“Limita la concorrenza”. L’Autorità Anticorruzione ha bocciato per questo motivo un bando di gara del Comune di Pomezia, guidato dal 2013 dal sindaco Fabio Fucci (Movimento Cinque Stelle). Con quell’appalto l’amministrazione voleva affidare il servizio di manutenzione del verde per tre anni, per un importo di quasi 4 milioni di euro. Ma secondo l’Anac, guidata da Raffaele Cantone, ha ritenuto “l’operato nella procedura” illegittimo perché “non conforme” alle norme e alla prassi di settore oltre che in contrasto con il principio del cosiddetto favor partecipationis, cioè l’ampliamento della platea delle imprese in gara. L’Authority si è pronunciata dopo un ricorso di una delle aziende che hanno partecipato al bando, uscendo però sconfitta, la Deca.

Al centro dell’esposto dell’azienda i requisiti richiesti nel bando, tra i quali c’era aver effettuato “nell’ultimo triennio ‘servizi identici‘ a quelli oggetto dell’affidamento e per almeno un Comune con popolazione non inferiore a 64mila abitanti” e quindi “non appalti destinati ad altre scale territoriali, ancorché con estensione più vasta”. Alle contestazioni dell’Anac il Comune ha risposto di aver inserito quei criteri perché “le caratteristiche e le problematiche tipiche di un servizio di manutenzione del verde urbano siano profondamente diverse da quelle di cura ad esempio di un parco regionale, nazionale”,ma le argomentazioni non sono apparse “logiche e convincenti” all’Autorità anticorruzione perché i “concorrenti che si siano cimentati in servizi analoghi, anche se non perfettamente coincidenti con quello oggetto dell’affidamento, svolte su scala di dimensioni territoriali più vaste, al contrario di quanto sostenuto dalla stazione appaltante, possono risultare del pari qualificati per garantire un servizio idoneo rispetto a chi abbia svolto un servizio identico”.

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