All’aeroporto di Fiumicino lo hanno scortato gli uomini dell‘Europol. Località di provenienza: Lisbona. È stato estradato in Italia Maurizio Tramonte, condannato definitivamente all’ergastolo per la strage di Piazza della Loggia, avvenuta a Brescia il 28 maggio 1974: otto i morti e 102 i feriti. Un eccidio per il quale Tramonte era stato ritenuto colpevole in via definitiva il 20 giugno scorso insieme a Carlo Maria Maggi: ex ispettore veneto dell’organizzazione neofascista Ordine nuovo: gravemente malato, per lui la pena è stata commutata in arresti domiciliari.

Quando la Cassazione ha messo il bollo sulla sua condanna al fine pena mai, però, l’ex terrorista non era più in Italia: era fuggito a Fatima, a chiedere una grazia che però i giudici non gli hanno dato. E il giorno dopo per quello che era la fonte “Tritone” dei servizi segreti sono scattate le manette. Dunque dopo sette mesi dall’arresto in Portogallo, il ministero della Giustizia ha ottenuto da Lisbona la riconsegna del terrorista.

Sessantacinquenne consulente immobiliare, il 3 ottobre 1973 Tramonte viene reclutato dal centro servizi segreti di Padova e iscritto a libro paga, su autorizzazione del generale Adelio Maletti, come fonte. Un ruolo in chiaro scuro: di giorno confidente dello Stato, di notte organizzatore di una strage. Secondo le indagini, infatti, la fonte Tritone si era “dimenticato” di raccontare ai servizi alcune riunioni di Ordine Nuovo, avvenute il giorno stesso della strage.

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