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Bari, famiglia sterminata: l’autopsia conferma ipotesi omicidio-suicidio

Nulla lascia pensare a ipotesi diverse da quelle che vedono Michele Piccolo sparare ai suoi familiari per poi suicidarsi annegando in piscina. Si attendono i risultati degli esami tossicologici e balistici
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I risultati dell’autopsia sui corpi della famiglia sterminata sabato a Sannicandro di Bari, in Puglia non lascerebbero spazio ai dubbi. Nulla lascia pensare a ipotesi diverse da quella dell’omicidio-suicidio, valutata fin dal primo momento dagli inquirenti. A sparare a Maria Chimenti e ai suoi figli Letizia e Claudio sarebbe stato Michele Piccolo. Il farmacista 55enne, poi si è gettato nella piscina, morendo annegato. Secondo gli esami, la donna e sua figlia  sono morte nel sonno, colpite alla testa da proiettili sparati da distanza ravvicinata.  

Dall’analisi sul corpo dell’uomo, i medici hanno rilevato acqua nei polmoni. Il figlio Claudio, anche lui morto in seguito alle lesioni provocate da un colpo di pistola sul volto, invece, sarebbe stato colpito da una distanza maggiore: un particolare che conferma ulteriormente la ricostruzione che vede il padre uccidere prima le due donne, già a letto, per poi sparare al figlio al suo rientro a casa.

I test medici non sono però terminati. Nei prossimi giorni si i attendono gli esiti degli esami tossicologici e balistici. Saranno eseguiti, inoltre, accertamenti sui cibi ingeriti prima di morire, per individuare, sulla base dello stato di digestione, l’ora esatta dei decessi.

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