Ci sono alcune precisazioni da fare prima di parlare degli Offlagadiscopax. Anzitutto, ci tengono a farlo sapere, non sono di Cavriago, il comune del reggiano con la statua di Lenin in piazza, tanto per intenderci, anche se forse sarebbe appartenenza più filologicamente accettabile e romantica, ma di Reggio Emilia. Secondo, sono figli dell’Emilia Rossa, e rivendicano fieramente quell’appartenenza. Terzo, non prendeteli per seriosi, che nella vita sono dei cazzoni.
Parola di Max Collini, professione agente immobiliare e cantante, o meglio narratore, del gruppo che domenica al Circolo Arci Calamita di Cavriago (Reggio Emilia) celebrano il loro decennale, tornando sul luogo del delitto: era il 22 aprile del 2003 quando si materializzarono dal nulla su quel palco. Da allora tre dischi, 400 concerti, migliaia di cd venduti . Roba che se qualcuno lo avesse prospettato, dieci anni fa, a Max, Enrico (Fontanelli) e Daniele (Carretti), lo avrebbero preso per matto, mandandolo a quel paese in dialetto reggiano. Quando lo raggiungiamo telefonicamente Collini sta guardando in diretta gli esiti del quarto spoglio per l’elezione del Presidente della Repubblica. “Credo che buona parte del Pd, dopo 45 giorni di pesci in faccia da Beppe Grillo, faccia fatica a votare Emma Bonino o Stefano Rodotà, che pur essendo perfetto sotto il profilo istituzionale è comunque ancorato alla Prima Repubblica. Anche Romano Prodi, certo… però Prodi, con tutte le sue debolezze e imperfezioni è un gigante della politica degli ultimi 20 anni. In più è reggiano…come faccio a non stare dalla sua parte?”.
Insomma, il narratore del passato (altro mito da sfatare) Max Collini le idee chiare sul presente ce le ha, eccome. Così come ha ben chiaro che dieci anni di attività sono un tempo buono per i bilanci.
Che effetto vi fa tornare sul palco del Calamita dopo tutto quello che c’è stato in mezzo?
“Beh, anzitutto c’è la voglia di festeggiare assieme agli amici che domenica saranno assieme a noi: da Alessandro Baronciani che presenterà il suo nuovo libro a fumetti a Giovanni Uda Gandolfi della Unhip Records a tanti altri. In realtà sarebbe bello se ne venisse fuori una specie di Festa dell’Unità, con tanto di sottoscrizione volontaria e bancarelle e il Sindaco di Cavriago che verrà a raccontare la vera storia della statua di Lenin in piazza. Certo che si fa un bilancio: la nostra è una storia che ha dell’incredibile, perchè parte dal basso e senza alcuna ambizione al di fuori di quella di coltivare un’esigenza espressiva autonoma dalla quale non ci siamo mai discostati. Ci concediamo questa piccolissima autocelebrazione. E soprattutto suoneremo i tre album (Socialismo tascabile, Bachelite e Gioco di società) dal primo all’ultimo brano, così a fine concerto nessuno ci potrà venire a dire “bello ragazzi, però quel pezzo mica l’avete fatto…”.
Oltretutto festa autoprodotta in ogni dettaglio. Siete molto più punk di quanto non vi dipingiate.
“La filosofia del do it yourself ci piace, senza dubbio. E poi cosa c’è di più punk, come dice sempre Enrico Fontanelli, di prendere un geometra di 36 anni e buttarlo su un palco davanti a un microfono? Ancora mi chiedo chi glie lo abbia fatto fare di andare ad impelagarsi con Collini. Gli Offlaga sono fin dagli esordi un collettivo situazionista, su questo non ci piove”.
