Tra le decine di sale cinematografiche che chiudono ce n’è una che riapre. E’ il cinema Arcobaleno di Bologna che attorno al 2017 risorgerà dalle ceneri dell’incuria del tempo e della crisi economica per chiamarsi ‘Modernissimo’ come da nome originario quando venne inaugurato nel 1914. Lo ha deciso la giunta Merola con l’approvazione di una delibera per il progetto di recupero dell’immobile in pieno centro città, chiuso dopo decenni di onorato servizio nei primi anni duemila, occupato nel novembre 2011 dal collettivo di Santa Insolvenza e poi sgomberato dalle forze dell’ordine, infine lasciato da due più di due anni a pochi passi da Piazza Maggiore tra calcinacci e ragnatele.

Il protocollo, che verrà siglato tra Comune di Bologna, Emmegi Cinema s.r.l. – proprietaria dell’immobile – e la Fondazione Cineteca di Bologna, dà inizio a un progetto di recupero soltanto di una porzione della storica struttura, costituita dai locali appartenenti a quello che si chiamava Teatro Modernissimo, poi Cinema Arcobaleno e verrà usata innanzitutto per proiettare i più importanti film restaurati dal laboratorio bolognese dell’Immagine Ritrovata e da tutte le realtà del restauro internazionale che portano a Bologna ogni anno durante il Cinema Ritrovato i loro lavori. Circa 400 i posti a sedere e un percorso collaborativo tra le parti che prevede la concessione degli spazi in comodato gratuito alla Cineteca per 49 anni. Sempre alla fondazione di via Riva Reno spetterà il reperimento dei fondi per la ristrutturazione dei locali e la progettazione, mentre il Comune di Bologna provvederà a realizzare un nuovo ingresso con accesso dal sottopassaggio di via Rizzoli angolo piazza Re Enzo, dove aveva trovato posto lo sfortunato Urban Center.

“Parliamo di un investimento di 3 milioni di euro che avrà una durata nei lavori di tre anni”, spiega il direttore della Cineteca, Gianluca Farinelli, al fattoquotidiano.it, “sarà una sala importante, uno spazio di prestigio, uno scenario nuovo realizzabile con più facilità oggi di 10 anni fa”. In controtendenza alla desertificazione del centro storico di Bologna che negli ultimi anni si è ritrovato con sempre meno sale cinematografiche dentro le mura medioevali del centro, il Modernissimo vuole diventare luogo di prestigio ben oltre Bologna partendo proprio dal centro: “Vorremmo che diventasse una sala importante non solo per la città, non solo per il pubblico italiano – continua – ma punto di riferimento per una platea mondiale”. “La situazione si è sbloccata, ma ci devono essere a livello amministrativo ancora altri passaggi probabilmente anche in consiglio comunale”, spiega al fattoquotidiano.it, l’assessore comunale alla cultura, Alberto Ronchi, “sarà uno spazio che potrà servire anche alla programmazione per gli altri festival della città, come il Biografilm, ad esempio. Se quest’anno ci fosse stata una sala in più sia per il festival di Romeo che per il Cinema Ritrovato l’avremmo riempita ad ogni ora del giorno. Inoltre mentre questi festival facevano il tutto esaurito le arene all’aperto non risentivano per nulla della mancanza di pubblico”. L’area di proprietà di Emmegi Cinema S.r.l. prevede anche uno spazio al primo piano proprio su Piazza Re Enzo a nemmeno 50 metri da Piazza Maggiore che verrà riempita da un’attività commerciale. “E’ un’operazione molto ottimista”, chiosa Farinelli, “che sa di realismo utopico”.

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