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Charlie Hebdo, di libertà di parola e di offesa di satira

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Una volta stabilito che nessuno ha il diritto di essere assassinato, va detto che ciascuno avrebbe il dovere di non essere offensivo e diverse vignette di Charlie Hebdo le sono. E’ una mia opinione. Ricordo una prima pagina di Libero, uno spumante il cui tappo, Silvio Berlusconi, salta in direzione di un sedere a mortadella, quello di Romano Prodi. Qualunque cosa fosse era volgare, ma non aveva meno diritto di essere espressa di qualunque altra parola.

Non si può contrapporre il sangue all’inchiostro, come non si può negare che la satira intelligente è quella che non ha bisogno di essere né volgare né offensiva, specie se ha i contenuti. Anche questa opinione è un diritto ed esprimerla con l’inchiostro è un dovere.

PS. E chi muore altrove non muore di meno che a Parigi (ma sfilare nella polvere di strade sterrate irrita il lucido da scarpe dei capi di Stato).

Charlie-Fogliazza

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