Collettivo situazionista, neosensibilista e che non crede nella democrazia nei sentimenti…
“Il Manifesto Neosensibilista nacque in un contesto di puro delirio, in cui c’eravamo messi in testa che avremmo dovuto ridefinire l’idea di sensibilità, e ovviamente il prefisso neo ci serviva per rompere con tutto ciò che era stato. Credo che mi vergognerei molto se dovesse essere pubblicato oggi…Quanto alla contrarietà alla democrazia nei sentimenti, è una riflessione che nasce in contrasto all’abuso della parola democrazia in ogni ambito. Perchè ci sono luoghi in cui non funziona e non c’è scampo. Cosa dovrebbe essere la democrazia nei sentimenti? Siamo in due: il 50 per cento più uno fa già cento. E’ una formula impossibile. Il sentimento ha più a che fare con la dittatura”.
Emerge spesso nei vostri brani il tema del passato, come se si guardasse con nostalgia ai bei tempi in cui. Cosa manca all’oggi? E’ l’annosa questione della morte delle ideologie?
“Credo che anche questa interpretazione sia un mito da sfatare. E’ vero, parliamo del passato ma in realtà lo viviamo come un approccio al contemporaneo, che dovrebbe, nelle nostre intenzioni, emergere proprio dal raffronto tra ieri e oggi. La mia è una scrittura immediata, di pancia, priva di tecnica: quello che mi interessa è mettere in piedi delle narrazioni che attingono dal mio personale vissuto. Il desiderio di parlare del presente viene affrontato inconsciamente in altro modo: esso affiora per contrasto a fianco del passato, serve a far emergere le falle del presente”.
Senza dubbio però il passato è pure consolatorio, vista la desolazione del presente, soprattutto per quel che riguarda l’orizzonte della politica, della società.
“Sì, quello che vedo è una società che implode nelle sue contraddizioni. Credo di essere un osservatore curioso del mondo: la confusione, la crisi portano con sé opportunità, certo, e magari siamo all’alba di un nuovo mondo, ma ci sono pure rischi. Se dovessi pensare ad una differenza col “prima” direi che c’era un orizzonte di sentimento collettivo più saldo, migliore. Oggi non sopporto più, a costo di sembrare retorico, che l’unico argomento dirimente sia il denaro, l’economia. Siamo nel parossismo quando la pensionata a 500 euro al mese o la casalinga parlano di spread e notizie di borsa, è un segnale della malattia del tempo. E la ricetta non è quella della decrescita felice. Anche se a volte mi metto su un piedistallo ideologico la mia vera natura è quella di un pragmatico figlio del Pci emiliano, di un sistema che ha prodotto benessere e solidità, anche se oggi appaiono le crepe, e che ha lasciato un’importante eredità di solidità e benessere per le generazioni future”.
E la musica oggi? Qual’è lo stato dell’arte?
“E’ abbastanza chiaro che l’industria discografica e culturale siano allo sfascio. Abbiamo a che fare con una discografia miope, che si accontenta di pescare dal mondo dei talent show senza investire su uno scouting musicale serio. In un mondo normale un personaggio come Dente, tanto per fare un esempio, sarebbe il pupillo di qualche grossa casa discografica. Si lasciano sfuggire le potenzialità immense di tanti artisti che non trovano il sufficiente spazio. Paradossalmente la musica indipendente oggi offre uno spazio di maggior tutela rispetto all’essere sotto contratto con una major”.
Per gli Offlaga comunque il bilancio è più che positivo…
“Direi proprio di sì… chi lo avrebbe mai detto che avremmo suonato aprendo i concerti dei Kraftwerk e degli Aphex Twin, o che la nostra elettronica minimale si sarebbe mischiata a un trio d’archi parigino (i Ginko Narayana) creando un corto circuito meraviglioso, o che avremmo suonato a San Paolo del Brasile? Fosse finita dopo tre mesi e sei concerti, beh, saremmo stati felici uguale”.
