Sono “inveritiere” le notizie sui presunti ricatti da parte di Francesca Chaouqui, coinvolta nel caso Vatileaks, alla famiglia Berlusconi. Lo afferma in una nota Nicolò Ghedini, legale del leader di Forza Italia, minacciando querele in seguito a un articolo di oggi del Corriere della Sera, che cita le carte dell’inchiesta della Procura di Roma e afferma che tra gli indagati figura anche il nome di Paolo Berlusconi, fratello del’ex premier. Secondo il Corriere la giovane donna sotto accusa per fuga di documenti riservati avrebbe utilizzato notizie apprese in Vaticano per minacciare e ricattare. E per rendere più efficaci gli avvertimenti, Chaouqui avrebbe fatto valere proprio il ruolo di componente della Cosea, la Commissione della Santa Sede per gli affari economici, affidatole direttamente da papa Francesco.
Secondo il Corriere, il metodo è stato usato anche contro Paolo e Silvio Berlusconi. La Chaoqui si sarebbe rivolta al primo, editore de Il Giornale – agli atti secondo il Corriere esistono diverse conversazioni intecettate tra i due – avvertendo che avrebbe fatto in modo di far accogliere le richieste di rogatoria presentate dalla magistratura nei confronti dell’ex Cavaliere, e reso noto il contenuto delle istanze, se non fossero stati esauditi i suoi desideri. In particolare, la donna avrebbe chiesto che il vaticanista di Mediaset e collaboratore del Giornale, Fabio Marchese Ragona, non scrivesse più. Ragona aveva precedentemente pubblicato dei tweet della stessa Chaouqui contenenti pesanti allusioni verso diversi personaggi: “Tarcisio Bertone è corrotto, Giulio Tremonti un omosessuale a cui per questo motivo è stato chiuso il conto allo Ior e Benedetto XVI un malato di leucemia”.
Per questo Francesca Chaouqui indagata insieme con il marito Corrado Lanino per induzione alla concussione e intrusione informatica dalla procura di Roma. Indagato anche Mario Benotti, funzionario di palazzo Chigi (che all’esplosione del caso Vatileaks ha lasciato l’incarico di capo della segreteria del sottosegretario Sandro Gozi) accusato di intrusione informatica ed estorsione.
Secondo il Corriere, il pubblico ministero di Terni Elisabetta Massini ha contestato inizialmente a Chaouqui il reato di estorsione. Ma qualche settimana fa, trasmettendo il fascicolo a Roma per competenza, ha modificato l’accusa in induzione alla concussione, attribuendo alla donna la qualifica di pubblico ufficiale come componente della Cosea. Così ha iscritto nel registro degli indagati anche Paolo Berlusconi, per non aver denunciato la richiesta. Un’ipotesi che i pm della capitale “sembrano non condividere, visto che i funzionari della Santa Sede non possono essere equiparati tutti ai diplomatici”, scrive il quotidiano di via Solferino. Di conseguenza la famiglia Berlusconi rivestirebbe soltanto il ruolo di vittima di un ricatto.
“Le notizie sono totalmente infondate”, replica l’avvocato Ghedini. “Il dottor Berlusconi ha incidentalmente conosciuto e occasionalmente incontrato la signora Chaoqui in situazioni conviviali”, continua, “e non vi è stato alcun accenno ai temi evocati dalla stampa”. Ghedini sottolinea poi che “non vi era possibile materia di indagine, essendo insussistente qualsiasi legame con il Vaticano o con il suo sistema bancario”.
Oggi Francesca Chaouqui ha postato su Facebook: “Di positivo c’è che finalmente ho compreso cosa è successo a Terni. Sono veramente tranquilla. Le conversazioni per cui è processo sono quelle fra me e Mario Benotti. È settembre 2013 e racconto a Benotti di aver parlato con Paolo B, con cui ho un rapporto cordialissimo e non certo nei termini del ricatto o delle pressioni. Parlato di quel suo giornalista Fabio Marchese Ragona, che organizzó la truffa dei tweet falsificati sulla prima pagina de il giornale a mio danno”.
