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Joe Formaggio, il sindaco “anti-Rom” indagato per istigazione a delinquere

Il primo cittadino di Albettone (in provincia di Vicenza) aveva affisso dei cartelli alle porte del paese su cui aveva scritto: "Si comunica a tutti, ladri, bastardi, delinquenti, persone indesiderate, che in questo comune non esiteremo a spararvi"
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Il “sindaco-sceriffo” di Albettone torna a far parlare di sé. La Procura di Vicenza ha avviato accertamenti nei confronti di Joe Formaggio: l’ipotesi di reato è istigazione a delinquere a seguito dell’affissione di alcuni cartelli alle porte del paese, poi rimossi dai carabinieri. Sui cartelli il sindaco di Forza Italia che si batte da sempre contro gli insediamenti dei nomadi aveva scritto: “Si comunica a tutti, ladri, bastardi, delinquenti, persone indesiderate, che in questo Comune non esiteremo a spararvi se violate le nostre case e minacciate le nostre famiglie”.  Per il procuratore Antonino Cappelleri e l’aggiunto Orietta Canova “il cartello potrebbe essere letto come un invito a sparare“.

Il legale di Formaggio, l’avvocato Lino Roetta, ha dichiarato che quanto scritto può essere discutibile ma non crede possa contenere qualcosa di “penalmente rilevante“. Il sindaco, non nuovo a iniziative di un certo clamore, come i cartelli anti-nomadi, ha detto che non si aspettava un’inchiesta: “Anzi, pensavo pure di fare un piacere ai ladri, di tutelarli”. Dopo la “tassa sui gay per aiutare le coppie etero a fare figli” e le diverse dichiarazioni riguardo al volere il suo comune “denomadizzato“, il sindaco, dopo essersi fatto ritrarre con un fucile a pompa, era tornato a far parlare di sé ad ottobre, quando aveva dichiarato: “Se un ladro si presenta a casa mia, che sia armato o meno, gli sparo in testa così si ritrova le cervella nelle scarpe da ginnastica. Ogni tanto un morto va bene”.

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