Una serie di primi piani dell’artista e dei suoi amici, tutti originari del Sudafrica, enfatizzati con giochi di chiaro e scuro, nei pigmenti della pelle per mostrare le imperfezioni. E’ “There’s a Place in Hell for Me and My Friends” di Pieter Hugo, uno dei tre fotografi scelti dalla curatrice Arianna Rinaldo per “T.R.I.P. – Travel Routes In Photography” in mostra, dal 18 ottobre al 18 dicembre, all’interno del Museo Nazionale Romano – Terme di Diocleziano. Un’esposizione che racconta il viaggio come un percorso interiore e necessario per conoscere sé stessi prima che il mondo. Cosa che fa Pieter Hugo, che con questi ritratti affronta il tema delle distinzioni razziali basate sul colore della pelle. “Sebbene a prima vista si possa apparire bianchi o neri – scrive il critico Aaron Schuman– gli elementi che rimangono attivi sotto la superficie sono di ben più ampio spettro e ciò che sembra superficialmente dividerci è qualcosa che tutti condividiamo e proprio come queste fotografie. E cioè che siamo tutti, in fin dei conti, colorati”.

Un viaggio di riflessione sociale quello di Hugo, mentre alla ricerca di un’identità e alla ricerca dei ricordi è il percorso scelto da Narelle Autio che in “Watercolours” va alla ricerca dei luoghi del suo passato, della sua infanzia, della “sua” Australia. Per Narelle, infatti, immergersi nelle acque australiane significa immergersi nelle sue origini, riscoprire le proprie radici, riportare alla luce reminiscenze della propria infanzia. “Il mare – dice – ha fatto sempre parte della mia vita. Sono venuta al mondo in un ospedale che sorgeva sulla spiaggia e ora che sono adulta ho la sensazione di avere speso la mia vita viaggiando in luoghi vicino all’Oceano. Probabilmente è un bisogno primordiale che giace nella mia memoria più profonda, un bisogno ancestrale di ritornare lì, da dove sono venuta”.

Lontano dalla sua terra d’origine, invece, va il fotografo emiliano Alessandro Rizzi che con “Tokyo Days” esce dal proprio Paese per scoprirne un altro, il Giappone. Per Rizzi “Tokyo offre uno scorcio del Sol Levante intriso di poesia e romanticismo e le sue immagini riflettono la sua visione del mondo come set, come palcoscenico in cui i gesti e i dettagli assumono significati universali”. Mantenendo la tradizione della street photography, Rizzi ci lascia come sospesi in un mondo da decifrare, che lui stesso sta ancora esplorando. Una selezione di scatti che la Rinaldo, già nota a molti come direttore artistico del festival internazionale di fotografia Cortona on The Move, ci propone per calarci nell’ottica di far diventare l’arte fotografica un mezzo di definizione e di studio di una cultura o di un Paese. Tre mostre in una, promossa e prodotta da The Trip Magazine, che rivelano stereotipi, contraddizioni, segreti, valori e stili di vita per un percorso di conoscenza che ci obbliga ad osservare, analizzare e sviscerare chi abbiamo di fronte.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Shoah, Roma avrà un museo: sì definitivo alla sede di Villa Torlonia

next
Articolo Successivo

Abu Dhabi, capolavori assoluti in viaggio verso il Medio Oriente per il Louvre Bis

next