Per sapere se è sangue e se è di Yara bisognerà aspettare. Certo è che gli esperti del Ris di Parma come scrive il Corriere della Sera – con il Luminol hanno ottenuto una reazione chimica mentre analizzavano la Volvo grigia di Massimo Giuseppe Bossetti, il muratore in carcere a Bergamo accusato dell’omicidio della tredicenne di Brembate.

Nella notte tra martedì e mercoledì i carabinieri in tuta bianca hanno visto il composto chimico reagire, segno che c’è ferro e che quindi potrebbe essere sangue. Sono almeno due le macchie che hanno attirato l’attenzione degli investigatori. Ora saranno le analisi di laboratorio a dare le prime risposte. Nella lente del microscopio finiranno anche tutti gli altri reperti capelli, fibre, peli. Ogni elemento presente nell’auto e nel furgone Iveco dell’indagato è stato repertato: elementi anche invisibili a occhio nudo che saranno analizzati nel contraddittorio fra le parti. Il lavoro deve essere meticoloso. È chiaro che se quelle macchie restituissero il profilo genetico della ragazzina uccisa la posizione di Bossetti sarebbe ulteriormente più precaria rispetto anche alle dichiarazioni fatte al gip e cioè di non aver mai conosciuto Yara. 

Il sospetto degli inquirenti è che la ginnasta non fosse per Bossetti una preda occasionale e che la tredicenne avrebbe invece potuto avere dei precedenti contatti con chi l’ha poi uccisa e abbandonata nel campo di Chignolo, dove la vittima è morta di freddo e di stenti e non per le ferite. 

Agli accertamenti disposti dal pm di Bergamo Letizia Ruggeri partecipano anche i consulenti di parte: per i genitori di Yara il genetista forense Giorgio Portera, tra l’altro ex ufficiale proprio del Ris di Parma; per la difesa di Bossetti la biologa forense Monica Omedei, incaricata dagli avvocati Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni insieme alla professoressa Sarah Gino, già consulente della difesa per Amanda Knox nel caso del delitto di Meredith Kercher a Perugia e perito del giudice nel processo a Salvatore Parolisi per il delitto di Melania Rea. I legali di Bossetti credono alle parole dell’indagato che giura che nulla sarà trovato perché “non ho fatto nulla”.

Giorgio Portera, il genetista che assiste la famiglia Gambirasio, ha spiegato che è “prematuro” parlare di risultati sulle tracce, Allo stesso modo, ha precisato Portera, le indagini di tipo classico proseguono per verificare l’ipotesi della presenza di altre persone, oltre a Bossetti. “È però prematuro e non corretto ritenere questa, che al momento è solo un’ipotesi, come qualcosa di confermato”. Giorgio Portera, infine, ha detto che ”i Ris stanno lavorando con la consueta professionalità e col consueto impegno” e che i militari, per avere i primi risultati sulle tracce rilevate, avranno bisogno ancora di qualche tempo.

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