sotto inchiesta, 15 delle quali sono sotto custodia della polizia, mentre altri sospettati di coinvolgimento si trovano in ospedale, ha aggiunto Toshkovski. La maggior parte delle vittime dell'incendio, che ha devastato il nightclub Pulse durante un concerto hip-hop, erano adolescenti e giovani adulti. Circa 155 sono rimasti feriti, molti in modo grave.
Mosca, 16 mar. (Adnkronos) - Il desiderio della Gran Bretagna di rubare i beni russi è legato alla lunga tradizione inglese della pirateria, diventata un segno distintivo della corona britannica insieme a "rapine e omicidi". Lo ha affermato la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.
"Questa è una delle tradizioni inglesi, come bere il tè e le corse di cavalli. Il fatto è che la pirateria è stata legalizzata in Inghilterra", ha scritto la diplomatica sul suo canale Telegram. "Ai pirati era proibito attaccare le navi inglesi, ma era loro permesso derubare le navi dei concorrenti. Moralità immorale".
Beirut, 16 mar. (Adnkronos) - I media libanesi riferiscono di un morto in un attacco aereo israeliano nella città meridionale di Aainata. Ulteriori raid sono stati segnalati a Kafr Kila. Non ci sono commenti immediati da parte delle Idf.