Magistrato la mattina. Sindaco il pomeriggio, la sera e i weekend. Non soltanto in senso metaforico, come Luigi de Magistris a Napoli (che peraltro da quattro anni si è dimesso dalla magistratura) o Michele Emiliano a Bari. A Portici, città di 55mila abitanti confinante con Napoli, si è andati oltre. Il neosindaco Nicola Marrone, 51 anni, eletto col 60% a giugno alla guida di una coalizione variopinta Sel-Verdi-Idv-Udc, è rimasto a tutti gli effetti un giudice in servizio. Fino alla pausa estiva, ha continuato ad andare in udienza, ad ascoltare le parti, ad emettere ordinanze e sentenze. Lo aveva fatto durante la campagna elettorale e ha seguitato anche dopo la vittoria al ballottaggio di giugno. Il giorno dell’insediamento da sindaco è arrivato al Comune trafelato, in scooter. La cerimonia è durata pochi minuti perché Marrone doveva scappare in tribunale, al lavoro. Indossa fascia tricolore e toga, non si è messo in aspettativa e tantomeno si è dimesso dalla magistratura. Accumula i due incarichi ed accetta di buon grado, lasciandosele sfilare addosso, le polemiche alimentate da chi sottolinea l’inopportunità del caso. Come il leader dell’opposizione, il Pd Giovanni Iacone, che nei giorni scorsi ha tappezzato Portici con centinaia di manifesti.
La legge consente il doppio incarico. Il divieto si applica solo nel distretto dove si esercitano le funzioni giudiziarie. Marrone è un giudice del tribunale di Torre Annunziata, si occupa per lo più di cause della sezione distaccata di Sorrento, mentre Portici, pur distando appena 15 chilometri da Torre Annunziata, rientra nel distretto di Napoli e quindi è tutto regolare. O quasi. La norma è rispettata, ma le questioni di opportunità restano. “Facciamo un esempio – spiega Iacone – un qualsiasi cittadino di Portici che si reca in auto a Sorrento e malauguratamente provoca un incidente grave, potrebbe ritrovarsi ad essere giudicato dal proprio sindaco. Ci ha lasciati perplessi anche la scelta di avallare l’elezione a presidente del consiglio comunale di un rinviato a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione (Ferdinando Farroni, ex Pd, che fu dirigente di staff del potente ex assessore regionale alla Sanità della giunta Bassolino, Angelo Montemarano, ndr). E comunque si deve fare una riflessione generale: Portici è una città troppo complicata per essere amministrata da un sindaco part-time”.
Va precisato che Marrone non ha ingannato il suo elettorato. Durante la campagna ha spiegato che stava continuando a fare il magistrato su esplicita richiesta del presidente del Tribunale, che lo pregava di restare in attività per non mandare al macero decine di processi che altrimenti sarebbero dovuti ripartire da zero col rischio prescrizione. E che avrebbe continuato a farlo anche in caso di vittoria, fino a smaltire l’arretrato. E comunque Marrone era rimasto in magistratura anche durante i suoi trascorsi di assessore della giunta guidata dal sindaco Pd (oggi senatore) Vincenzo Cuomo. Un’esperienza durata quasi un anno. All’epoca Marrone lavorava come giudice per le indagini preliminari a Vallo Della Lucania. A quasi tre ore di auto da Portici.
Il nodo potrebbe sciogliersi dopo settembre, quando secondo fondate indiscrezioni, il sindaco-giudice dovrebbe chiedere l’aspettativa dalla magistratura. Nel frattempo, la sua indennità di sindaco rimane decurtata a circa 2000 euro. Che si aggiungono allo stipendio di un giudice con più di dieci anni di servizio.
Politica
Portici, il sindaco resta anche giudice. Il Pd: “Lasci la toga, no a part time”
Nicola Marrone è stato eletto a giugno con il 60% ed è alla guida di una strana coalizione (Sel, Verdi, Idv e Udc). Ma non ha mai smesso di lavorare al tribunale di Torre Annunziata. Le opposizioni protestano, ma la legge lo consente
Magistrato la mattina. Sindaco il pomeriggio, la sera e i weekend. Non soltanto in senso metaforico, come Luigi de Magistris a Napoli (che peraltro da quattro anni si è dimesso dalla magistratura) o Michele Emiliano a Bari. A Portici, città di 55mila abitanti confinante con Napoli, si è andati oltre. Il neosindaco Nicola Marrone, 51 anni, eletto col 60% a giugno alla guida di una coalizione variopinta Sel-Verdi-Idv-Udc, è rimasto a tutti gli effetti un giudice in servizio. Fino alla pausa estiva, ha continuato ad andare in udienza, ad ascoltare le parti, ad emettere ordinanze e sentenze. Lo aveva fatto durante la campagna elettorale e ha seguitato anche dopo la vittoria al ballottaggio di giugno. Il giorno dell’insediamento da sindaco è arrivato al Comune trafelato, in scooter. La cerimonia è durata pochi minuti perché Marrone doveva scappare in tribunale, al lavoro. Indossa fascia tricolore e toga, non si è messo in aspettativa e tantomeno si è dimesso dalla magistratura. Accumula i due incarichi ed accetta di buon grado, lasciandosele sfilare addosso, le polemiche alimentate da chi sottolinea l’inopportunità del caso. Come il leader dell’opposizione, il Pd Giovanni Iacone, che nei giorni scorsi ha tappezzato Portici con centinaia di manifesti.
