“Devo curarmi. Se la luce va via, sono tranquillo ora che le mie medicine sono al sicuro. Si attiva il dispositivo di emergenza e ho la corrente per un’altra mezz’ora”. José Antonio Gutierrez vive in un’area periferica di Città del Messico. Per il suo lavoro aveva bisogno di illuminare una stanza e di avere l’elettricità per un frigorifero che mantenesse alla giusta temperatura i suoi farmaci.

Grazie a Iluméxico, di Manuel Wiechers, 25 anni, ingegnere, tutto questo è stato possibile.

A volte, la lampadina si accende. A volte, le idee migliori prendono forma così, proprio come nei fumetti: un problema e poi arriva l’intuizione. È una lampadina accesa il simbolo di Iluméxico, un progetto di ecosostenibilità illuminata che sfrutta l’energia pulita per catturare “la Luz de México”.

Manuel tre anni fa, partecipando a un summit sull’energia ha capito come avrebbe voluto cambiare le cose. “È in quel momento, mentre ero al summit – racconta Manuel – che ho compreso quanto fossero importanti le energie rinnovabili per lo sviluppo delle comunità rurali, quanto una svolta verde, specialmente nel mio paese, fosse la chiave di lettura pratica, e non solo teorica, per risolvere i problemi”.

Sono 1,44 miliardi le persone che non hanno accesso alla luce elettrica nel mondo. Circa 640mila famiglie in Messico. Imprenditorialità, energia e impatto sociale rappresentano i punti di forza di questo programma che intende supportare l’economia del luogo connessa alla crescita tecnologico – ingegneristica, rispondere alle emergenze legate al cambiamento climatico e favorire l’integrazione delle realtà maggiormente disagiate.

“Così – aggiunge Manuel – ho messo insieme un gruppo di giovani ingegneri. Volevo iniziare a lavorare su una soluzione concreta. In pochi mesi sono arrivati risultati significativi: il primo è stato la diffusione di Prometeo”. “Prometeo” è un sistema costituito da pannelli solari che permette di avere un’illuminazione, esterna e interna, nel pieno rispetto della natura e a costi contenuti. “Abbiamo realizzato un cavo speciale che consente di ottimizzare l’uso delle batterie allungandone la durata. Poi – continua Manuel – ci siamo concentrati sul settaggio automatico e manuale dell’apparecchiatura, fatta di celle fotovoltaiche da 10 W, per una migliore gestione delle potenzialità”.

Giovani verdi e “al verde” ma pieni di volontà. Ha creato una associazione e avanzato anche numerose proposte a sostegno dei minori e dei servizi sociali ma le difficoltà non mancano. Nel Paese la distribuzione della luce è gestita dallo Stato, gli interventi di regolazione dell’energia sono ancora agli inizi e i finanziamenti scarseggiano.

Però, è anche grazie a questi ragazzi che, ora, José è più sereno.

L’ostacolo maggiore sembra essere un altro: “Siamo giovani, forse troppo – afferma Manuel – ma gioventù non è sempre sinonimo di scarsa credibilità. La strada è ancora lunga ma ce la stiamo mettendo tutta, crediamo in noi e abbiamo fiducia in quel che facciamo”.

L’idea “illuminata” è diventata una vera e propria start up e inizia a rendere dal punto di vista economico per il gruppo fondatore. Qualcuno, “illuminerà” anche l’Italia? Lo scopriremo nei prossimi post. Intanto vi rimandiamo alle esperienze di CleaNap ed European Alternatives nel post precedente.

Si ringrazia Antonella Andriuolo di ASVI Social Change per interviste e supporto alla stesura. 

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