Roma, 27 mar. (Adnkronos) - “I treni a idrogeno sono “l'elemento di maggiore rilievo dal punto di vista innovativo di cui ci stiamo occupando adesso. Dopo l'emanazione delle linee guida” per questa tipologia di mezzo “le attività sono andate avanti davvero bene. Abbiamo rilasciato ai primi richiedenti, qualche giorno fa, la prima autorizzazione per l'esecuzione delle prove che riguardano i treni che viaggeranno su Brescia-Iseo-Edolo di Ferrovie Nord e di Trenord e stiamo chiedendo una valutazione di sistema”.
A dirlo il direttore generale per la sicurezza delle ferrovie di Ansfisa, Pier Luigi Giovanni Navone, in occasione dell’evento di presentazione della Relazione Annuale sulle attività del 2024 e il Programma di Pianificazione 2025 di Ansfisa, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, delle Infrastrutture Stradali e Autostradali, nel corso del quale si sono delineati gli sviluppi e le attività principali per la sicurezza delle infrastrutture di trasporto terrestre in Italia.
“Per la prima volta, quindi, non ci occupiamo separatamente di infrastruttura e di treno, lasciando poi al gestore e all'impresa la valutazione dell’interfaccia, ma ci occupiamo di tutta la questione”. Nel breve periodo, infatti, “firmerò l'autorizzazione per le prove dello stesso treno su rete Rfi - Rete ferroviaria italiana”. Pertanto “quando ci arrivano le richieste, le nostre domande sono evase in ciò che abbiamo programmato - spiega Navone - sta procedendo tutto abbastanza bene, considerando le difficoltà che ha questo tipo di tecnologia in un Paese come l'Italia, dove la sola presenza di gallerie, che in altri Stati effettivamente è molto meno rilevante, complica gli aspetti tecnici e di sicurezza”.
“Abbiamo una rete nazionale dove le criticità che emergono le dobbiamo vedere più come aree di miglioramento che come criticità vere e proprie, perché, in realtà, è una rete sicura - dichiara - I numeri di incidenti e inconvenienti che registriamo sulle ferrovie sono dei bassi e spesso hanno una risonanza superiore rispetto, ad esempio, all’attività del trasporto terrestre”. Infatti, “su ferrovia si contano circa tra le 70 e le 80 vittime all'anno” mentre “sulle strade circa 3mila l'anno”. Pertanto, “l'enfasi che si dà a ciò che succede sulle ferrovie è molto più alta”.
“Siamo su una rete nazionale sicura con dei vettori dell'impresa sicuri. Abbiamo dei margini di miglioramento sulla parte di gestione delle procedure di manutenzione” ed è necessaria “qualche accortezza in più sulla gestione dell'attività di cantiere”. E’ necessario, quindi, “fare di più su un argomento che è stato forse leggermente trascurato, perché non prettamente ferroviario: gli attraversamenti in linea” il che significa che “il 90% di queste vittime, in realtà, è costituito da persone che si trovano indebitamente sui binari quando arriva il treno e questo, sembra quasi non essere una questione ferroviaria, ma in realtà dobbiamo occuparcene per forza, perché dobbiamo occuparci dei numeri questi sono quelli che contano”, conclude.