Il Venezia e la Reggina, undicesimo e ventunesimo capoluogo più grande del Paese, due pezzi di Serie A e di calcio italiano. Il Varese che solo tre anni fa aveva sfiorato la promozione nella massima serie, persa in finale playoff contro la Sampdoria. O il piccolo Real Vicenza. E ancora: Grosseto, Monza, Castiglione, Barletta. Il pallone italiano perde pezzi in provincia. Oggi scadeva il termine per presentare (in seconda richiesta) la fideiussione necessaria a partecipare al campionato di Lega Pro, che partirà il prossimo 6 settembre (in ritardo rispetto al previsto, causa inchiesta calcioscommesse). E altre quattro squadre non ce l’hanno fatta, gettando la spugna e rassegnandosi alla scomparsa. Si sommano alle quattro che già non avevano depositato in prima istanza la domanda di iscrizione al torneo. In totale sono otto i buchi che si aprono nell’organico della prossima stagione di terza divisione.
Sono fallimenti diversi, alcuni annunciati, altri più sofferti. Se ne vanno grandi piazze con una storia importante alle spalle: la scomparsa di Venezia e Reggina fa male ai tifosi, non soltanto a quelli locali. Le imprese dei neroverdi di Recoba e Maniero (addirittura decimi nel ’99); l’incredibile cavalcata degli amaranto di Mazzarri, dalla penalizzazione di undici punti alla salvezza all’ultima giornata contro il Milan. Tutto cancellato dal fallimento, che sprofonda le due squadre fra i dilettanti. Scompaiono loro, come altre realtà più giovani e minori. Il minimo comune denominatore, però, è lo stesso: la crisi del pallone, che non risparmia nessuno. A Reggio Calabria l’addio dello storico presidente Lillo Foti è coinciso con quello al professionismo. Venezia aveva sognato con l’avvento del magnate russo Yuri Korablin, e si è ritrovata sedotta e abbandonata dopo pochi anni. Il Real Vicenza (parente minore del Vicenza calcio che milita in Serie B) lascia addirittura senza debiti: la società che fa capo all’imprenditore Diquigiovanni (noto nel mondo del ciclismo) è sana, ma preferisce non proseguire schiacciata dalla concorrenza cittadina.
Un’eccezione in un panorama disperato, situazioni specifiche di un problema generale. La crisi, infatti, oggi riguarda almeno un club su quattro della Lega Pro. Si decideva il destino di ben 12 società chiamate a presentare ricorso alla Covisoc dopo aver mancato il primo appuntamento a inizio luglio. Benevento, Ischia, Lupa Castelli Romani, Martina Franca, Paganese, Pisa, Savona e Vigor Lamezia ce l’hanno fatta solo in extremis. In totale, 16 club a rischio su 60 partecipanti alla Lega Pro. Il 25% delle società: una percentuale enorme ma non sorprendente, se si considera che dal 2000 ad oggi sono oltre 100 le squadre che non sono riuscite ad iscriversi ai campionati professionistici. Per chi ha depositato la fideiussione di 400mila euro (garanzia richiesta dalla Lega per evitare che eventuali fallimenti nel corso della stagione scatenino casi come quello vissuto dal Parma nell’ultima Serie A), il peggio dovrebbe essere passato: al massimo ci sarà una penalizzazione per il ritardo nella documentazione. Spetterà al consiglio federale di venerdì ratificare ufficialmente gli organici.
A questo punto in terza serie ci saranno almeno otto caselle da riempire (al netto di bocciature da parte della Covisoc e di eventuali sviluppi delle inchieste sul calcioscommesse). La Lega Dilettanti ha già stilato una propria graduatoria per i ripescaggi: in prima fila ci sono Sestri Levante, Monopoli, Fano, Taranto e Viterbese, oltre alle retrocesse l’anno scorso dalla Lega Pro (Pro Patria, Pordenone, Albinoleffe, Forlì, Gubbio, San Marino, Messina, Aversa Normanna). Si pescherà da questo bacino con la regola dell’alternanza (una dalla Lnd, una retrocessa). Ma tutte le squadre interessate a fare domanda, oltre a soddisfare i requisiti strutturali e a presentare la fideiussione ordinaria, dovranno destinare alla Figc un contributo a fondo perduto di 500mila euro. Una “tassa” per il ripescaggio decisa da Tavecchio e compagni. In tempi di crisi, in quanti potranno permettersela?
Twitter: @lVendemiale
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Lega Pro, fallite Venezia, Reggina e Varese: cancellate dai professionisti
Oggi scadeva il termine per presentare (in seconda richiesta) la fideiussione necessaria a partecipare al campionato: in totale sono otto i buchi che si aprono nell’organico della prossima stagione di terza divisione.
