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Chavez, funerali di Stato a Caracas. Presidente iraniano in lacrime

In prima fila davanti alla bara siedono a sinistra i familiari - la moglie e le due figlie - e a destra il presidente in funzioni, Nicolas Maduro, con sua moglie Cilia Flores, procuratrice generale del Venezuela, il presidente cubano Raul Castro e Mahmud Ahmadinejad
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Il Venezuela dice addio al presidente defunto Hugo Chavez con i solenni funerali di Stato nella sede dell’Accademia militare di Caracas, con la cerimonia trasmessa in diretta da tutti i canali televisivi del Paese. In prima fila davanti alla bara siedono a sinistra i familiari – la moglie e le due figlie – e a destra il presidente in funzioni, Nicolas Maduro, con sua moglie Cilia Flores, procuratrice generale del Venezuela, il presidente cubano Raul Castro e il suo omologo iraniano Mahmud Ahmadinejad.

Le telecamere della televisione pubblica venezuelana hanno mostrato immagini dell’arrivo dei leader internazionali: il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, il suo omologo colombiano, Juan Manuel Santos e quello peruviano, Ollanta Humala. Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha abbracciato commosso il ministro degli Esteri venezuelano, Elias Jaua, mentre i cronisti della tv pubblica sottolineavano come gli occhi del leader di Teheran erano colmi di lacrime mentre attraversava il cortile principale dell’Accademia. Anche l’attore americano Sean Penn si trova già all’interno dell’Accademia.

E, mentre si svolgono i funerali, gli oppositori del presidente hanno ammesso di avere accolto con gioia e fuochi d’artificio nei quartieri ricchi di Caracas la notizia della morte. Ma hanno anche detto che i festeggiamenti sono durati poco, perché “adesso abbiamo paura”. Non si sono dovuti nascondere, invece, i dissidenti rifugiati in Florida, con cortei di macchine e suonate di clacson. “Non sto festeggiando una morte, ma l’opportunità di un cambiamento, la libertà verrà in Venezuela anche se ci vorrà tempo”, ha dichiarato Carlo Mejias. Ma anche tra i dissidenti in esilio vi è preoccupazione per il futuro: “Ho paura, ci potrebbero essere rappresegalia, razzie, ho paura di quello che potrà succedere”, ha aggiunti Maria Borque.

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