Insultati e aggrediti, presi a sputi in pieno volto, perché passeggiavano mano nella mano in segno d’amore. “Colpevoli” di essere una coppia di omosessuali.

Froci, fate schifo”. Sono le parole che sabato pomeriggio hanno investito due ragazzi di 16 e 17 anni che stavano camminando a Parma davanti al Teatro Regio. Una coppia gay che, come solitamente tante altre persone, stava trascorrendo il pomeriggio nelle strade del centro città, tra un giro di shopping e un aperitivo.

I due ragazzi stavano percorrendo strada Garibaldi, quando arrivati all’altezza del Regio, si sono imbattuti in un gruppo di giovani seduti sugli scalini davanti all’ingresso. La coppia non è passata inosservata gli occhi del “branco”, che ha subito notato che i due si tenevano per mano. Così sono cominciati a volare gli insulti, tutti legati alla sessualità della coppia nel mirino. E dalle parole, qualcuno è passato anche ai fatti. Uno dei giovani, tra i 16 e i 18 anni, si è alzato e si è avvicinato alla coppia, sputando addosso a uno dei due ragazzi. I due non hanno reagito e sono andati via, ma l’amarezza per questa aggressione non si è sopita, al punto che la coppia pochi giorni dopo ha raccontato l’accaduto all’associazione Ottavo Colore, che ha denunciato il gesto.

“Eravamo abituati a pensare che a Parma la cosa peggiore che potesse capitare ad una coppia di omosessuali fosse l’indifferenza o tutto al più una diffidenza e un’ostilità che si fermasse agli sguardi” si legge nella nota del gruppo, una delle associazioni di riferimento per la comunità gay a Parma. Invece questa volta l’inciviltà si è spinta molto oltre. In città è la prima volta che l’associazione riceve la segnalazione di un episodio del genere, e anche a memoria degli altri gruppi che rappresentano la comunità omosessuale a Parma, come l’associazione radicale Certi Diritti, non si era mai visto un simile atto di violenza, apertamente omofobo. “Una decina di anni fa, durante un cineforum sul tema dell’omosessualità, qualcuno tagliò le gomme delle biciclette parcheggiate fuori dal cinema – racconta Paola Montermini, uno dei portavoce di Certi Diritti – ma il gesto era stato generico, e non indirizzato a qualcuno. E poi non c’erano stati gli insulti e tutto il resto. Finora consideravamo Parma una sorta di isola felice”.

Anzi, negli ultimi anni Parma aveva mostrato, anche senza ostentarlo troppo, di avere a cuore l’argomento. Tanto che risale alla scorsa amministrazione di Pietro Vignali l’istituzione di un tavolo contro l’omofobia che raccoglie diverse associazioni cittadine, e che in occasione della giornata mondiale del 17 maggio organizzava rassegne culturali a tema, con incontri e proiezioni. Dopo la caduta del sindaco di centrodestra, sotto la gestione commissariale, la riunione convocata per metà aprile era stata fatta saltare per la mancanza di uno dei partecipanti. Poi quella in programma per l’organizzazione della celebrazione del 17 maggio era stata convocata il 15 maggio, “troppo tardi per combinare qualcosa, tanto che per protesta non abbiamo partecipato” aggiunge Montermini. E ora, dopo il passaggio di consegne tra commissario straordinario e il sindaco Federico Pizzarotti, il tavolo aspetta di essere convocato di nuovo. E alla luce di quanto accaduto sabato, non c’è tempo di rimandare. 

“Occorre che anche l’amministrazione comunale prenda una posizione di netto dissenso e intervenga con atti istituzionali inequivocabili al fine di prevenire aggressioni basate su pregiudizi omofobi – si legge nella nota di Certi Diritti – Chiediamo perciò un incontro urgente con il sindaco Pizzarotti, per la riattivazione del già esistente tavolo sull’omofobia”. Secondo le associazioni, il silenzio delle istituzioni significherebbe far sentire autorizzate le persone a tenere un comportamento del genere, che invece andrebbe stigmatizzato. “Si tratta di un gesto barbaro – denunciano i rappresentanti di Ottavo Colore – che sembra far tornare la nostra città indietro di anni. Troviamo inaccettabile che nel 2012 gay e lesbiche non possano tenere per mano il proprio compagno o la propria compagna senza rischiare linciaggi pubblici”.

Parole a cui fa eco anche la dura condanna del presidente del consiglio comunale Marco Vagnozzi: “Quello che è successo è assurdo, speriamo che sia la prima e anche l’ultima volta che a Parma accadono questi episodi così gravi di violenza gratuita – ha commentato – Sconvolge il fatto che, invece di andare avanti socialmente e culturalmente, si ritorni indietro con atti del genere”. 

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