La maratona di Boston è una delle più antiche del mondo. La prima edizione si svolse nel 1897, solo un anno dopo la storica vittoria di Spiridon Louis alla maratona delle Olimpiadi di Atene nel 1896, i primi Giochi Olimpici dell’era moderna. Allora, ai nastri di partenza si presentarono in 18. A distanza di oltre un secolo, con la corsa che è stata inserita nelle Sei Grandi maratone del globo, la media è di circa 20 mila partecipanti. La caratteristica tecnica, immutata nel tempo, che rende unica questa corsa, è la Heartbreak Hill: l’ultima di quattro colline poste nella seconda parte del percorso, che lo rendono assai ostico e difficile. Lo sa bene Gelindo Bordin, il campione olimpico di Seul che finora è stato l’unico italiano a vincerla, nel 1990.

L’uomo dei record a Boston è però l’americano John Kelly, che dal 1928 al 19991 l’ha corsa per ben 61 volte, arrivando anche a tagliare il traguardo per primo in due occasioni. Celebre anche l’episodio di Rose Ruiz, che nel 1980 apparve dal nulla per vincere la gara femminile. Dopo un attento esame di tutti i video disponibili, si scoprì che la commessa cubana era entrata in corsa da un cespuglio a due chilometri dalla fine, e pertanto fu squalificata. Mentre nel 1967 un ufficiale cercò ripetutamente di strappare la pettorina a Kathrine Switzer, la prima donna a finire la maratona con regolare numero di gara, perché all’epoca la corsa era esclusivamente un affare tra uomini. Solo nel 1972 le donne furono ammesse alla gara. Mentre nel 1975 la partecipazione fu allargata ai disabili, e in questo la gara del Massachusetts è stata la prima.

Come ogni anno, la maratona di Boston si disputa il terzo lunedì del mese, durante il Patriots Day, giorno di festa nel Maine e nel Massachusetts che celebra la battaglia di Lexington e Concord del 19 aprile 1775: l’inizio della Guerra d’Indipendenza. Per questo la corsa rappresenta la grande festa della città di Boston e dell’intero stato del Massachusetts. Una giornata speciale in cui, come da tradizione anglosassone, si dà molto spazio allo sport. Infatti ieri la giornata sportiva di Boston è cominciata la mattina presto con la partita di baseball tra Red Sox e Tampa Bay, terminato giusto un’ora prima dell’arrivo della Maratona a Copley Square, per permettere ai tifosi di seguire le ultime battute della corsa in quella che si pensava dovesse essere una giornata di festa.

La sera invece era in programma l’incontro di basket tra Boston Celtics e Indiana Pacers, che è stato annullato per motivi di sicurezza. Mentre non sarà cancellata la maratona di Londra, che si corre settimana prossima, come si sono affrettati a confermare le autorità inglesi, tra cui il ministro dello sport Hugh Robertson intervistato dalla BBC. D’altronde, dalla strage alle Olimpiadi di Monaco del 1972 alla bomba durante le Olimpiadi di Atlanta del 1996, dalla finale di Coppa Campioni del 1985 allo stadio Heysel al Gran Premio di Formula Uno del Bahrain dello scorso anno, davanti alle tragedie lo sport ha sempre scelto di non fermarsi. Nel bene e nel male.

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