Esilarante servizio di Monica Raucci per “La Gabbia” (La7). Protagonista d’eccezione: il senatore di Forza Italia, Antonio Razzi, che qualche giorno fa ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24, aveva illustrato il suo progetto di legge riguardante la riapertura delle case chiuse e le “operatrici assistenziali di sesso”. Ovvero le prostitute. Il parlamentare che, alla critica della giornalista sul suo italiano maccheronico risponde con un inequivocabile “e sti cazzi”, denuncia una “emergenza sociale”: “Sul lungomare Montesilvano – Pescara – Francavilla ‘si trova’ (si trovano, ndr) tutte queste donnine”. Si avventura così in un tour attraverso i luoghi “caldi” con l’inviata de “La Gabbia”. Tra esclamazioni in dialetto abruzzese, commenti sull’aspetto estetico delle prostitute e divagazioni varie, Razzi puntualizza: “Ci sono giovani che magari vogliono donne mature“. E cerca di convincere una prostituta ad usare il preservativo. “Io uso la pillola del giorno dopo, lei sa cosa è?”, replica la donna. “Sì, per non uscire… per non andare incinta. Ma come fa a non andare dentro?”, risponde il parlamentare, che poi sbotta: “Mannaccia alla madosca, aoh”. Ad un’altra “oas” osserva: “Cerchi di non stare in mezzo alla strada, ma su una casa chiusa. Buono o male“. Una prostituta fermata da Razzi fraintende il “buonasera” del parlamentare e cerca di dargli il suo numero di telefono. “Ma che ci faccio, ma che è matta questa?”, si lamenta il senatore. Nel finale, Razzi esprime il timore di “essere preso a mazzate” e si imbatte in un transessuale. “Ma lei è trans originale? Muy obrigado” – esordisce, ma poi osserva: “Oh, ma questa è nuda qua, come cazzo si fa? Non è vengono i magnaccia e ci vengono a menare?“. E decide di chiamare il 113 di Gisella Ruccia
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