Ha seguito in Rete le istruzioni del Califfato su come preparare un attacco terroristico. Da molto tempo stava mettendo a punto ogni dettaglio dell’attentato, eseguito in nome dell’Isis. Nella sua auto sono stati trovati diversi coltelli e degli appunti scritti a mano in arabo in cui era scritto “Lo Stato Islamico durerà per sempre”. A sentire la polizia di New York, Sayfullo Saipov non ha improvvisato nulla della sua azione terroristica. Anzi. Nel suo pc, ad esempio, gli agenti che indagano sulla strage compiuta dal killer uzbeko hanno trovato molto materiale riconducibile all’Isis, di cui era seguace. Una vicinanza all’estremismo islamico, quella di Saipov, su cui le forze dell’ordine statunitensi avevano già indagato. Inutilmente. “È arrivato negli Stati Uniti nel marzo del 2010, ed è legalmente negli Usa. Ha pianificato l’attacco per settimane” ha detto John Miller, il vice commissario della polizia di New York, sottolineando che il killer è all’ospedale di Bellevue, dove è in arresto. Nel frattempo, però, parallelamente alle indagini è scoppiata la polemica politica, con il presidente Trump che messo nel mirino la Green Card e il sindaco di New York che ha gli ha risposto di non politicizzare la tragedia.

Trump twitta: “Merita la pena di morte”
Non è bastato all’inquilino della Casa Bianca per placarsi. Su Twitter ha invocato la pena di morte per l’autore della strage, Sayfullo Saipov, 29enne di nazionalità uzbeca: “Il terrorista di New York era felice quando ha chiesto di appendere la bandiera dell’Isis nella sua stanza di ospedale. Ha ucciso 8 persone e ne ha ferito gravemente 12. Dovrebbe essere condannato a morte“. Prima, aveva detto: “Il terrorista è arrivato nel nostro paese grazie alla cosiddetta ‘Diversity Visa Lottery Program, una bellezza di Chuck Schumer. Li voglio in base al merito”. “Stiamo combattendo duramente per un’immigrazione basata sul merito, basta sistemi di lotteria dei democratici. Dobbiamo diventare molto più severi (e intelligenti)”, ha scritto il capo della Casa Bianca in un altro tweet. Nella notte italiana, il presidente americano aveva annunciato, sullo stesso social network: “Ho appena ordinato alla Sicurezza interna di rafforzare il nostro Extreme Vetting Program (programma di verifica estrema, ndr). Essere politicamente corretti va bene, ma non per questo!”.

La prima replica a Trump arriva da Bill de Blasio: “L’attacco a New York non va politicizzato – ha affermato il sindaco di New York in un’intervista alla Cnn – l’ultima cosa che il presidente o chiunque dovrebbe fare è politicizzare questa tragedia”. Al primo cittadino della Grande Mela fa eco il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo: “Non è il momento di fare politica, non è il momento di fomentare l’odio“, l’attentatore è un “lupo solitario” che si è “radicalizzato” negli Stati Uniti. Ora, ha detto ancora Cuomo, “faremo il possibile per assicurare la sicurezza della maratona” di New York, in calendario domenica 5 novembre.

Il Chuck Schumer finito nel mirino del presidente Usa è il leader della minoranza democratica al Senato, ritenuto la mente del programma che da circa vent’anni in nome della diversità offre ogni anno, in una sorta di lotteria, un numero limitato di visti per immigrare in modo permanente negli Usa. “Coloro che presentano richiesta per il Diversity Visa sono inizialmente scelti attraverso un sorteggio casuale generato da un computer, e devono in seguito dimostrare di possedere un titolo di studio di scuola superiore o un suo equivalente, oppure due anni di esperienza lavorativa negli ultimi cinque anni, in una occupazione che richieda almeno due anni di training o di esperienza”, spiega il sito dell’ambasciata americana in Italia.

