“Sui modelli Fiat non c’è un software truccato e nemmeno un defeat device“. Così ha replicato il responsabile tecnico di FCA, l’ingegner Harald Wester, alle domande serrate della Commissione d’inchiesta Emis del Parlamento Europeo, deputata a indagare sullo scandalo delle emissioni truccate dei diesel Volkswagen.

L’audizione di Wester fa seguito alle accuse da parte dell’autorità tedesca per le omologazioni Kba, che avrebbe riscontrato sulla 500X la presenza di un software che interrompe la riduzione delle emissioni dopo 22 minuti di marcia, “riconoscendo” le condizioni in cui l’auto è sottoposta al test per l’omologazione. Test che, di solito, non supera la durata di 20 minuti.

Alle contestazioni provenienti dalla Germania, Wester si è opposto con fermezza: “nel nostro software non c’è niente che identifichi che la vettura sia sottoposta a test”, ha dichiarato, aggiungendo che “noi non disconnettiamo il dispositivo e non abbiamo niente che si spenga dopo 22 minuti”.

Altra obiezione mossa a FCA, in particolare dagli eurodeputati tedeschi e dal verde lussemburghese Claude Turmes è stata quella di aver effettuato test sulle emissioni nei suoi stessi laboratori, d’accordo con le autorità di omologazione italiane (ovvero il Ministero dei Trasporti). Anche in questo caso, il responsabile tecnico di FCA ha fatto presente che si tratta di una pratica “standard a livello globale”.

L’incontro si è quindi concluso con un supplemento di domande, a cui Wester ha dato una risposta scritta. Non prima di aver lamentato una “mancanza di chiarezza nelle regole UE rispetto a quelle degli USA“, ed essersi dichiarato “favorevole a nuovi test in condizioni di guida reali“.

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