Il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni ha presentato oggi a Milano la sua Giunta. “Metà uomini e metà donne, come avevo promesso”, ha detto l’ex ministro degli Interni, che ha spiegato come la scelta sia stata dettata esclusivamente dalle competenze di ognuno. “Una squadra”, ha concluso, “senza differenze di carattere politico”. A caldo arrivano i primi commenti dall’opposizione. “Con 14 assessori esterni al Consiglio regionale (non eletti)”, attacca il capogruppo del Pd in Regione Luca Gaffuri, “la Lombardia spenderà per ogni singolo anno 1.465.200 euro in più che moltiplicato per 5 anni di legislatura significa 7.326.000 euro”.
Le quattordici poltrone sono equamente divise tra Pdl e Lega Nord. Al partito di Berlusconi e all’alleato Fratelli d’Italia sono andati infatti sette assessorati. Mario Mantovani vicepresidente con delega alla Salute, Maurizio
Del Tenno alle Infrastrutture, Mario Melazzini alle Attività
Produttive Ricerca e Innovazione, Valentina Aprea riconfermata all’Istruzione con l’aggiunta di Formazione e Lavoro. Alberto Cavalli al
Commercio e Turismo, Paola Bulbarelli alla Casa e Pari
opportunità, Viviana Beccalossi al Territorio e Urbanistica e
Difesa del suolo. Mentre i sette assessori del Carroccio sono Massimo Garavaglia
all’Economia Crescita e Semplificazione, Antonio Rossi allo
Sport e Giovani, Gianni Fava all’Agricoltura, Maria Cristina
Cantù al Welfare, Claudia Terzi all’Ambiente, Cristina
Cappellini alle Culture Identità e Autonomie e Simona Bordonali
alla Sicurezza, Immigrazione e Protezione civile. La presentazione della Giunta è avvenuta a Palazzo
Lombardia, in occasione dell’intitolazione della Sala dei 500 a Marco Biagi, a undici anni dall’assassinio del giuslavorista da
parte delle nuove Br di Franz Baraggino
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