L’indagine – Il killer preparava attacco da settimane
L’inchiesta sull’attacco nel frattempo prosegue. I media Usa riferiscono che Saipov è stato interrogato in ospedale, dove è ricoverato dopo un intervento chirurgico e secondo la Nbc si sarebbe detto “orgoglioso dell’attacco“. Non solo: Sayfullo Saipov ha detto agli investigatori che avrebbe continuano a uccidere lungo la pista ciclabile se il furgoncino non si fosse scontrato con il pulmino di una scuola limitrofa. Lo riporta la Cbs citando fonti investigative. Sul suo computer è stato ritrovato “materiale legato all’Isis“. Secondo la Abc, Saipov venne interrogato da agenti federali dell’Homeland Security nel 2015 per sospetti legami con elementi jihadisti, ma non emersero prove e non fu indagato. Il suo nome e il suo indirizzo vennero indicati come “punto di contatto” per due elementi inseriti nell’elenco dell’antiterrorismo perché arrivati da “Paesi minaccia“. Uno dei due da allora è sparito ed è ricercato come “sospetto terrorista“.

L’Fbi ha perquisito al casa del killer. Si tratta di un appartamento con due camere da letto dove viveva con la moglie e due figli, a Paterson, New Jersey, cittadina con una grande comunità musulmana e una moschea che era già finita nel mirino della polizia. Saipov ha vissuto per un breve periodo in Ohio, dove ha sposato una ragazza uzbeka. Saipov avrebbe vissuto a Cincinnati nelle settimane seguenti al suo arrivo negli Stati Uniti e in Ohio avrebbe anche ricevuto la licenza per guidare camion. Secondo indiscrezioni, il killer si sarebbe poi trasferito in Florida, a Tampa, e più di recente in New Jersey. E’ fra questi due ultimi stati che si sarebbe diviso negli ultimi mesi. Saipov è poi divenuto autista per Uber: la società spiega che il killer ha superato tutti i controlli e ha lavorato per l’app di auto con conducente per 6 mesi, effettuando 1.400 corse.

Le indagini sull’attacco si ampliano all’Uzbekistan, paese di origine del killer. Secondo quanto riporta il Washington Post, gli investigatori uzbeki stanno raccogliendo materiale e intelligence sulle fazioni militanti nel paese per aiutare gli americani a completare il profilo del killer. L’Uzbekistan si è detto pronto a collaborare: il presidente uzbeko, Shavkat Mirziyoyev, ha fatto l’offerta d’aiuto in una lettera di condoglianze all’omologo americano, Donald Trump, in cui ha condannato come “estremamente brutale” l’attentato sottolineando che non esiste giustificazione per questo tipo di violenza. “Dal nostro lato, siamo pronti a usare tutto il nostro potere e le nostre risorse per collaborare con le indagini su questo atto terroristico”, ha affermato Mirziyoyev nella lettera, pubblicata sul sito web del ministero degli Esteri del Paese ex sovietico a maggioranza musulmana.

Il ministero dell’Interno uzbeko ha riferito che indagini sono in corso sulla cittadinanza dell’assalitore. La polizia americana non lo ha identificato pubblicamente, ma una fonte vicina alle indagini ha affermato si tratti di Sayfullo Saipov, 29 anni. Se sarà confermato che l’uomo sia uzbeko, si tratterà del quarto attacco in cui sono state uccise delle persone condotto da un cittadino del Paese o di una persona di etnia uzbeka. A Capodanno, un uomo uzbeko aveva fatto irruzione in una discoteca di Istanbul, uccidendo 29 persone. Secondo i media, l’uomo sarebbe immigrato negli Usa nel 2010 e avrebbe vissuto in Florida. Ad aprile, un uomo di origine uzbeka nato in Kyrgyzstan aveva causato un’esplosione nella metropolitana di San Pietroburgo, uccidendo almeno 14 persone. Nello stesso mese, un altro uzbeko aveva travolto con un camion la folla a Stoccolma, causando quattro decessi. Tutti questi attacchi sono stati rivendicati dallo Stato islamico.

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