Costruire una “Onu delle religioni“, un organismo che raggruppi le principali confessioni e agisca come forza di interposizione nei conflitti. E alla cui guida potrebbe esserci lo stesso papa Francesco. E’ la proposta formulata al Pontefice dall’ex presidente israeliano Shimon Peres, ricevuto in Vaticano. Peres, 91 anni, Nobel per la pace nel 1994, ha voluto illustrare di persona al Papa, proprio nel momento in cui il fondamentalismo religioso semina orrori nel mondo e minaccia come non mai la coesistenza dei popoli. Il Papa, nei 45 minuti di colloquio, “personalmente non ha assunto impegni particolari, personali”, ha fatto sapere il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. Però, “naturalmente, ha detto tutta la sua attenzione, il suo rispetto per l’iniziativa dell’ex presidente Peres, ha garantito anche l’attenzione dei dicasteri della Curia Romana che sono particolarmente impegnati in questo campo e sono soprattutto – evidentemente – il Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e il Pontificio Consiglio per la Giustizia e per la Pace, con i cardinali Tauran e Turkson“.

Papa Francesco ha voluto inviare ai giovani studenti di cinque scuole, una per continente, collegate in webcam in diretta con lui in Vaticano: “Oggi si è rotto il patto educativo in nome del culto del denaro, della violenza e dello scarto. Non abbiate paura di lavorare insieme, in una squadra, per la pace” ha detto. Bergoglio ha ripreso un tema a lui molto caro, ovvero la condanna della “cultura dello scarto”. Una mentalità che, per il Papa, mette da parte giovani e anziani in una sorta di “eutanasia nascosta e dunque silenziosa” della società. Ai giovani studenti di questa rete mondiale di scuole creata dall’Associazione “Scholas occurentes”, ente educativo voluto proprio da Bergoglio nella sua Buenos Aires, Francesco ha spiegato che “per mantenere un certo sistema finanziario si sta scartando un’intera generazione di giovani”. Il Papa ha voluto anche raccontare le sue esperienze personali confidando che quando la maestra a scuola gli metteva una nota i genitori lo obbligavano a chiedere scusa all’insegnante, “ma la cosa non finiva lì”, ha aggiunto Francesco. “A casa mi aspettava la seconda parte ovvero il rimprovero. Oggi, invece, – ha precisato Bergoglio – se un maestro mette la nota a un ragazzo i genitori denunciano l’insegnante”.

Il Papa ha voluto, però, consegnare anche un forte messaggio di pace agli studenti della rete creata da “Scholas”, associazione che insieme alla fondazione del vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti e di sua moglie Paula, “Pupi onlus”, ha ricevuto l’incasso della prima partita interreligiosa per la pace. “I giovani – ha detto Francesco – non vogliono la guerra, ma vogliono la pace. Voi dovete avere ali per sognare un mondo migliore e per protestare contro ogni guerra. Non abbiate paura. Costruite ponti di pace, costruite un futuro migliore e ricordatevi che il futuro è nelle vostre mani”. Un messaggio analogo a quello che il Papa aveva consegnato alle stelle del calcio mondiale che hanno animato la partita interreligiosa per la pace all’Olimpico, da Diego Armando Maradona a Roberto Baggio. “Lo sport contribuisca a dare un valido apporto alla pacifica convivenza di ogni popolo escludendo ogni tipo di discriminazione di razza, lingua, popolo e religione. Nel nome di Dio bisogna portare solo l’amore. Le religioni sono chiamate a farsi vincolo di pace, mai di odio. Nessuno alzi più la spada contro l’altro. Allargate i vostri cuori da fratelli a fratelli: questo è uno dei segreti della vita”.

L’idea del match era nata proprio da un’idea di Bergoglio con la regia di Zanetti. “Era l’aprile del 2013 – ha raccontato Zanetti – quando Papa Francesco, durante un nostro incontro, volle condividere l’idea di creare un momento di fratellanza e unione tra le diverse religioni. Da allora abbiamo dedicato grandi energie per questo evento: una serata di grande calcio e di raccolta fondi nonché, soprattutto, una festa dei popoli e un’opportunità di riflessione comune”. Stelle italiane e internazionali di livello mondiale unite per rappresentare culture e religioni diverse (buddista, cristiana, ebraica, induista, musulmana, shintoista), per dimostrare al mondo che si può lottare insieme per la pace vincendo ogni tipo di barriera. Sullo sfondo delle attività volute da “Scholas occurentes” e da “Pupi onlus” la costruzione di una rete di interscambio di progetti educativi e di valori per favorire la cultura dell’incontro e della pace. Tifoso speciale Papa Francesco la cui passione per il calcio è molto forte. Soltanto poche settimana fa, al ritorno dal viaggio in Corea del Sud, Bergoglio ha riabbracciato i campioni della sua squadra del cuore, il San Lorenzo de Almagro, che gli hanno portato la Coppa d’America appena vinta per la prima volta. “Sono una parte importante della mia identità culturale”, ha detto loro in quell’occasione il Papa. E ai giornalisti del volo papale che lo ha riportato da Seoul a Roma Francesco aveva detto che “non è un miracolo la vittoria del San Lorenzo”, ma solo una “buona notizia dopo il secondo posto dell’Argentina al campionato del mondo di calcio in Brasile”.

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