“Non vi voglio lasciare senza padre e senza marito. Per questo vi porto con me“. Lo ha scritto in una lettera Mauro Agrosì, il poliziotto di 50 anni che ha ucciso con un colpo di pistola la moglie e le due figlie, di 10 e 14 anni. L’agente ha poi telefonato ai colleghi confessando il gesto, quindi si è tolto la vita. Al 113 ha detto: “Venite a casa mia, vi lascio la porta aperta, ho ucciso tutti“. L’agente ha usato la pistola d’ordinanza e un cuscino per ottenere l’effetto silenziatore. È tutto avvenuto poco prima delle 7 a Cornigliano in provincia di Genova

Prima ha ucciso la figlia più piccola che dormiva nel letto a castello più basso; poi la più grande. Infine Agrosì è andato nella sua camera da letto e ha tolto la vita alla moglie con due colpi di pistola alla testa e uno al cuore. Dopo la chiamata ai colleghi si è ucciso. Questa la ricostruzione dell’accaduto che è stata fatta dalla squadra mobile. Probabilmente le ragazze e la donna sono state sedate la sera prima: la figlia più grande e la moglie sono state infatti trovate ancora nella posizione del sonno.

Dietro all’omicidio-suicidio, secondo gli inquirenti, ci sarebbero dei debiti di gioco: il poliziotto sarebbe stato un giocatore compulsivo di lotterie istantanee. A quanto risulta Agrosì aveva chiesto un prestito in banca. Non si sa se la cifra chiesta, non ancora quantificata, servisse per ripianare debiti di gioco o semplicemente per l’ordinaria gestione dell’economia familiare. “Quello che emerge – ha detto il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi – è la concezione di indispensabilità di se stesso. L’idea che non sia concepibile che moglie e figlie potessero vivere senza di lui”. Gli agenti però stanno interrogando familiari, amici e colleghi per cercare di ricostruire la vita della coppia. L’ammontare dei debiti infatti non sarebbe tale da giustificare quanto successo.

Agrosì lavorava nel sesto reparto mobile di Bolzaneto come tecnico dei computer perché da anni aveva scelto, partecipando e superando un concorso, di non rivestire più ruoli operativi. I colleghi lo descrivono come una persona equilibrata: non aveva mai mostrati atteggiamenti che potessero lasciar presagire quanto ha fatto.

L’omicidio-suicidio ricorda un episodio analogo avvenuto nella stessa zona di Cornigliano nel 2003, con protagonista anche allora un poliziotto. L’ispettore Saverio Galoppo, 47 anni, depresso a causa della separazione dalla moglie e per non poter vivere con i figli, uccise con la pistola di ordinanza la donna e i bimbi di 8 e 4 anni, prima di togliersi la vita.

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