Emilia Romagna - Eventi
OfflagaDiscoPax, 3 album live al Calamita per il decennale: “Prodi al Quirinale? Magari”
La band di Max Collini domenica 21 aprile al circolo Arci da cui tutto iniziò. L' "elettronica minimale" del trio per una sorta di "Festa dell'Unità" con tanto di sottoscrizione a premi: "L'industria discografica miope e allo sfascio si accontenta di pescare dai talent senza fare più scouting"
Ci sono alcune precisazioni da fare prima di parlare degli Offlagadiscopax. Anzitutto, ci tengono a farlo sapere, non sono di Cavriago, il comune del reggiano con la statua di Lenin in piazza, tanto per intenderci, anche se forse sarebbe appartenenza più filologicamente accettabile e romantica, ma di Reggio Emilia. Secondo, sono figli dell’Emilia Rossa, e rivendicano fieramente quell’appartenenza. Terzo, non prendeteli per seriosi, che nella vita sono dei cazzoni.
Parola di Max Collini, professione agente immobiliare e cantante, o meglio narratore, del gruppo che domenica al Circolo Arci Calamita di Cavriago (Reggio Emilia) celebrano il loro decennale, tornando sul luogo del delitto: era il 22 aprile del 2003 quando si materializzarono dal nulla su quel palco. Da allora tre dischi, 400 concerti, migliaia di cd venduti . Roba che se qualcuno lo avesse prospettato, dieci anni fa, a Max, Enrico (Fontanelli) e Daniele (Carretti), lo avrebbero preso per matto, mandandolo a quel paese in dialetto reggiano. Quando lo raggiungiamo telefonicamente Collini sta guardando in diretta gli esiti del quarto spoglio per l’elezione del Presidente della Repubblica. “Credo che buona parte del Pd, dopo 45 giorni di pesci in faccia da Beppe Grillo, faccia fatica a votare Emma Bonino o Stefano Rodotà, che pur essendo perfetto sotto il profilo istituzionale è comunque ancorato alla Prima Repubblica. Anche Romano Prodi, certo… però Prodi, con tutte le sue debolezze e imperfezioni è un gigante della politica degli ultimi 20 anni. In più è reggiano…come faccio a non stare dalla sua parte?”.
Insomma, il narratore del passato (altro mito da sfatare) Max Collini le idee chiare sul presente ce le ha, eccome. Così come ha ben chiaro che dieci anni di attività sono un tempo buono per i bilanci.
Che effetto vi fa tornare sul palco del Calamita dopo tutto quello che c’è stato in mezzo?
“Beh, anzitutto c’è la voglia di festeggiare assieme agli amici che domenica saranno assieme a noi: da Alessandro Baronciani che presenterà il suo nuovo libro a fumetti a Giovanni Uda Gandolfi della Unhip Records a tanti altri. In realtà sarebbe bello se ne venisse fuori una specie di Festa dell’Unità, con tanto di sottoscrizione volontaria e bancarelle e il Sindaco di Cavriago che verrà a raccontare la vera storia della statua di Lenin in piazza. Certo che si fa un bilancio: la nostra è una storia che ha dell’incredibile, perchè parte dal basso e senza alcuna ambizione al di fuori di quella di coltivare un’esigenza espressiva autonoma dalla quale non ci siamo mai discostati. Ci concediamo questa piccolissima autocelebrazione. E soprattutto suoneremo i tre album (Socialismo tascabile, Bachelite e Gioco di società) dal primo all’ultimo brano, così a fine concerto nessuno ci potrà venire a dire “bello ragazzi, però quel pezzo mica l’avete fatto…”.
Oltretutto festa autoprodotta in ogni dettaglio. Siete molto più punk di quanto non vi dipingiate.
“La filosofia del do it yourself ci piace, senza dubbio. E poi cosa c’è di più punk, come dice sempre Enrico Fontanelli, di prendere un geometra di 36 anni e buttarlo su un palco davanti a un microfono? Ancora mi chiedo chi glie lo abbia fatto fare di andare ad impelagarsi con Collini. Gli Offlaga sono fin dagli esordi un collettivo situazionista, su questo non ci piove”.
