Cronaca

Piacenza, la città in ostaggio del cinghiale Agostino: parco chiuso in piena estate (e campagna elettorale)

L'ungulato, 90 chili, da ormai una settimana si è insediato nel Parco della Galleana, polmone verde della città, costringendo alla chiusura. Tra ambientalisti e cittadini furenti, i tentativi di scacciarlo sono stati respinti. E sul web Agostino diventa una star in vista del ballottaggio

La campagna elettorale per il ballottaggio a Piacenza è in balia di un cinghiale. In città c’è già chi si chiede quanti voti sarà in grado di spostare tra il candidato di centrosinistra Paolo Rizzi e quello di centrodestra Patrizia Barbieri. Protagonista è Agostino, così è stato ribattezzato l’ungulato di 90 chili che da quasi una settimana si è insediato nel Parco della Galleana e ha costretto le autorità alla chiusura del polmone verde più grande della città. Tra le proteste di animalisti, ambientalisti e naturalmente dei fruitori del parco.

Agostino, che a quanto pare si accompagna a un altro suo simile di stazza inferiore, è stato segnalato cinque giorni fa da alcuni residenti, visto che l’area confina con molte abitazioni e una tangenziale particolarmente trafficata. A nulla è valso il primo intervento dei volontari dell’Atc2, muniti di bastoni e cani e coordinati dalla polizia provinciale. L’animale, dopo essere stato rintracciato a sud del parco li ha affrontati in modo aggressivo facendo capire di non avere alcuna intenzione di andarsene.

E qui iniziano i paradossi. Il cinghiale rientra tra le categorie da abbattere, ma appena sparsa la notizia. davanti ai cancelli della Galleana si sono presentate tutte le sigle ambientaliste e animaliste piacentine, da Legambiente a Pandora, Veg & Joy, Arca di Noè e movimento Meta (Movimento etico tutela animali e ambiente), che si sono opposte all’uccisione e hanno chiesto lo spostamento dell’animale verso un’area protetta e successivo trasferimento in un “santuario” naturalistico.

Una richiesta nobile che ha messo a nudo altri inghippi. Le norme nazionali e regionali non permettono la reimmissione in natura di questo genere di specie e poi a Piacenza non esiste un centro autorizzato alla detenzione temporanea di animali, se non a scopi alimentari. Inoltre, per “accompagnare” l’ungulato in un’area protetta sarebbe necessario addormentarlo, vista la sua indisponibilità. Ma nel parco è vietato sparare, narcotici compresi. Come se non bastasse, chi è preposto all’intervento ha gli strumenti ma non la preparazione necessaria: “Per la carabina il dosaggio deve stabilirlo il veterinario ed è necessario che la carabina sia collaudata sul tipo di animale da raggiungere – ha ammesso Roberto Cravedi, ispettore superiore della polizia provinciale di Piacenza – Occorrono dardi robusti e una giusta potenza di fuoco. Sono necessari esperienza sul campo e personale che ha già operato in tal senso, oppure si rischia di fallire. Un fucile in dotazione lo abbiamo, ma non il personale addestrato ad addormentarlo, anche perché rientra nella categoria da abbattere”.

Per non farsi mancare nulla, per intervenire è necessario il via libera del Comune, un iter in corso che ha richiesto alcuni giorni. Insomma, mentre la città è in piena campagna elettorale, gli organi di informazione locali hanno iniziato a chiedersi quanti voti potrà spostare la cocciutaggine di Agostino. In un editoriale apparso sul quotidiano Libertà, Giorgio Lambri si è interrogato in questi termini: “Quanti voti può spostare un cinghiale che irrompe – con i suoi modi, non proprio brittannici – nel ballottaggio per l’elezione di un sindaco, a dieci giorni dal voto? Un ex assessore racconta di aver risolto una questione simile a Croara, parecchi anni fa, spedendo tra i campi di golf tre squadre di ‘selecontrollori’ che in men che non si dica avevano abbattuto gli ungulati. Altri tempi. Oggi una simile opzione significherebbe perdere tout court il consenso di migliaia di animalisti, ambientalisti o comunque persone che non contemplano l’uccisione degli animali come soluzione accettabile a un problema”. Ma anche la lentezza nella risoluzione della questione sta facendo discutere non poco le migliaia di cittadini che frequentavano la zona. Tanto che, sul cartello che indica la chiusura del parco, è comparsa questa frase in bella mostra: “Siete dei falliti, non siete in grado di catturare 2 cinghiali”.

Per questo il sindaco uscente Paolo Dosi, nonostante abbia deciso di non ricandidarsi, ha cercato di accelerare le pastoie burocratiche per non penalizzare Paolo Rizzi, candidato di centrosinistra, nel recupero contro Patrizia Barbieri, avanti al primo turno di circa 6 punti percentuali. Nel frattempo, sui social network l’animale è diventato virale e c’è già chi lo ha virtualmente candidato a sindaco, oppure sostituito alla statua intitolata al patrono cittadino Sant’Antonino.

Un’occupazione che, con tutta probabilità, durerà ancora un paio di giorni. Dal Comune è infatti arrivato il mandato al Centro recupero Pettirosso di Modena, che manderà a Piacenza il personale per addormentare l’ungulato, condurlo in un recinto idoneo e in seguito in un’area naturalistica. Per Agostino un lieto fine, indipendentemente da come andranno a finire le elezioni.