Primario per successione, di padre in figlio. Mario Francesco Fraioli il 13 gennaio scorso è diventato il nuovo primario dell’unità operativa complessa di neurochirurgia del policlinico di Tor Vergata di Roma, precedentemente diretta dal padre Bernardo. La notizia, come anticipato da affaritaliani.it, è stata evidenziata da un’interrogazione presentata dal consigliere regionale Fabrizio Santori (Gruppo misto). Una carriera che fino ad appare travolgente, quella di Fraioli. “La storia del professor Fraioli – spiega Santori- è stata già oggetto d’interrogazioni parlamentari in passato perché si è svolta in condizioni particolari sia per la velocità sia per i modi. Sembrerebbe aver avuto un trattamento favorevole rispetto ai colleghi utile al raggiungimento di una posizione preminente rispetto a questi, avendo svolto il suo percorso professionale interamente a Tor Vergata, nella scuola di specializzazione diretta dal padre e nel reparto diretto dal padre”. La Regione non ha voluto rispondere risposto alle richieste di chiarimenti del fattoquotidiano.it mentre dalla Fondazione Tor Vergata si limitano a precisare che “l’incarico al professor Mario Francesco Fraioli è provvisorio ed interinale, non comportando quindi alcun maggior compenso per la funzione”.

Bernardo Fraioli peraltro aveva chiesto al tribunale amministrativo di non essere posto in pensione nonostante ne avesse maturato i diritti ma il Tar del Lazio il 13 gennaio scorso ha bocciato il suo ricorso: a quel punto la fondazione Policlino Tor Vergata – il cui presidente è il governatore Nicola Zingaretti – ha accolto l’ordinanza e ha nominato Fraioli junior. La famiglia Fraioli è assai numerosa e attiva nella sanità laziale. Un’altra figlia di Bernardo Fraioli, Chiara, dirige la clinica Villa Benedetta nel quartiere romano Montesacro, una struttura privata convenzionata con la stessa università di Tor Vergata. Tra i soci risultano oltre alla direttrice, anche altri due Fraioli, Antonio Leonardo, e lo stesso neoprimario di Tor Vergata, Mario Francesco. “I pazienti del Policlinico – rimarca Santori – possono così venire dirottati alla casa di cura Villa Benedetta, specializzata in radioterapia. Una paradossale situazione nella quale un Fraioli dalle strutture pubbliche di Tor Vergata invia pazienti a una Fraioli nella struttura privata di proprietà dei Fraioli. Sembra un gioco di parole ma potrebbe apparire semplicemente un evidente conflitto d’interessi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e dei cittadini”. Il baronato esiste negli atenei come negli ospedali – prosegue Santori – e a pagare il protrarsi di questo fenomeno sono principalmente i cittadini, senza dimenticare le migliaia di operatori sanitari precari che attendono risposte dalla Regione Lazio così come i tanti giovani medici preparati che sono costretti ad espatriare perché non hanno qualcuno che li protegge o almeno gli permette di lavorare”.

 

Riceviamo e pubblichiamo

“In riferimento all’articolo sulla nomina di Mario Francesco Fraioli a nuovo primario dell’unità operativa complessa di neurochirurgia del policlinico di Tor Vergata di Roma, la Regione Lazio ha chiesto immediatamente al direttore generale del Policlinico Tor Vergata dottor Enrico Bollero una relazione sulla vicenda. Qualora corrispondessero al vero le argomentazione relative al possesso di quote sociale di una struttura privata convenzionata, tale nomina sarebbe in palese contrasto con la conferibilità dell’incarico stesso.

Precisiamo però il Presidente Zingaretti non ha mai partecipato ad alcun consiglio di amministrazione della Fondazione in cui è stata discussa tale nomina, essendo questa una scelta di competenza della Direzione Generale del Policlinico. Inoltre il Presidente Zingaretti si è dimesso dalla Presindenza della Fondazione Policlinico Tor Vergata lo scorso 10 febbraio”.

Ufficio stampa Regione Lazio

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Cutrì, i funerali del fratello Antonino. La madre: “Non c’è più niente, non c’è Dio”

next
Articolo Successivo

L’Espresso: “Big Pharma, il patto segreto che costa 600 milioni in più agli italiani”

next