Già sposati. Stampa gabbata e folle di curiosi seminate, in pieno stile Ocean’s Eleven: George Clooney e Amal Alamuddin hanno detto sì sabato 27 settembre nel corso di una cerimonia privata. Stando a quanto dichiarato dal responsabile delle pubbliche relazioni dell’attore, Stan Rosenfield, l’attore e l’avvocato si sono sposati all’hotel Aman (la notizia è stata data dalla CNN in tempo reale, come “breaking news”) davanti a 200 persone. La cerimonia è stata ufficiata da Walter Veltroni (che, secondo le indiscrezioni della vigilia sarebbe dovuto sbarcare in laguna solo lunedi). Mentre domani, a palazzo Cavalli Franchetti, ci sarà la registrazione ufficiale del rito. Uno degli scapoli più desiderati del cinema è, dunque, capitolato, tra orde di turisti accorsi sul posto e l’ironia della rete. Intanto Venezia si è trasformata in una succursale di Hollywood: tra gli amici della coppia presenti alla tre giorni di feste e bagordi, infatti, figurano nomi come Bono Vox (accompagnato dalla moglie Alison), Matt Damon, Anna Wintour (direttrice di Vogue america, per i più alter ego reale della Meryl Streep del Diavolo veste Prada), Cindy Crawford, Bill Murray.

Secondo fonti non ufficiali riportate da diversi media americani l’attore americano sarebbe intenzionato a intraprendere una carriera politica dopo il matrimonio con l’avvocato libanese e il sessuologo Vito Frugis, intervistato da Adn Kronos Salute, afferma che la neo signora Clooney sarebbe perfetta, proprio in relazione a questo obbiettivo: “Non è bellissima ma è piuttosto curata e molto sofisticata – dice – A colpire piuttosto è il suo curriculum. In quest’ottica colta e impegnata, la scelta di Venezia, crocevia di culture e perfetta sintesi fra Oriente e Occidente, è azzeccata. E questo anche rispetto all’origine e all’ambiente della sposa e dello sposo”.

 

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