Giustizia & Impunità
Vatileaks, “da Francesca Chaouqui ricatto alla famiglia Berlusconi”
Secondo il Corriere della sera, nella carte dell'inchiesta passata da Terni a Roma, la donna sotto accusa per fuga di documenti avrebbe minacciato ritorsioni se non fosse stato estromesso il vaticanista del Giornale Fabio Ragona. Tra gli indagati, secondo il quotidiano, figura anche Paolo Berlusconi. Le perplessità della procura della capitale. Ghedini: "Notizie inveritiere"
Sono “inveritiere” le notizie sui presunti ricatti da parte di Francesca Chaouqui, coinvolta nel caso Vatileaks, alla famiglia Berlusconi. Lo afferma in una nota Nicolò Ghedini, legale del leader di Forza Italia, minacciando querele in seguito a un articolo di oggi del Corriere della Sera, che cita le carte dell’inchiesta della Procura di Roma e afferma che tra gli indagati figura anche il nome di Paolo Berlusconi, fratello del’ex premier. Secondo il Corriere la giovane donna sotto accusa per fuga di documenti riservati avrebbe utilizzato notizie apprese in Vaticano per minacciare e ricattare. E per rendere più efficaci gli avvertimenti, Chaouqui avrebbe fatto valere proprio il ruolo di componente della Cosea, la Commissione della Santa Sede per gli affari economici, affidatole direttamente da papa Francesco.
Secondo il Corriere, il metodo è stato usato anche contro Paolo e Silvio Berlusconi. La Chaoqui si sarebbe rivolta al primo, editore de Il Giornale – agli atti secondo il Corriere esistono diverse conversazioni intecettate tra i due – avvertendo che avrebbe fatto in modo di far accogliere le richieste di rogatoria presentate dalla magistratura nei confronti dell’ex Cavaliere, e reso noto il contenuto delle istanze, se non fossero stati esauditi i suoi desideri. In particolare, la donna avrebbe chiesto che il vaticanista di Mediaset e collaboratore del Giornale, Fabio Marchese Ragona, non scrivesse più. Ragona aveva precedentemente pubblicato dei tweet della stessa Chaouqui contenenti pesanti allusioni verso diversi personaggi: “Tarcisio Bertone è corrotto, Giulio Tremonti un omosessuale a cui per questo motivo è stato chiuso il conto allo Ior e Benedetto XVI un malato di leucemia”.
Per questo Francesca Chaouqui indagata insieme con il marito Corrado Lanino per induzione alla concussione e intrusione informatica dalla procura di Roma. Indagato anche Mario Benotti, funzionario di palazzo Chigi (che all’esplosione del caso Vatileaks ha lasciato l’incarico di capo della segreteria del sottosegretario Sandro Gozi) accusato di intrusione informatica ed estorsione.
Secondo il Corriere, il pubblico ministero di Terni Elisabetta Massini ha contestato inizialmente a Chaouqui il reato di estorsione. Ma qualche settimana fa, trasmettendo il fascicolo a Roma per competenza, ha modificato l’accusa in induzione alla concussione, attribuendo alla donna la qualifica di pubblico ufficiale come componente della Cosea. Così ha iscritto nel registro degli indagati anche Paolo Berlusconi, per non aver denunciato la richiesta. Un’ipotesi che i pm della capitale “sembrano non condividere, visto che i funzionari della Santa Sede non possono essere equiparati tutti ai diplomatici”, scrive il quotidiano di via Solferino. Di conseguenza la famiglia Berlusconi rivestirebbe soltanto il ruolo di vittima di un ricatto.
“Le notizie sono totalmente infondate”, replica l’avvocato Ghedini. “Il dottor Berlusconi ha incidentalmente conosciuto e occasionalmente incontrato la signora Chaoqui in situazioni conviviali”, continua, “e non vi è stato alcun accenno ai temi evocati dalla stampa”. Ghedini sottolinea poi che “non vi era possibile materia di indagine, essendo insussistente qualsiasi legame con il Vaticano o con il suo sistema bancario”.
Oggi Francesca Chaouqui ha postato su Facebook: “Di positivo c’è che finalmente ho compreso cosa è successo a Terni. Sono veramente tranquilla. Le conversazioni per cui è processo sono quelle fra me e Mario Benotti. È settembre 2013 e racconto a Benotti di aver parlato con Paolo B, con cui ho un rapporto cordialissimo e non certo nei termini del ricatto o delle pressioni. Parlato di quel suo giornalista Fabio Marchese Ragona, che organizzó la truffa dei tweet falsificati sulla prima pagina de il giornale a mio danno”.
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Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "La sinistra radicale vuole cancellare la nostra storia, minare la nostra identità, dividerci per nazionalità, per genere, per ideologia. Ma non saremo divisi perché siamo forti solo quando siamo insieme. E se l'Occidente non può esistere senza l'America, o meglio le Americhe, pensando ai tanti patrioti che lottano per la libertà in America Centrale e Meridionale, allora non può esistere nemmeno senza l'Europa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - "Il Cpac ha capito prima di molti altri che la battaglia politica e culturale per i valori conservatori non è solo una battaglia americana, è una battaglia occidentale. Perché, amici miei, credo ancora nell'Occidente non solo come spazio geografico, ma come civiltà. Una civiltà nata dalla fusione di filosofia greca, diritto romano e valori cristiani. Una civiltà costruita e difesa nei secoli attraverso il genio, l'energia e i sacrifici di molti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza dei conservatori a Washington.
