Lo scorso 16 luglio la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia ad una maxi multa di 20 milioni di Euro più 120.000 euro per ogni giorno di inadempienza per non aver rispettato la sentenza del 10 marzo 2010 della stessa Corte sulla questione dei rifiuti in Campania.

Cinque anni fa i giudici europei avevano infatti già constatato che il nostro Paese, non avendo adottato per la regione Campania tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti fossero recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza recare pregiudizio all’ambiente e, in particolare, non avendo creato una rete adeguata ed integrata di impianti di smaltimento, era venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza della direttiva 2006/12 sui rifiuti.

La notizia senz’altro positiva per chi tiene a cuore il rispetto dell’ambiente e delle norme che lo difendono lascia comunque un retrogusto amaro a coloro che dovranno pagarla. La multa infatti non farà che gravare ulteriormente sulle casse pubbliche e sarà prelevata dai soldi dei contribuenti (i soliti che insistono a rispettare la legge e pagare le tasse). Ma la multa non è il risultato di comportamenti scorretti della parte sana della popolazione italiana bensì di inadempienze da parte di politici con nomi e cognomi pagati con lauti stipendi e che hanno fallito al loro compito. Ecco un piccolo e veloce promemoria.

Ministri dell’Ambiente dal 4 marzo 2010 (data della sentenza non rispettata) ad oggi:

Stefania Prestigiacomo (Governo Berlusconi): per 1 anno e 8 mesi (31%)
Corrado Clini (Governi Monti): per 1 anno e 5 mesi (26,5%)
Andrea Orlando (Governo Letta): per 10 mesi (16%)
Gianluca Galletti (Governo Renzi): per 1 anno e 5 mesi (26,5%)

Presidenti della Regione Campania da Marzo 2010 ad oggi*:

Stefano Caldoro (Forza Italia/Pdl/Nuovo Psi): 5 anni (100%)

Mi sembrerebbe quindi più che logico e giusto che a mettere la mano al portafoglio siano costoro e non i cittadini che colpe non ne hanno (se non in parte, limitatamente a coloro che tali personaggi li votano e li ri-votano).

Perché quindi non intentare una causa civile di risarcimento nei confronti di questi politici? Se sei un legale o giurista interessato a far parte del team che intenterà la “causa pilota” fatti avanti e cercheremo di creare un precedente storico che possa servire da deterrente per il futuro.

* Il simpatico De Luca non è incluso considerato il brevissimo lasso di tempo da cui si è insediato, ma non dubitiamo che avrà modo di rifarsi.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Arpa Puglia, Cgil: “Speso più di 1 milione senza appalti. Chiarisca o andiamo da Cantone”

next
Articolo Successivo

Ilva e diossina: il diritto di prendere la parola

next