Collettivo situazionista, neosensibilista e che non crede nella democrazia nei sentimenti…
“Il Manifesto Neosensibilista nacque in un contesto di puro delirio, in cui c’eravamo messi in testa che avremmo dovuto ridefinire l’idea di sensibilità, e ovviamente il prefisso neo ci serviva per rompere con tutto ciò che era stato. Credo che mi vergognerei molto se dovesse essere pubblicato oggi…Quanto alla contrarietà alla democrazia nei sentimenti, è una riflessione che nasce in contrasto all’abuso della parola democrazia in ogni ambito. Perchè ci sono luoghi in cui non funziona e non c’è scampo. Cosa dovrebbe essere la democrazia nei sentimenti? Siamo in due: il 50 per cento più uno fa già cento. E’ una formula impossibile. Il sentimento ha più a che fare con la dittatura”.
Emerge spesso nei vostri brani il tema del passato, come se si guardasse con nostalgia ai bei tempi in cui. Cosa manca all’oggi? E’ l’annosa questione della morte delle ideologie?
“Credo che anche questa interpretazione sia un mito da sfatare. E’ vero, parliamo del passato ma in realtà lo viviamo come un approccio al contemporaneo, che dovrebbe, nelle nostre intenzioni, emergere proprio dal raffronto tra ieri e oggi. La mia è una scrittura immediata, di pancia, priva di tecnica: quello che mi interessa è mettere in piedi delle narrazioni che attingono dal mio personale vissuto. Il desiderio di parlare del presente viene affrontato inconsciamente in altro modo: esso affiora per contrasto a fianco del passato, serve a far emergere le falle del presente”.
Senza dubbio però il passato è pure consolatorio, vista la desolazione del presente, soprattutto per quel che riguarda l’orizzonte della politica, della società.
“Sì, quello che vedo è una società che implode nelle sue contraddizioni. Credo di essere un osservatore curioso del mondo: la confusione, la crisi portano con sé opportunità, certo, e magari siamo all’alba di un nuovo mondo, ma ci sono pure rischi. Se dovessi pensare ad una differenza col “prima” direi che c’era un orizzonte di sentimento collettivo più saldo, migliore. Oggi non sopporto più, a costo di sembrare retorico, che l’unico argomento dirimente sia il denaro, l’economia. Siamo nel parossismo quando la pensionata a 500 euro al mese o la casalinga parlano di spread e notizie di borsa, è un segnale della malattia del tempo. E la ricetta non è quella della decrescita felice. Anche se a volte mi metto su un piedistallo ideologico la mia vera natura è quella di un pragmatico figlio del Pci emiliano, di un sistema che ha prodotto benessere e solidità, anche se oggi appaiono le crepe, e che ha lasciato un’importante eredità di solidità e benessere per le generazioni future”.
E la musica oggi? Qual’è lo stato dell’arte?
“E’ abbastanza chiaro che l’industria discografica e culturale siano allo sfascio. Abbiamo a che fare con una discografia miope, che si accontenta di pescare dal mondo dei talent show senza investire su uno scouting musicale serio. In un mondo normale un personaggio come Dente, tanto per fare un esempio, sarebbe il pupillo di qualche grossa casa discografica. Si lasciano sfuggire le potenzialità immense di tanti artisti che non trovano il sufficiente spazio. Paradossalmente la musica indipendente oggi offre uno spazio di maggior tutela rispetto all’essere sotto contratto con una major”.
Per gli Offlaga comunque il bilancio è più che positivo…
“Direi proprio di sì… chi lo avrebbe mai detto che avremmo suonato aprendo i concerti dei Kraftwerk e degli Aphex Twin, o che la nostra elettronica minimale si sarebbe mischiata a un trio d’archi parigino (i Ginko Narayana) creando un corto circuito meraviglioso, o che avremmo suonato a San Paolo del Brasile? Fosse finita dopo tre mesi e sei concerti, beh, saremmo stati felici uguale”.
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Roma, 25 feb. (Adnkronos) - Luca Attanasio, "convinto che la sua missione istituzionale non potesse prescindere dall'impegno sociale, è sempre rimasto a fianco degli ultimi, esprimendo l'ideale del diplomatico dal volto umano, nella certezza che nessuno, in qualsiasi parte del mondo, dovesse essere lasciato indietro". Lo ha affermato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ricordando in Aula l'ambasciatore Attanasio, ucciso insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo in un agguato nella Repubblica democratica del Congo il 22 febbraio di quattro anni fa.