Il Venezia e la Reggina, undicesimo e ventunesimo capoluogo più grande del Paese, due pezzi di Serie A e di calcio italiano. Il Varese che solo tre anni fa aveva sfiorato la promozione nella massima serie, persa in finale playoff contro la Sampdoria. O il piccolo Real Vicenza. E ancora: Grosseto, Monza, Castiglione, Barletta. Il pallone italiano perde pezzi in provincia. Oggi scadeva il termine per presentare (in seconda richiesta) la fideiussione necessaria a partecipare al campionato di Lega Pro, che partirà il prossimo 6 settembre (in ritardo rispetto al previsto, causa inchiesta calcioscommesse). E altre quattro squadre non ce l’hanno fatta, gettando la spugna e rassegnandosi alla scomparsa. Si sommano alle quattro che già non avevano depositato in prima istanza la domanda di iscrizione al torneo. In totale sono otto i buchi che si aprono nell’organico della prossima stagione di terza divisione.
Sono fallimenti diversi, alcuni annunciati, altri più sofferti. Se ne vanno grandi piazze con una storia importante alle spalle: la scomparsa di Venezia e Reggina fa male ai tifosi, non soltanto a quelli locali. Le imprese dei neroverdi di Recoba e Maniero (addirittura decimi nel ’99); l’incredibile cavalcata degli amaranto di Mazzarri, dalla penalizzazione di undici punti alla salvezza all’ultima giornata contro il Milan. Tutto cancellato dal fallimento, che sprofonda le due squadre fra i dilettanti. Scompaiono loro, come altre realtà più giovani e minori. Il minimo comune denominatore, però, è lo stesso: la crisi del pallone, che non risparmia nessuno. A Reggio Calabria l’addio dello storico presidente Lillo Foti è coinciso con quello al professionismo. Venezia aveva sognato con l’avvento del magnate russo Yuri Korablin, e si è ritrovata sedotta e abbandonata dopo pochi anni. Il Real Vicenza (parente minore del Vicenza calcio che milita in Serie B) lascia addirittura senza debiti: la società che fa capo all’imprenditore Diquigiovanni (noto nel mondo del ciclismo) è sana, ma preferisce non proseguire schiacciata dalla concorrenza cittadina.
Un’eccezione in un panorama disperato, situazioni specifiche di un problema generale. La crisi, infatti, oggi riguarda almeno un club su quattro della Lega Pro. Si decideva il destino di ben 12 società chiamate a presentare ricorso alla Covisoc dopo aver mancato il primo appuntamento a inizio luglio. Benevento, Ischia, Lupa Castelli Romani, Martina Franca, Paganese, Pisa, Savona e Vigor Lamezia ce l’hanno fatta solo in extremis. In totale, 16 club a rischio su 60 partecipanti alla Lega Pro. Il 25% delle società: una percentuale enorme ma non sorprendente, se si considera che dal 2000 ad oggi sono oltre 100 le squadre che non sono riuscite ad iscriversi ai campionati professionistici. Per chi ha depositato la fideiussione di 400mila euro (garanzia richiesta dalla Lega per evitare che eventuali fallimenti nel corso della stagione scatenino casi come quello vissuto dal Parma nell’ultima Serie A), il peggio dovrebbe essere passato: al massimo ci sarà una penalizzazione per il ritardo nella documentazione. Spetterà al consiglio federale di venerdì ratificare ufficialmente gli organici.
A questo punto in terza serie ci saranno almeno otto caselle da riempire (al netto di bocciature da parte della Covisoc e di eventuali sviluppi delle inchieste sul calcioscommesse). La Lega Dilettanti ha già stilato una propria graduatoria per i ripescaggi: in prima fila ci sono Sestri Levante, Monopoli, Fano, Taranto e Viterbese, oltre alle retrocesse l’anno scorso dalla Lega Pro (Pro Patria, Pordenone, Albinoleffe, Forlì, Gubbio, San Marino, Messina, Aversa Normanna). Si pescherà da questo bacino con la regola dell’alternanza (una dalla Lnd, una retrocessa). Ma tutte le squadre interessate a fare domanda, oltre a soddisfare i requisiti strutturali e a presentare la fideiussione ordinaria, dovranno destinare alla Figc un contributo a fondo perduto di 500mila euro. Una “tassa” per il ripescaggio decisa da Tavecchio e compagni. In tempi di crisi, in quanti potranno permettersela?
