“Senza le elezioni anticipate, in primavera il Movimento 5 stelle avrebbe partecipato all’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Sarebbe stato il successore di Napolitano a scegliere il nuovo presidente del Consiglio e la musica sarebbe subito cambiata”. Sta tutto nel tempo verbale il nodo sul futuro del Movimento 5 stelle, in questi giorni in affanno nella corsa contro il tempo, per raccogliere le firme necessarie per partecipare alle prossime politiche. Beppe Grillo, in un post pubblicato sul suo blog, usa il condizionale, gettando un ombra sul percorso dei suoi aspiranti deputati e senatori, selezionati con le parlamentarie online. E mettendone in dubbio quell’ingresso in Parlamento, dato per certa da tutti i sondaggi che lo pongono come il secondo partito del Paese.

Solamente venerdì il Senato scioglierà le riserve sul numero di firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Tra le nascenti forze politiche c’è incertezza. Il Movimento Arancione di Luigi de Magistris, Antonio Ingroia e Leoluca Orlando è in evidente difficoltà. Dubbi serpeggiano anche all’interno delle neonate forze di centrodestra, come “Fratelli d’Italia” del trio Meloni-Crosetto-La Russa, e di centrosinistra, come la Lista dei Moderati di Giacomo Portas. Al centro, dopo la “salita” di Mario Monti, ancora non si sa se Casini e Montezemolo presenteranno liste uniche o separate. Per cautelarsi, il movimento “Verso la Terza Repubblica” ha avviato una raccolta firme attraverso il proprio sito Internet.

I grillini non dovrebbero avere problemi a raggiungere il numero di firme necessario, ma tra gli iscritti, in ogni caso, c’è timore. “Hai paura di non riuscire a raccogliere le firme?”, chiede un utente sul blog del leader. Gli fa eco un altro: “Questo post nasconde qualcosa di drammatico. Una resa?”. E mentre lui tace, limitandosi a rilanciare quella frase sulla pagina Twitter, sono gli eletti del Movimento a fare scudo e cercando di far rientrare gli allarmi. “È ovvio che con le elezioni in primavera avremmo avuto meno difficoltà – spiega Matteo Olivieri, delegato di lista a Reggio Emilia – ma abbiamo ancora un po’ di giorni e la raccolta andrà avanti a oltranza”. Nessuna rinuncia: “Ce la faremo, anche perché in alcune regioni siamo già a buon punto”. Di sicuro difficoltà ci sono e ci saranno, soprattutto all’estero, dove mancano ancora centinaia di firme.

Il tempo è poco e Grillo è convinto sia in atto una strategia per sbarrare le porte dei palazzi di Roma al Movimento. “Un 20% delle sedie era prenotato, una su cinque, dal Movimento 5 stelle” scrive sul blog. “Era necessario anticipare il ballo per conservare lo stesso numero di sedie, e così è stato”. Il leader dei 5 stelle parla di una “danza degli eterni debuttanti” che “sta per avere inizio intorno alle sedie musicali”. I posti sono sempre di meno e gli aspiranti sempre di più. “Al cessare della musica, a fine febbraio, chi può si getterà sulla sedia più vicina”.

A dare il via al “ballo” Giorgio Napolitano, con lo scioglimento anticipato delle Camere. “Il Gran Cerimoniere, che non voleva (ad ogni costo!) che la danza si svolgesse con lo spartito del Porcellum, e lo ripeteva da mesi, ha deciso che si ballerà in inverno per la prima volta nella storia della Repubblica, con il Porcellum e senza che il capo sedia Rigor Montis chiedesse la fiducia alle Camere. La danza delle sedie musicali potrebbe però trasformarsi per la Casta in qualcosa di inaspettato. In un ballo degli scheletri, in una danza macabra con la sepoltura definitiva di coloro che hanno portato il Paese allo sfascio e ora dicono di volerlo salvare senza il minimo pudore. Alla sedia!”.

Emiliano Liuzzi e Giulia Zaccariello
aggiornato dalla redazione web alle 11.15 

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