Carta igienica marroncina ‘equo e solidale’, il balletto di Bersani al ritmo de “lo smacchiamo”, e le urla di Beppe Grillo che prima delle elezioni 2013 vuole mandare “tutti a casa”. Queste le istantanee politiche del mondo nuovo tratte dal trailer del documentario What is left?, diretto da Gustav Hofer e Luca Ragazzi, in questi giorni in tour tra singole sale italiane (giovedì 5 dicembre alla Cineteca di Bologna, ore 20 – a Cesena il 6 al San Biagio – il 7 a Reggio Emilia, l’8 a Milano) alla vigilia delle primarie del Pd dell’8 dicembre.

“Il tempo d’uscita del film è del tutto volontario”, spiega al fattoquotidiano.it Luca Ragazzi che, con il compagno Hofer, aveva girato nel 2008 “Improvvisamente l’inverno scorso” sul naufragio della legge sulle unioni di fatto voluta dal centrosinistra e nel 2011 “Italy love it or leave it“, “l’abbiamo voluto far coincidere con l’appuntamento di domenica prossima che andrà a concludere un annus horribilis per la sinistra italiana. Un documentario sui generis per far capire ai posteri l’eccezionalità di questi mesi appena trascorsi”.

Già, perché la strada intrapresa da Ragazzi e Hofer è quella di capire cosa resta di un concetto politico come quello di “sinistra”, nell’epoca delle larghe intese e dell’avvento del Movimento 5 Stelle: “Abbiamo messo i puntini sulle I. Sinistra e destra esisteranno sempre. Diffidiamo di chi non la vede così. Impressione registrata in alcune interviste del febbraio 2013 in piazza San Giovanni alla fine del comizio elettorale di Beppe Grillo: “L’ingenuità è di queste nuove generazioni cresciute in 20 anni di berlusconismo, che ora dicono che sinistra e destra sono concetti superati. Certo, la sinistra ha avuto responsabilità grosse in questo declino del valore della politica, ma ciò non cancella il valore di battaglie democratiche in nome di principi fondamentali che si differenziano dall’antieuropeismo e dai busti del Duce della destra italiana”.

Diritti, laicità, lavoro, uguaglianza. Questo l’identikit valoriale che Ragazzi presenta per ricostruire il pantheon distrutto della sinistra italiana. Concetti chiave che sembrano uscire da un comizio di Civati: “Non facciamo endorsement per nessuno. Queste sono parole chiave con cui tutti i candidati si stanno riempiendo la bocca”, prosegue Ragazzi, “come tutti i candidati ti dicono che la priorità è uscire dalla crisi e non votare leggi sui diritti civili o sull’istruzione e sulla sanità pubblica. Soluzioni che ci consentirebbero di essere un Paese normale. Ad ogni modo chiunque vinca produrrà un ricambio generazionale che spazzerà via i vari Bindi, Veltroni, D’Alema, Fassino”.

Ricostruire il significato della parola “sinistra” significa anche rimescolare le carte della nostalgia: “Certo è una nostalgia personale di quando i miei genitori mi portavano alla Festa dell’Unità, quando il dibattito politico era una cosa seria e affrontava temi alti. Per Gustav, nato in Alto Adige, nel Sarentino, la nostalgia è per Alexander Langer, una voce fuori dal coro che aveva un’idea lungimirante di Europa e che poi si è ucciso provocando uno shock. Gustav è venuto a vivere a Roma e 15 anni fa ha pure lavorato alla campagna elettorale del sindaco Veltroni. Ci ha creduto, ha pensato che in lui si reincarnassero i valori di Langer, ma è stata una grande delusione”.

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