Relazioni “pericolose”. Il Secolo XIX ha messo allo scoperto i rapporti fra Alessandro Mazzi, ormai ex presidente del colosso Fincosit, agli arresti nell’inchiesta veneziana sul Mose, col governatore della Liguria Claudio Burlando e la sua “delfina”, l’assessore regionale alle infrastrutture Raffaella Paita.

Mazzi è amico di vecchia data di Burlando e figura tra i fondatori di “Maestrale”, l’associazione culturale che ha lo affiancato nella sua azione politica. Paita, già autocandidatasi alle regionali del 2015 con la benedizione del governatore uscente, si era spesa in prima persona per caldeggiare il trasferimento delle officine Fincosit dall’area dei cantieri di Sestri Ponente alla zona del modulo sei, tra Pegli Lido e Pra’. Nella ricostruzione del quotidiano genovese, il presidente del Settimo Municipio, Mauro Avvenente (iscritto al Pd come Burlando e Paita) aveva obiettato che aggiungere anche la Fincosit al pacchetto di aziende da inserire in quell’area (per consentire la realizzazione del ribaltamento a mare di Fincantieri) avrebbe rovesciato nella zona di Palmaro, già sottoposta a un forte volume di traffico, un ulteriore via vai di mezzi pesanti. “Paita ci disse senza giri di parole che dovevamo prenderci anche la Fincosit”, aveva dichiarato Avvenente al Secolo XIX.

Parlando al ilfattoquotidiano.it, Burlando contesta questa ricostruzione. “Avvenente ha solo rilevato che l’arrivo di Fincosit avrebbe posto problemi di tutela ambientale al quartiere. Non è Fincosit ad avere interesse a trasferirsi, siamo noi che vorremmo liberare l’area attorno a Fincantieri. Paita si è mossa per scongiurare il trasferimento altrove dell’azienda, magari a Vado dove Fincosit sta costruendo la piattaforma Maersk. I trenta dipendenti attuali non gradirebbero doversi spostare ogni giorno a Vado e l’azienda restando a Genova potrebbe aumentare l’organico fino a 50 unità. Perché come Regione non dovremmo occuparcene? Il trasferimento di Fincosit col Mose che ci azzecca? Se Mazzi ha commesso dei reati ne risponderà in prima persona”.

Avvenente ha poi inviato una precisazione al Secolo XIX, nella quale scrive: “La proposta alternativa (per Fincosit, ndr) suggerita dal Municipio era quella di individuare un sito più vicino al Porto di Vado per il quale pare stesse producendo dei manufatti per la nuova piattaforma. In nessun passaggio della discussione, la delegazione del Municipio, ha mai colto alcun elemento o messaggio da parte della Regione o del Comune di Genova che non fosse quello derivante da una sincera preoccupazione di salvaguardare delle attività che danno lavoro a diverse persone”. Avvenente dunque tifa per Vado. Paita e Burlando per Voltri. Il quotidiano genovese ha ribadito il senso delle frasi rese da Avvenente: “Sicuramente non può precisare nulla riguardo al senso delle sue dichiarazioni al Secolo XIX, che sono state riportate, virgolettate, tal quali le ha pronunciate. Non potrebbe d’altronde essere diversamente, visto che le sue risposte costituiscono una perfetta sintesi di quanto da lui scritto in un documento ufficiale”. 

Fincosit in Liguria sta costruendo i cassoni per la piattaforma Maersk al porto di Vado. Lavora alla realizzazione dei porti di La Spezia e di Alassio. Ha appena terminato di costruire la nuova sede genovese della Msc di Sponte, a ridosso della Lanterna. È oggettivamente una potenza, con grande forza contrattuale e politica.

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