Ormai anche i regali di Natale si comprano online. E molti americani hanno detto addio per sempre allo shopping nei centri commerciali. Così Macy’s, storica catena di grandi magazzini Usa, ha annunciato il taglio di 6.200 posti di lavoro nei primi mesi del 2017. Il totale dei licenziamenti rischia di superare quota 10mila, perché saranno chiusi molti punti vendita. La decisione è stata presa dopo che i risultati molto deludenti delle vendite nel periodo natalizio hanno costretto il gruppo a tagliare le stime sugli utili del 2016 e a varare una drastica riorganizzazione per ridurre i costi.

I consumatori, reduci da una lunga recessione, si rivolgono catene a basso costo, spiega il New York Times, e hanno abbandonato i vecchi negozi a favore della comodità dello shopping online, per la gioia di colossi come Amazon e a danno di storici marchi come Macy’s. Che è in crisi da tempo e ad agosto aveva già programmato la chiusura di 100 punti vendita. Ora ha annunciato che all’inizio della primavera chiuderanno i battenti 63 store, mentre altri due verranno chiusi entro la metà del 2017.

La società di Cincinnati stima che 3.900 lavoratori saranno interessati dalle chiusure. Ma ha anche aggiunto che prevede una riorganizzazione di alcune parti della sua attività, che porterà i tagli in totale a 6.200 posti di lavoro. Tagli che rappresentano circa il 7% della forza lavoro di Macy’s. “Avevamo previsto vendite maggiori”, si legge nel comunicato del presidente e amministratore delegato Terry Lundgren. Poi il numero uno ha spiegato che i negozi in chiusura sono “improduttivi o non più solidi a causa del cambiamento del panorama locale della vendita al dettaglio”.

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