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Coldiretti, al segretario Gesmundo 10 milioni in 12 anni. Lui smentisce e scappa

Oltre dieci milioni di euro guadagnati negli ultimi 12 anni. E’ la cifra record che il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha intascato tra stipendi lordi, bonus e oneri contributivi. L’inviato de La Gabbia (La7), Nello Trocchia, prova a porgergli alcune domande nel merito, ma il segretario dell’associazione, che raggruppa oltre un milione e mezzo di agricoltori italiani, si rifiuta di rispondere. Il giornalista continua nel suo vano tentativo di ricevere spiegazioni: “Nel 2014 lei ha incassato 1,8 milioni di euro come retribuzione lorda e indennità di fine mandato. Lei ha preso più di Renzi, Merkel e Putin messi insieme. Come fa a difendere un milione e mezzo di contadini?“. Ma il dirigente prosegue dritto verso la sua abitazione e non dà alcuna risposta. Come spiega Trocchia, il segretario della Coldiretti, nonostante il ricco bonus incassato nel 2014 (1,8 milioni di euro), è rimasto nell’associazione con un contratto a tempo determinato. Nel 2013 percepiva 1,2 milioni di euro lordi all’anno, nel 2015 la sua busta paga fu ‘ridotta’ a 224mila euro netti all’anno. Il caso è approdato anche in Parlamento. Trocchia interpella il deputato M5S, Filippo Gallinella, che puntualizza: “Gesmundo prende soldi pubblici, oltre a quelli degli iscritti. Abbiamo chiesto al ministro delle Politiche Agricole Martina trasparenza su tutti i soldi che prendono i vertici delle principali associazioni di categoria, ma il ministro non ha risposto, anche se da noi più volte sollecitato“. L’inviato de La Gabbia si reca alla sede della Coldiretti per chiedere lumi sul caso di Gesmundo, ma nessuno dell’associazione vuole rispondere. L’unica replica è affidata a una nota dell’ufficio stampa che scrive: “Non intendiamo cogliere in questo caso l’opportunità dopo la gratuita e sgradevole aggressione notturna al nostro Segretario Generale sotto la casa con la famiglia e i bambini piccoli“. In realtà, come sottolinea Trocchia “non c’è stata nessuna aggressione, non erano neanche le 18.30, bambini non ce n’erano e questa si chiama informazione”