Musica

Radiohead, la band di Thom Yorke annuncia il tour mondiale: nessun concerto in Italia

Partenza il 20 e 21 maggio a Amsterdam, all'Heineken Music Hall, poi Parigi, il 23 e 24 allo Le Zenith, e via via, tre date a Londra, Lione, San Gallo, Barcellona, Lisbona, Reyjkavik, New York e Montreal, a giugno, Los Angeles, Osaka e Tokyo, a agosto, poi Berlino a settembre e per chiudere Città del Messico, a ottobre

di Michele Monina

Forse è la volta buona che ci siamo. Se uno si vuole dotare di ottimismo, e come un vaticinatore del passato mettersi a leggere i segni, sembra proprio che tutto porti a pensare che l’uscita del nuovo album dei Radiohead sia imminente. Sono ormai cinque anni da che la band di Oxford ha dato alle metaforiche stampe The King of Limbs, cinque lunghi anni inframmezzati da prove soliste che, diciamolo francamente, hanno reso questa attesa ancora più estenuante.

Non che lo stesso The King of Limbs non avesse indotto i fan della prima ora di Thom Yorke e soci a invocare l’uscita di qualcosa di nuovo, qualcosa che suonasse un po’ più alla Radiohead prima maniera, un po’ meno elettronico e astratto, ma resta il fatto che cinque anni sono davvero tanti, troppi. Ora, però, sembra che ci siamo. Due gli indizi, neanche troppo inintelligibili. Da una parte il lancio della notizia di un imminente tour mondiale. Partenza il 20 e 21 maggio a Amsterdam, all’Heineken Music Hall, poi Parigi, il 23 e 24 allo Le Zenith, e via via, tre date a Londra, Lione, San Gallo, Barcellona, Lisbona, Reyjkavik, New York e Montreal, a giugno, Los Angeles, Osaka e Tokyo, a agosto, poi Berlino a settembre e per chiudere Città del Messico, a ottobre.

Niente Italia, quindi, ma tanta Europa. Secondo indizio, più difficile da decifrare in sé, ma comunque chiaro, sulla pagina Facebook della band, come immagine di profilo è apparsa quella che potrebbe essere la cover del nuovo lavoro di studio, in caso eponimo. Un fondo grigio, come un muro scalcinato, con su una scritta rosa, fatta con lo spray. Un quadrato, esattamente come la copertina di un cd. Questo, vista la netta posizione di Thom Yorke e i suoi compagni contro lo streaming, sarebbe una indicazione di intenti precisa: stiamo tornando e lo facciamo in maniera tradizionale.

Del resto, è noto, Yorke, da solista, è stato il primo a inaugurare una strana collaborazione con Torrenz, e già in passato la band aveva sostanzialmente regalato In Rainbows, pubblicato online a offerta libera, operazione rivelatasi, da un punto di vista economico, un vero boomerang. Fatti, questi, che uniti a una presa di posizione netta nei confronti dei vari Spotify e Tidal, fa pensare che stavolta il solo modo per avere la musica nuova dei Radiohead sia acquistarla tradizionalmente, sotto forma di cd o come album digitale, nei canali canonici. Resta invece apertissima la questione artistica, perché nel tempo la band ci ha abituato a continui cambi di strada, passando dal rock alle sperimentazione più o meno estreme degli anni Zero, e arrivando all’uso dell’elettronica. Ci saranno stavolta le chitarre e la batteria, come auspicato da alcuni fan, le “canzoni canzoni”, o dovremo ancora una volta imparare a farceli piacere, ascolto dopo ascolto? Non rimane altro da fare che aspettare, tanto, è chiaro dai segni, ormai manca davvero poco…

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