Televisione

Camera Café, menomale c’è la sitcom con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu

Luca&Paolo sono perfetti in queste caratterizzazioni come nella tempistica accelerata. Potranno starvi antipatici, potranno non aver sfondato in modo plateale nel mondo dello spettacolo, ma la loro misura è questa qui. Datecene ancora di Camera Café

di Davide Turrini

Meno male che Camera Café c’è. La sesta stagione della sitcom con protagonisti Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu trasloca dopo cinque anni da Italia1 su Rai2 e lascia chiaramente il segno. Intanto perché nella tv generalista non si ride granché, anzi non si ride proprio mai, se non per qualche faccetta buffa dei conduttori di quiz di fronte a un concorrente idiota. Poi perché la misura dei cinque minuti, dello sketch rapido, ritmato, chiuso, è la disciplina più idonea per la comicità corrosiva ed immediata di Luca&Paolo.

Stabilito che dentro la ciurma dell’ufficio aziendale fronte macchinetta del caffè ci sono dei “tipi” qualunque che possiamo trovare nei migliori uffici italiani, e che già di per sé incarnano le mille sfaccettature del qualunquismo culturale, politico e psicologico della quotidianità, Camera Café aggiorna il format non tanto scenograficamente o stilisticamente, quanto a livello tematico. Non riusciamo a citare tutti gli sceneggiatori dei 26 episodi di questa nuova stagione (ogni sera dalle 21.05 alle 21.20 vanno in onda tre puntate), ma possiamo tranquillamente affermare che la comicità feroce, misogina, razzista, omofoba, politicamente non corretta dei due macchinatori supremi, il responsabile ufficio acquisti Luca Nervi e il responsabile ufficio vendite Paolo Bitta, si è aggiornata ai temi dell’attualità con maestria e sagacia tanto da rendere gli intermezzi di fronte all’attesa per un caffè macchiato puro spasso.

L’aria di modernizzazione galoppante delle aziende italiane scalate da chissà quale capitale cinese (geniale l’episodio con i doppi identici di Nervi e Bitta che ripetono i loro tormentoni in mandarino); i cambiamenti tecnologici e comunicativi che dovrebbe dare la dottoressa Corte (scherzosa e fascinosa Serena Autieri new entry); o ancora il collega straniero, peruviano o africano, quell’altro un po’ ritardato, oppure la tizia cupa e solitaria, sono nuovamente travolti dai luoghi comuni su migranti e mondo del lavoro come fossimo in una vera pausa caffè di un ufficio del Nord Italia.

La sitcom che ha origine francese nel 2001 grazie a Bruno Solo, Yvan Le Bolloc’h, Alain Kappauf, ha infine sempre vissuto di una rapidità di comprensione e svolgimento degli script da parte del cast – quello italiano di comprimari è superbo – in modo che le battute partano a raffica e non ci sia mai tempo di cambiare canale per una fase anche di pochi secondi di stanca. E non c’è che dire, Luca&Paolo sono perfetti in queste caratterizzazioni come nella tempistica accelerata. Potranno starvi antipatici, potranno non aver sfondato in modo plateale nel mondo dello spettacolo, ma la loro misura è questa qui. Datecene ancora di Camera Café. Abbiamo sete di risate fetenti e cattive.

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