"Oggi rendiamo omaggio alla memoria di un uomo -ha aggiunto il presidente della Camera- che ha dedicato la propria esistenza al servizio del Paese e a sostegno della cooperazione internazionale. Ma non possiamo non ricordare il coraggio e l’alto senso del dovere dimostrati dal carabiniere scelto Iacovacci che, nel tentativo di proteggere l’ambasciatore, non ha esitato a fargli da scudo con il proprio corpo. Un gesto nobile e generoso che gli è valso il conferimento alla memoria della Medaglia d’oro al valor militare e che riflette i valori più autentici che contraddistinguono le donne e gli uomini dell’Arma".
"Un ringraziamento va anche a tutto il personale civile e militare che, spesso esponendosi a pericoli estremi, svolge un ruolo cruciale nella promozione della pace e dell’assistenza alle popolazioni più vulnerabili in zone di crisi e contesti ad alto rischio. A loro esprimo la mia profonda gratitudine e riconoscenza. Ai familiari dell’ambasciatore Luca Attanasio e di Vittorio Iacovacci, oggi qui presenti, desidero rinnovare la vicinanza mia personale e della Camera dei deputati. Il loro -ha concluso Fontana- è il dolore dell’Italia intera, che non può e non deve dimenticare il sacrificio di chi l’ha servita con onore e disciplina". L'Aula ha quindi osservato un minuto di silenzio.
Kinshasa, 25 feb. (Adnkronos/Afp) - Il procuratore della Corte penale internazionale (Cpi), Karim Khan, è arrivato nella Repubblica Democratica del Congo. Lo ha comunicato il suo ufficio, mentre è in atto una recrudescenza dei combattimenti nella parte orientale del Paese. Nelle ultime settimane, l'M23, sostenuto dal Ruanda, ha conquistato due importanti città nella Repubblica Democratica del Congo orientale, rafforzando così il suo potere nella regione da quando ha ripreso le armi alla fine del 2021.
"Siamo estremamente preoccupati per i recenti sviluppi in Congo, sappiamo che la situazione è grave, soprattutto nella parte orientale", ha detto Khan ai giornalisti al suo arrivo nella capitale Kinshasa. "Il messaggio deve essere trasmesso in modo molto chiaro: nessun gruppo armato, nessuna forza armata, nessun alleato di gruppi armati o forze armate ha un assegno in bianco. Devono rispettare il diritto umanitario internazionale".
Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, l'M23 è supportato da circa 4.000 soldati ruandesi. Sin dalla sua rinascita, gli scontri tra il gruppo e le forze armate congolesi hanno provocato una crisi umanitaria in una regione flagellata da tre decenni di guerre. "Questo è il momento in cui vedremo se il diritto penale internazionale può soddisfare le richieste avanzate dal popolo della Repubblica Democratica del Congo, ovvero l'applicazione equa della legge", ha affermato Khan. "Il popolo della Rdc è prezioso quanto il popolo dell'Ucraina, il popolo di Israele o della Palestina, le ragazze o le donne dell'Afghanistan", ha aggiunto.
Khan incontrerà il presidente Felix Tshisekedi, alcuni ministri, il rappresentante nazionale del Segretario generale delle Nazioni Unite Bintou Keita, nonché le vittime del conflitto e membri della società civile. La prima indagine avviata dalla Cpi nella Repubblica Democratica del Congo risale al 2002. Da allora, il tribunale ha condannato tre persone per crimini commessi nel Paese. Nel 2023, la procura della Cpi ha inoltre avviato un'indagine sulle accuse di crimini commessi a partire da gennaio 2022 nella provincia del Nord Kivu, nella parte orientale della nazione. L'ufficio di Khan, che ha visitato il Paese nel maggio 2023, ha dichiarato all'inizio di questo mese che l'attuale situazione nella Rdc orientale "fa oggetto di un'indagine che è in corso".
