La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata il falso tweet partito dal’’account Twitter dell’Associated Press, la più famosa agenzia di stampa al mondo. Era il 23 aprile scorso, quando l’Ap batte poche, sconcertanti parole: “Due esplosioni alla Casa Bianca, ferito il Presidente Obama”. Immediata l’eco da un capo all’altro del mondo, la borsa di New York crolla con 136 miliardi di capitalizzazione e 145 punti del Dow Jones andati in fumo. Nel giro di pochi minuti, la stessa agenzia di stampa ristabilisce la realtà dei fatti: “Siamo stati hackerati, ci scusiamo, il nostro account viene sospeso”.

Altri profili Twitter avevano subito la stessa sorte, diventando, allo stesso tempo, campi di battaglia e obiettivi “privilegiati” di una cyberwar, senza esclusione di clic. Dal  Financial Times a 60 Minutes, fino ai profili di Burger King e Jeep. Anche undici giornalisti del Guardian, il quotidiano britannico, erano finiti nel mirino di hacker che avevano fatto partire falsi tweet di sostegno alle forze armate siriane. Attacchi rivendicati, nella maggior parte dei casi, proprio dal Syrian Elettronic Army (Sea), un agguerrito gruppo di cyber fanatici, fedeli al regime del dittatore Bashar Al Assad.

Troppo per Dick Costolo, Chief Executive Officer di Twitter, che, in poco meno di un mese, ha deciso di correre ai ripari. “Oggi abbiamo introdotto un nuovo sistema per proteggere il tuo account: login verification”, annuncia Jim O’ Leary, membro del team che si occupa della sicurezza, con un post sul blog ufficiale di Twitter. D’ora in avanti, per i duecento milioni di profili Twitter, la doppia autenticazione significherà fare login due volte: la prima con il tradizionale binomio di nome utente e password, la seconda con un codice di sei cifre inviato sullo smartphone, che accerterà così l’identità dell’utente. Lanciata da Google nel 2010,  la “two –factor authentication” è stata in seguito utilizzata dalla Bank of America per le operazioni dei propri clienti, da Apple e da Facebook. “Per un lungo periodo di tempo, le banche, le istituzioni finanziarie internazionali, sono stati i target di riferimento degli hacker di tutto il mondo” ha dichiarato Barmak Meftah, veterano della sicurezza e Ceo di AlienVault. “Ora il fronte cambia. Attaccare i social media ha un enorme impatto, capillare e dalla risonanza internazionale”.

Il presidente Obama ha stimato in 1000 miliardi di dollari la perdita netta per le aziende tecnologiche americana a causa degli attacchi informatici, mentre il Direttore nazionale dell’Intelligence Usa ha posto la cyberguerra al primo posto tra le minacce alla sicurezza nazionale.

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