Un percorso preciso, più tappe per arrivare a colpire più persone possibile. Per fare un massacro, “uccidere tutti”. Era molto più lucido di quello che era apparso in un primo momento Michele Bordoni, il 27enne, cui la Procura di Sondrio contesta l’accusa di strage, per quell’assalto in stile lupo solitario dell’Isis sui visitatori del mercatino di Natale sabato scorso. Quattro le persone ferite: una donna di 44 anni, originaria della provincia di Bergamo, è in Rianimazione, ma non in pericolo di vita.

Gli investigatori, grazie alle immagini di alcune telecamere, hanno ricostruito il percorso del giovane, con un lavoro che ha a che fare con le dighe, nella giornata di sabato. Prima di lanciarsi sulla folla Bordoni, che aveva bevuto e fatto uso di droga, ha buttato giù la sbarra di ingresso di un parcheggio del centro, si è fermato all’interno per 7-8 minuti in cui ha fatto scendere e risalire un cane (di cui si sono perse le tracce) dalla macchina. Subito dopo è uscito dal parcheggio sfondando un’altra sbarra e ha quindi iniziato il percorso in tre tappe per le vie del centro travolgendo alcuni dissuasuori. Ha quindi iniziato il tiro a bersaglio sui passanti, dopo aver investiyo le prime tre persone è finito contro un ostacolo, ma non si è fermato: ha imboccato un’altra via e tentato di uccidere il quarto obiettivo per poi schiantarsi contro un palo della luce. “Mi ha guardato e ho visto che mi puntava con l’auto” ha raccontato l’ultimo target, ferito lievemente, agli investigatori della polizia coordinati dal pm Stefano Latorre.

Questa testimonianza e la ricostruzione delle ultime ore del giovane, che non ha un passato “psicotico o psichiatrico certificato”, hanno convinto chi coordina le indagini a contestare un reato che prevede come pena l’ergastolo. Dopo lo schianto il giovane ha tentato la fuga a piedi, ma è stato fermato dai passanti e consegnato agli uomini della Volante. Le indagini della Mobile e della Digos sono solo all’inizio e dall’esame del computer e di altro materiale sequestrato in casa dell’indagato si potrà capire perché ha cercato di ammazzare con la sua auto più persone possibile. O se vorrà lo potrà spiegare al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia.

(Foto dal profilo Facebook)

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