Roma, 25 feb. (Adnkronos Salute) - "L'impegno di Danone per far conoscere alle persone l'importanza di un microbiota in salute nasce 35 anni fa, quando lanciammo Activia, un prodotto che ha la vocazione di migliorare il benessere intestinale di tutti gli italiani. Oggi diamo un'accelerazione a questo impegno grazie alla nuova campagna con la quale lanciamo un nuovo strumento: un questionario online molto semplice, creato su basi scientifiche e in grado di dare un risultato, una specie di assessment, sullo stato di salute del microbiota intestinale dei rispondenti". Così Yoann Steri, digital & data director di Danone Italia, in occasione dell'evento 'Innovazione e benessere: il microbiota al centro', organizzato dall'azienda, illustra l'iniziativa del questionario online validato scientificamente da Giovanni Barbara, tra i massimi esperti di microbiota, che analizza lo stato del microbiota intestinale e consente, in modo semplice, di indicare come le abitudini alimentari e, in generale, lo stile di vita influenzano lo stato del microbiota.
"Attraverso il questionario, il rispondente può avere indicazioni e risultati che gli permettono di migliorare il suo stato di salute attraverso l'analisi di diversi fattori, come lo stress, l'attività fisica, la qualità del sonno e la nutrizione, in cui Activia ha un ruolo molto importante", conclude.
Roma, 25 feb (Adnkronos) - "A due anni dalla tragedia di Cutro, parteciperò questa notte alla veglia sulla spiaggia di Steccato di Cutro e alle varie iniziative promosse dalle associazioni della società civile che ringrazio per l’impegno quotidiano". Lo dice il deputato Paolo Ciani, segretario di Democrazia solidale e vicecapogruppo del Pd-Idp, sull’anniversario della tragedia di Cutro.
"Ricordare le oltre cento persone che andavano protette e invece sono morte sulle nostre coste è un dovere, anche perché ancora devono avere giustizia; così come è un dovere denunciare le politiche sulle migrazioni messe in campo da questo governo, che osteggiano il soccorso in mare e di fatto considerano la vita dei migranti, vite di scarto", prosegue Ciani.
"Gli inutili e costosi centri in Albania sono il monumento eretto con le tasse degli italiani per mostrare questa logica. Noi vogliamo contrastare in ogni ambito la “cultura dello scarto” e non ci rassegniamo alla logica e alla narrazione del “migrante invasore”. Proponiamo l’implementazione di ingressi legali, accoglienza diffusa, investimenti sull’integrazione, corridoi umanitari per situazioni di vulnerabilità, tutela dei diritti umani. Le persone migranti non sono nemici; il dieci per cento della nostra popolazione non ha cittadinanza italiana: basta dipingerli come “il nemico'", conclude.
Londra, 25 feb. (Adnkronos) - Famiglia reale al completo per le celebrazioni del Giorno della Vittoria in Europa. Re Carlo, la regina Camilla, il principe William e la principessa Kate Middleton si riuniranno per guidare a maggio la nazione nell'80mo anniversario del VE Day. Le celebrazioni, che commemorano la fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa, sono destinate a essere un momento clou del calendario reale, con i Windsor impegnati in una serie di eventi in onore degli eroi di guerra della nazione.
L'occasione più significativa? Un omaggio ai caduti durante un servizio del Ringraziamento presso l'Abbazia di Westminster l'8 maggio. Oltre ai sovrani e al principe e alla principessa del Galles, ci saranno anche il principe Edoardo e Sophie e si prevede che la duchessa di Edimburgo renderà omaggio, insieme al primo ministro Keir Starmer, ai veterani e alle loro famiglie. Secondo The Express, re Carlo è "determinato a rendere omaggio ai nostri eroi di guerra", mentre continua la sua lotta contro il cancro. Alcune fonti hanno ipotizzato che Sua Altezza Reale potrebbe inviare un messaggio personale di ringraziamento alle forze armate della nazione.