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Kiev, 17 mar. (Adnkronos) - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato su X di aver parlato con il presidente francese Emmanuel Macron: "Come sempre scrive - è stata una conversazione molto costruttiva. Abbiamo discusso i risultati dell'incontro online dei leader svoltosi sabato. La coalizione di paesi disposti a collaborare con noi per realizzare una pace giusta e duratura sta crescendo. Questo è molto importante".
"L'Ucraina è pronta per un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni - ha ribadito Zelensky - Tuttavia, per la sua attuazione, la Russia deve smettere di porre condizioni. Ne abbiamo parlato anche con il Presidente Macron. Inoltre, abbiamo parlato del lavoro dei nostri team nel formulare chiare garanzie di sicurezza. La posizione della Francia su questa questione è molto specifica e la sosteniamo pienamente. Continuiamo a lavorare e a coordinare i prossimi passi e contatti con i nostri partner. Grazie per tutti gli sforzi fatti per raggiungere la pace il prima possibile".
Washington, 17 mar. (Adnkronos) - il presidente americano Donald Trump ha dichiarato ai giornalisti che il leader cinese Xi Jinping visiterà presto Washington, a causa delle crescenti tensioni commerciali tra le due maggiori economie mondiali. Lo riporta Newsweek. "Xi e i suoi alti funzionari" arriveranno in un "futuro non troppo lontano", ha affermato Trump.
Washington, 17 mar. (Adnkronos) - Secondo quanto riferito su X dal giornalista del The Economist, Shashank Joshi, l'amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di riconoscere la Crimea ucraina come parte del territorio russo, nell'ambito di un possibile accordo per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina.
"Secondo due persone a conoscenza della questione, l'amministrazione Trump sta valutando di riconoscere la regione ucraina della Crimea come territorio russo come parte di un eventuale accordo futuro per porre fine alla guerra di Mosca contro Kiev", si legge nel post del giornalista.
Tel Aviv, 17 mar. (Adnkronos) - Secondo un sondaggio della televisione israeliana Channel 12, il 46% degli israeliani non è favorevole al licenziamento del capo dello Shin Bet, Ronen Bar, da parte del primo ministro Benjamin Netanyahu, rispetto al 31% che sostiene la sua rimozione. Il risultato contrasta con il 64% che, in un sondaggio di due settimane fa, sosteneva che Bar avrebbe dovuto dimettersi, e con il 18% che sosteneva il contrario.
Tel Aviv, 17 mar. (Adnkronos) - Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che almeno sette persone sono state uccise e 52 ferite negli scontri scoppiati la scorsa notte al confine con la Siria. "Gli sviluppi degli ultimi due giorni al confine tra Libano e Siria hanno portato alla morte di sette cittadini e al ferimento di altri 52", ha affermato l'unità di emergenza del ministero della Salute.
Beirut, 17 mar. (Adnkronos/Afp) - Hamas si starebbe preparando per un nuovo raid, come quello del 7 ottobre 2023, penetrando ancora una volta in Israele. Lo sostiene l'israeliano Channel 12, in un rapporto senza fonti che sarebbe stato approvato per la pubblicazione dalla censura militare. Il rapporto afferma inoltre che Israele ha riscontrato un “forte aumento” negli sforzi di Hamas per portare a termine attacchi contro i kibbutz e le comunità al confine con Gaza e contro le truppe dell’Idf di stanza all’interno di Gaza.
Cita inoltre il ministro della Difesa Israel Katz, che ha detto di recente ai residenti delle comunità vicine a Gaza: "Hamas ha subito un duro colpo, ma non è stato sconfitto. Ci sono sforzi in corso per la sua ripresa. Hamas si sta costantemente preparando a effettuare un nuovo raid in Israele, simile al 7 ottobre". Il servizio televisivo arriva un giorno dopo che il parlamentare dell'opposizione Gadi Eisenkot, ex capo delle Idf, e altri legislatori dell'opposizione avevano lanciato l'allarme su una preoccupante recrudescenza dei gruppi terroristici di Gaza.
"Negli ultimi giorni, siamo stati informati che il potere militare di Hamas e della Jihad islamica palestinese è stato ripristinato, al punto che Hamas ha oltre 25.000 terroristi armati, mentre la Jihad ne ha oltre 5.000", hanno scritto i parlamentari, tutti membri del Comitato per gli affari esteri e la difesa.
Tel Aviv, 17 mar. (Adnkronos/Afp) - L'attacco israeliano nei pressi della città di Daraa, nel sud della Siria, ha ucciso due persone. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale siriana Sana.
"Due civili sono morti e altri 19 sono rimasti feriti in attacchi aerei israeliani alla periferia della città di Daraa", ha affermato l'agenzia di stampa, mentre l'esercito israeliano ha affermato di aver preso di mira "centri di comando e siti militari appartenenti al vecchio regime siriano".