"La mia domanda per voi è: questa civiltà può ancora difendere i principi e i valori che la definiscono? Può ancora essere orgogliosa di sé stessa e consapevole del suo ruolo? Penso di sì. Quindi dobbiamo dirlo forte e chiaro a coloro che attaccano l'Occidente dall'esterno e a coloro che lo sabotano dall'interno con il virus della cultura della cancellazione e dell'ideologia woke. Dobbiamo dire loro che non ci vergogneremo mai di chi siamo", ha scandito.
"Affermiamo la nostra identità. Affermiamo la nostra identità e lavoriamo per rafforzarla. Perché senza un'identità radicata, non possiamo essere di nuovo grandi", ha concluso la Meloni.
(Adnkronos) - "Il nostro governo - ha detto Meloni - sta lavorando instancabilmente per ripristinare il legittimo posto dell'Italia sulla scena internazionale. Stiamo riformando, modernizzando e rivendicando il nostro ruolo di leader globale".
"Puntiamo a costruire un'Italia che stupisca ancora una volta il mondo. Lasciate che ve lo dica, lo stiamo dimostrando. La macchina della propaganda mainstream prevedeva che un governo conservatore avrebbe isolato l'Italia, cancellandola dalla mappa del mondo, allontanando gli investitori e sopprimendo le libertà fondamentali. Si sbagliavano", ha rivendicato ancora la premier.
"La loro narrazione era falsa. La realtà è che l'Italia sta prosperando. L'occupazione è a livelli record, la nostra economia sta crescendo, la nostra politica fiscale è tornata in carreggiata e il flusso di immigrazione illegale è diminuito del 60% nell'ultimo anno. E, cosa più importante, stiamo espandendo la libertà in ogni aspetto della vita degli italiani", ha concluso.
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - L'Italia è "una nazione con un legame profondo e indistruttibile con gli Stati Uniti. E questo legame è forgiato dalla storia e dai principi condivisi. Ed è incarnato dagli innumerevoli americani di discendenza italiana che per generazioni hanno contribuito alla prosperità dell'America". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni al Cpac a Washington. "Quindi, a loro, permettimi di dire grazie. Grazie per essere stati ambasciatori eccezionali della passione, della creatività e del genio italiani".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Standing ovation dalla platea della convention Cpac a Washington al termine dell'intervento video della premier Giorgia Meloni. Un intervento nel quale la presidente del Consiglio ha richiamato valori e temi che uniscono conservatori europei e americani, a partire dalla difesa dei confini, ribadendo la solidità del legame tra Usa e Ue. "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno".
"So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta. Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente", ha affermato la premier.
La presidente Meloni ha fatto un passaggio sull'Ucraina ribadendo "la brutale aggressione" subito dal popolo ucraino e confidando nella collaborazione con gli Usa per raggiungere una "pace giusta e duratura" che, ha sottolineato, "può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership".
Roma, 22 feb. (Adnkronos) - Le "elite di sinistra" si sono "recentemente indignate per il discorso di JD Vance a Monaco in cui il vicepresidente ha giustamente affermato che prima di discutere di sicurezza, dobbiamo sapere cosa stiamo difendendo. Non stava parlando di tariffe o bilance commerciali su cui ognuno difenderà i propri interessi preservando la nostra amicizia". Mo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni nel suo intervento al Cpac.
"Il vicepresidente Vance stava discutendo di identità, democrazia, libertà di parola. In breve, il ruolo storico e la missione dell'Europa. Molti hanno finto di essere indignati, invocando l'orgoglio europeo contro un americano che osa farci la predica. Ma lasciate che ve lo dica io, da persona orgogliosa di essere europea - ha detto ancora - Innanzitutto, se coloro che si sono indignati avessero mostrato lo stesso orgoglio quando l'Europa ha perso la sua autonomia strategica, legando la sua economia a regimi autocratici, o quando i confini europei e il nostro stile di vita sono stati minacciati dall'immigrazione illegale di massa, ora vivremmo in un'Europa più forte".
(Adnkronos) - "I nostri avversari - ha detto Meloni- sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni si smentiranno. So che alcuni di voi potrebbero vedere l'Europa come lontana o addirittura lontana o addirittura perduta".
"Vi dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dominanti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel Vecchio Continente".