La legge consente il doppio incarico. Il divieto si applica solo nel distretto dove si esercitano le funzioni giudiziarie. Marrone è un giudice del tribunale di Torre Annunziata, si occupa per lo più di cause della sezione distaccata di Sorrento, mentre Portici, pur distando appena 15 chilometri da Torre Annunziata, rientra nel distretto di Napoli e quindi è tutto regolare. O quasi. La norma è rispettata, ma le questioni di opportunità restano. “Facciamo un esempio – spiega Iacone – un qualsiasi cittadino di Portici che si reca in auto a Sorrento e malauguratamente provoca un incidente grave, potrebbe ritrovarsi ad essere giudicato dal proprio sindaco. Ci ha lasciati perplessi anche la scelta di avallare l’elezione a presidente del consiglio comunale di un rinviato a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione (Ferdinando Farroni, ex Pd, che fu dirigente di staff del potente ex assessore regionale alla Sanità della giunta Bassolino, Angelo Montemarano, ndr). E comunque si deve fare una riflessione generale: Portici è una città troppo complicata per essere amministrata da un sindaco part-time”.
Va precisato che Marrone non ha ingannato il suo elettorato. Durante la campagna ha spiegato che stava continuando a fare il magistrato su esplicita richiesta del presidente del Tribunale, che lo pregava di restare in attività per non mandare al macero decine di processi che altrimenti sarebbero dovuti ripartire da zero col rischio prescrizione. E che avrebbe continuato a farlo anche in caso di vittoria, fino a smaltire l’arretrato. E comunque Marrone era rimasto in magistratura anche durante i suoi trascorsi di assessore della giunta guidata dal sindaco Pd (oggi senatore) Vincenzo Cuomo. Un’esperienza durata quasi un anno. All’epoca Marrone lavorava come giudice per le indagini preliminari a Vallo Della Lucania. A quasi tre ore di auto da Portici.
Il nodo potrebbe sciogliersi dopo settembre, quando secondo fondate indiscrezioni, il sindaco-giudice dovrebbe chiedere l’aspettativa dalla magistratura. Nel frattempo, la sua indennità di sindaco rimane decurtata a circa 2000 euro. Che si aggiungono allo stipendio di un giudice con più di dieci anni di servizio.
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Roma, 22 feb. (Adnkronos) - “Tante bugie, in linea con la propaganda di Meloni. Il suo è il governo delle insicurezze. Sicurezza energetica? Falso. Ha fatto aumentare le bollette, rendendo le famiglie italiane meno sicure e più povere. Sicurezza alimentare? Falso". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
"Con il suo negazionismo climatico favorisce la crisi dell’agricoltura e il dominio delle grandi multinazionali. Libertà di parola? Falso. Difende il vice di Trump, Vance, che vuole la libertà di diffondere bugie attraverso i social, strumenti nelle mani dei potenti miliardari americani. Difende la democrazia? Falso. È lei che vuole demolire gli organi costituzionali per diventare una e trina: Dio, Patria e Legge. I conservatori del mondo vogliono costruire il nuovo totalitarismo mondiale grazie al potere economico, tecnologico e militare di cui dispongono per trasformare la democrazia in un sottoprodotto commerciale della loro attività”.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Le parole di Meloni sull’Ucraina sono state nette e chiare in un contesto molto difficile. Le va riconosciuto". Così il segretario di Azione, Carlo Calenda, da Odessa.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Amiamo le nostre nazioni. Vogliamo confini sicuri. Preserviamo aziende e cittadini dalla follia della sinistra verde. Difendiamo la famiglia e la vita. Lottiamo contro il wokeismo. Proteggiamo il nostro sacro diritto alla fede e alla libertà di parola. E siamo dalla parte del buon senso. Quindi, in definitiva, la nostra lotta è dura. Ma la scelta è semplice. Ci arrenderemo al declino o combatteremo per invertirlo?". Lo ha detto Giorgia Meloni al Cpac.
"Lasceremo che la nostra civiltà svanisca? O ci alzeremo e la difenderemo? Lasceremo ai nostri figli un mondo più debole o più forte? Vorremo che le nuove generazioni si vergognino delle loro radici? O recupereremo la consapevolezza e l'orgoglio di chi siamo e glielo insegneremo? Ho fatto la mia scelta molto tempo fa e combatto ogni giorno per onorarla. E so che non sono solo in questa battaglia, che siete tutti al mio fianco, che siamo tutti uniti. E credetemi, questo fa tutta la differenza", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Quando la libertà è a rischio, l'unica cosa che puoi fare è metterla nelle mani più sagge. Ecco perché i conservatori continuano a crescere e stanno diventando sempre più influenti nella politica europea. Ed ecco perché la sinistra è nervosa. E con la vittoria di Trump, la loro irritazione si è trasformata in isteria". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
"Non solo perché i conservatori stanno vincendo, ma perché ora i conservatori stanno collaborando a livello globale. Quando Bill Clinton e Tony Blair crearono una rete liberale di sinistra globale negli anni '90, furono definiti statisti. Oggi, quando Trump, Meloni, Milei o forse Modi parlano, vengono definiti una minaccia per la democrazia. Questo è il doppio standard della sinistra, ma ci siamo abituati. E la buona notizia è che le persone non credono più alle loro bugie".
"Nonostante tutto il fango che ci gettano addosso. I cittadini continuano a votarci semplicemente perché le persone non sono ingenue come le considera l'ultimo. Votano per noi perché difendiamo la libertà", ha ribadito.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.