Siamo stati, insieme ad Articolo 21, ad Assisi, dove 5 mila ragazzi, arrivati da ogni parte d’Italia si sono riunioni per confrontare i loro progetti di pace e le loro azioni di solidarietà.
Con loro gli insegnanti che li hanno guidati e coordinati nei tanti progetti realizzati dagli istituti che hanno aderito alla proposta lanciata dalla tavola della pace,dalla rivista San Francesco, insieme a centinaia di enti locali e alle tante associazioni che si ritrovano nella Tavola della pace che, tra i tanti appuntamenti, promuove anche la storica marcia da Perugia ad Assisi, luogo d’incontro di chi continua a credere nell’alleanza tra le civiltà e a rifiutare la logica dei signori della guerra e del terrore.

marcia della pace - Assisi

Per due giorni questi ragazzi hanno animatamente discusso di periferie oscurate, di guerre cancellate, di mondi censurati, di dignità calpestate, ma hanno anche prodotto video, realizzato animazioni, individuato come e dove promuovere azioni di solidarietà e come utilizzare le reti della comunicazione per dare visibilità e sostegno a chi tenta di costruirsi un futuro.
Non sono mancate le differenze di opinioni su temi scottanti ,come l’accoglienza, l’inclusione, il razzismo, le modalità di contrasto del terrorismo, ma non si sono mai sentite quelle parole di odio e quelle volgarità che, purtroppo, segnano il dibattito politico contemporaneo, e non solo in Italia.

Raramente si è sentito risuonare il nome di un politico nazionale o il riferimento a questo a quel partito, eppure nulla di più lontano da questi ragazzi del qualunquismo, del ” Me ne frego”, della indifferenza. Per dirla con Gramsci questi sono mondi che “odiano l’indifferenza” e vorrebbero poter esistere, politicamente e mediaticamente, anche senza far clamore, senza dover ricorrere alla forma estrema di urla, bestemmia e gesto, che sembrano essere l’oggetto del desiderio per tanta parte della comunicazione e della politica politicante. Forse saranno una minoranza, loro e i loro educatori, ma proprio per questo andrebbero rispettati, ascoltati e resi visibili. Ad Assisi hanno marciato “oltre ogni muro”, nelle stesse ore nelle quali Francesco si recava sull’isola di Lesbo.

La sua è diventata una figura di riferimento, anche per molti di questi giovani, credenti e non, perché sta sfidando lo spirito dei tempi e persino il conformismo di quei politici che prima volevano inserire le “radici cristiane” nella Costituzione europea ed ora innalzano i muri dell’odio dall’Austria alla Polonia. La loro lunga marcia si è conclusa ricordando Giulio Regeni e, con lui, i tanti Giulio che, in Egitto e nel mondo, hanno subito e subiscono torture, sequestri, violenze, morte, a causa del loro desiderio di conoscenza e del loro amore per le libertà e per i diritti di tutte e di tutti, anche di coloro che hanno un altro colore della pelle o pregano un altro Dio, oppure non voglio pregare alcuna divinità.

Dal momento che “illuminiamo” ogni giorno le urla e le marce di chi vuole sempre cacciare i diversi o escludere le differenze, ci auguriamo che ai ” Ragazzi di Assisi” sia dedicato almeno un decimo del tempo che ogni giorno viene dedicato ad ampliare le gesta del politico razzista di turno. Forse la loro marcia e le loro azioni di solidarietà non saranno appetibili per alcuni dei domatori del circo mediatico, ma sono e saranno molto più utili per chi coltiva ancora i valori originari della nostra Costituzione.

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