Starmer ha definito le celebrazioni un'opportunità per "rendere orgogliosa quella generazione". Una parata di veterani si farà strada dall'Abbazia di Westminster, passando per il famoso balcone dove Winston Churchill annunciò la fine della guerra in Europa, fino alla Horse Guards Parade, dove saranno accolti da un sorvolo della Raf e delle Red Arrows. È previsto anche un concerto presso Horse Guards e re Carlo guiderà i reali anziani per le commemorazioni al Cenotafio.
Roma, 25 feb. (Adnkronos Salute) - "Abbiamo imparato a conoscere il microbiota solo negli ultimi vent'anni grazie alla metodologia nuova che possiamo applicare per identificarlo. Il microbiota è un vero e proprio organo che vive dentro di noi, soprattutto nell'intestino, ed è in grado di controllare tantissime funzioni, non solo quelle intestinali, ma anche quelle di tanti altri organi come il cervello, il cuore, il rene e il fegato". Lo ha detto all'Adnkronos Salute Giovanni Barbara, professore di Gastroenterologia dell'università degli studi di Bologna e direttore dell'Uoc di Gastroenterologia ed epatologia all'Irccs policlinico Sant'Orsola di Bologna, all'evento 'Innovazione e benessere: il microbiota al centro' organizzato oggi a Milano da Danone, durante il quale sono stati presentati i risultati inediti della survey che ha indagato il rapporto tra italiani e benessere intestinale.
"Per mantenere in salute il microbiota dobbiamo prima di tutto essere attenti ad avere un'alimentazione corretta - spiega Barbara - essendo l'alimentazione uno dei principali fattori che modula il microbiota intestinale. E' importante mangiare molta frutta e verdura, alimenti di cui il nostro microbiota si nutre e grazie ai quali cresce".
Nell'illustrare i segni clinici e i campanelli d'allarme dei disturbi a cui prestare attenzione e che potrebbero derivare da una disbiosi, l'esperto ricorda che "circa il 40% della popolazione globale nel mondo soffre di almeno un disturbo gastrointestinale, che sia dello stomaco o dell'intestino. I sintomi più comuni che si correlano a un'alterazione del microbiota intestinale sono il gonfiore addominale e le alterazioni delle modalità di evacuazione. E' necessario però prestare attenzione perché - avverte Barbara - il microbiota è un organo che coinvolge tutti gli organi e tutti i tessuti, quindi a volte anche un mal di testa oppure la pressione alta possono essere i campanelli d'allarme di un'alterazione del microbiota".
Roma, 25 feb. (Adnkronos Salute) - "L'efficacia del vaccino contro l'Herpes zoster è molto alta, raggiunge l'87,7% dopo 11 anni, un dato molto importante e almeno non comune relativamente alla prevenzione vaccinale".
Lo ha detto Sara De Grazia, direttore medico area vaccini Gsk, intervendo all'incontro organizzato oggi a Roma da Gsk in occasione della Settimana della prevenzione dal Fuoco di Sant'Antonio, in programma dal 24 febbraio al 2 marzo.
E sulla formulazione del vaccino anti Herpes zoster, De Grazia ha sottolineato che si tratta di "un vaccino costituito da due componenti fondamentali: da una parte l'antigene, quindi la porzione che deriva dal virus della varicella che è in grado di stimolare il sistema immunitario e quindi dare la protezione, dall'altra il sistema adiuvante. Quest'ultimo - spiega - rappresenta la parte anche più innovativa del vaccino. Un sistema adiuvante significa un insieme di componenti che vanno a modulare, a supportare la risposta del sistema immunitario, rendendo quindi il vaccino protettivo anche nei confronti di quelle popolazioni che hanno per diversi motivi, per età, per condizioni, per patologie o per trattamenti, un sistema immunitario meno forte, meno efficace, meno in grado di rispondere appunto alla presenza di un antigene. In questo sta appunto la particolare innovatività del vaccino e l'impegno di Gsk - conclude - di sviluppare vaccini che siano sempre i più innovativi e specificamente disegnati nello sviluppo per la popolazione che più ne può beneficiare".