Cambiare approccio della politica di Difesa italiana: quindi investire in cyberdifesa e intelligence, e interrompere l’acquisto degli F35. E’ questo, a grandi linea, il contenuto del programma di governo M5s votato in rete da 19mila e 747 iscritti. “Riteniamo il programma degli F35 inutile e costoso”, ha detto la deputata Tatiana Basilio durante la presentazione alla stampa, “e per questo deve essere chiuso al più presto”. I grillini chiedono anche il taglio di altri sistemi di armamenti offensivi, con lo scopo di dirottare le risorse ad altri strumenti innovativi come la cyber security, le reti di intelligence e gli equipaggiamenti che vengono utilizzati per l’operatività dei militari.

“Per una vera politica di Difesa bisogna cambiare approccio”, spiega il senatore Bruno Marton. “Spendiamo 64 milioni di euro al giorno per la Difesa, 5 miliardi solo in strumenti d’arma”. Così anche Basilio: “Il punto non è non investire ma come investire. Il governo ha presentato un libro bianco: l’atto 396 per il riordino delle carriere stabilisce investimenti invece che per i giovani militari solo per i gradi apicali. Mentre dal 2006 gli investimenti in armamenti sono aumentati del 75%. È illogico”. La deputata denuncia i tagli indiscriminati verso le risorse umane: nella manovrina, dice “c’è una nuova porcata del governo. Un taglio di 31 miloni di euro, che non è enorme, ma circa 4 di questi colpiscono l’Arma dei Carabinieri. Il governo taglia mentre i Carabinieri non hanno nemmeno i giubbotti antiproiettile. È vergognoso. I tagli vanno fatti ai grandi armamenti che non ci servono”.

I 5 Stelle propongono inoltre di mettere mano anche al riequilibrio delle gerarchie militari, secondo la logica del “meno comandanti, più risorse sul territorio”. Infine c’è il nodo dei diritti: “L’Italia è ultima in Europa per quanto riguarda il riconoscimento dei diritti dei militari. E’ inaccettabile. E noi vogliamo più diritti per i nostri uomini. Vogliamo che anche i militari abbiano un loro sindacato, come deciso da recenti sentenze”, commenta la senatrice Emanuela Corda.

Sul punto dei sistemi d’arma il M5s rileva che le spese per la difesa sono in costante aumento: + 21% nelle ultime tre legislature. Tuttavia “al momento l’Italia è gravemente impreparata a difendersi dalle minacce concrete del presente e del futuro, dal terrorismo alla cyberwar. Se carri armati, navi da guerra e bombardieri non sono fdi alcuna utilità nel prevenire attentati, serve allora più intelligence sul territorio e online; per difendersi da attacchi informatici potenzialmente in grado di mettere in ginocchio un intero Paese servono investimenti massicci nella cyberdifesa, che oggi mancano completamente”. Secondo il senatore Vincenzo Santangelo il bilancio della Difesa “è falsato”: “Gran parte dei fondi per gli armamenti”, ha concluso, “vengono stanziati anche dal Mise e dal Miur, per quanto attiene la ricerca. L’aumento della spesa fino al 2% del Pil annunciato da Gentiloni è una follia. Perché non riusciamo ad essere trasparenti nel bilancio? Noi siamo convinti che attraverso l’utilizzo di una contabilità industriale seria e scientifica si riuscirà a spendere meno e meglio”.

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