La Banca centrale europea riconosce all’Italia gli sforzi fatti per correggere il deficit, ma per Roma arriva anche l’ennesimo ammonimento a continuare sulla strada del risanamento. E “accelerare”. Il nostro Paese ha attuato “una correzione sostenibile” del deficit eccessivo, ma deve “accrescere gli sforzi di risanamento per assicurare sufficienti progressi” verso gli obiettivi di medio termine, “con la priorità di imprimere uno stabile andamento discendente al cospicuo debito in rapporto al Pil”. L’Eurotower lo scrive nel bollettino mensile, in cui ribadisce tra l’altro che nell’Eurozona è in atto una “graduale ripresa, pur essendo in certa misura più debole delle attese“. In particolare, “sebbene dai mercati del lavoro provenga qualche ulteriore segnale di miglioramento, la disoccupazione resta elevata”. Il documento torna anche sull’impegno a “ricorrere anche a strumenti non convenzionali” – massicci acquisti di titoli sul mercato – contro una bassa inflazione troppo prolungata. Il cosiddetto “bazooka”, l’arma più potente e ancora inutilizzata nelle mani del presidente Mario Draghi. Ebbene, il bollettino conferma, come Draghi aveva detto dopo la riunione del board del 5 giugno, che il Consiglio direttivo è unanime nel volerli utilizzare “qualora si rendesse necessario”. Per ora comunque, il rischio di deflazione nell’Eurozona “sembra remoto”.

Quest’anno intervento “inferiore ai requisiti” – “Negli anni recenti”, argomenta l’istituzione di Francoforte, l’Italia ha conseguito “una correzione sostenibile”, così come Finlandia, Germania, Italia e Lettonia. Il rapporto tra disavanzo e Pil è rimasto invariato nel 2013 al 3%, mentre il rapporto debito/Pil è salito al 132,6%. Tuttavia la Bce sottolinea nuovamente come Roma abbia rinviato il pareggio di bilancio strutturale al 2016 e quest’anno – come già rilevato dalla Commissione Ue nelle sue raccomandazioni del 2 giugno – l’intervento pianificato “è inferiore ai requisiti stabiliti” dagli obiettivi europei, mentre “sarebbe sostanzialmente conforme” nel 2015. La Bce sottolinea come la Commissione Ue ritenga necessario per i conti pubblici italiani una correzione dello 0,7% del Pil annuo nei prossimi due anni.

“Protratto calo” per il reddito delle famiglie – L’Eurotower è preoccupata anche per i redditi delle famiglie italiane, che continuano a calare: mentre i Paesi dell’Eurozona “non sottoposti a tensioni (ossia Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria e Finlandia) hanno registrato una robusta crescita del reddito disponibile delle famiglie dal 2010, quelli soggetti a tensioni tra cui appunto Italia, Spagna, Grecia, Irlanda, Portogallo e Slovenia, si è verificato un protratto calo del reddito dal 2009 fino al terzo trimestre del 2013″. Il bollettino precisa, poi, che “di recente il reddito disponibile delle famiglie nei paesi soggetti a tensioni ha dato segni di stabilizzazione” e “in termini reali” è diventato “positivo nel quarto trimestre del 2013, e ciò per la prima volta dalla fine del 2011” per “un rallentamento significativo del calo dell’occupazione e da un aumento dei salari nominali”.

Crescita dell’Eurozona rivista al ribasso – Quali sono le prospettive dell’Eurozon? Sul fronte Pil, Bce le stime riviste sulla crescita, già annunciate giovedì scorso dal presidente della Bce, Mario Draghi. Secondo gli economisti di Francoforte il Pil dell’eurozona in termini reali aumenterebbe, in media d’anno, dell’1,0 per cento nel 2014, dell’1,7 nel 2015 e dell’1,8 nel 2016. A marzo la Bce stimava per quest’anno una crescita dell’1,2%, mentre per l’anno prossimo vedeva tre mesi fa un incremento del Pil dell’1,5%. La nuova dinamica, sottolinea la Banca centrale, “riflette il contributo in costante aumento della domanda interna accompagnato dall’esiguo apporto positivo delle esportazioni nette”. Capitolo inflazione: confermate le stime riviste sull’inflazione già riferite dal presidente Mario Draghi giovedì. Nella media del 2014 l’aumento dei prezzi al consumo dovrebbe essere dello 0,7%, la metà del +1,4% del 2013, mentre dovrebbe attestarsi all’1,1% l’anno prossimo e all’1,4% nel 2016. A marzo l’Eurotower vedeva tassi all’1% nel 2014, all’1,3% nel 2015 e all’1,5% nel 2016.

Domanda interna inferiore alle attese. E gli aggiustamenti di bilancio potrebbero gravare su ripresa  – La ripresa è più debole del previsto. Nell’Eurozona è in atto una “graduale ripresa, pur essendo in certa misura più debole delle attese”, recita il bollettino, secondo cui “sebbene dai mercati del lavoro provenga qualche ulteriore segnale di miglioramento, la disoccupazione resta elevata”. A pesare sulle prospettive economiche “i rischi geopolitici (la questione ucraina in primis, ndr), nonché gli andamenti nei paesi emergenti e nei mercati finanziari mondiali” che “potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche” afferma la Bce. “Altri rischi al ribasso includono “una domanda interna inferiore alle attese e un’attuazione insufficiente delle riforme strutturali nei paesi dell’area, nonché una crescita più debole delle esportazioni”. L’Eurotower rileva inoltre che gli “aggiustamenti di bilancio necessari nei settori pubblico e privato potrebbero continuare a gravare sul ritmo della ripresa “. “Se necessario”, la Bce “interverrà con prontezza attraverso un ulteriore allentamento della politica monetaria”. 

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