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2008: "Aboliamo Ici prime case, Irap, bollo auto e moto"  - 6/8

Nel 1994 voleva una flat tax al 30% e "solo 10 tasse". Nel 1999 ha ripiegato su "due aliquote Irpef", impegno ribadito nel Contratto con gli italiani. Vinte le elezioni ha rinviato tutto: "Non ho la bacchetta magica". Poi il ddl sull'Irpef è stato varato, ma i decreti attuativi non sono mai arrivati. Nel 2004 ha dato la colpa agli alleati. Nel 2008 ha puntato su abolizione di Ici e bolli, introduzione del quoziente familiare, azzeramento dell'imposta sulle attività produttive. Nel 2011 lo showdown: "Messe le mani nelle tasche degli italiani, il cuore gronda sangue"
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2008: “Aboliamo Ici prime case, Irap, bollo auto e moto” 

“Avete capito bene, aboliremo l’Ici sulle prime case”. Il 3 aprile 2006, all’ultimo faccia a faccia televisivo con Prodi prima delle politiche, Berlusconi estrae dal cappello l’abolizione dell’imposta sulla prima casa. Il 7 aprile è sicuro: “Domenica e lunedì vinceremo perché non siamo coglioni”. Vince l’Unione. Che ripristina la tassa sulle successioni e donazioni di alto valore. Berlusconi annuncia lo “sciopero fiscale”. Nel gennaio 2008 Prodi cade. L’avvicinamento alle urne parte con il freno a mano tirato: “Niente miracoli” perché la situazione “è molto, molto difficile”, anticipa il Cavaliere. Ma “cercheremo di ridurre in 5 anni la pressione fiscale sotto il 40% del Pil”. Come? Abolizione dell’Ici, detassazione degli straordinari e della tredicesima (”interventi che faremo nel primo consiglio dei ministri”), ritocchi dell’Iva e progressiva abolizione dell’Irap, introduzione progressiva del quoziente familiare, abolizione delle tasse di successione e sulle donazioni reintrodotte da Prodi. In aprile si vola più alto e spunta la pazza idea – “un sogno” – di anticipare di un mese il ‘tax freedom day’, il giorno dell’anno a partire dal quale i contribuenti lavorano per sé e non per il fisco. Nonché l’impegno di “abolire gradualmente, nel corso degli anni, la tassa sul bollo per auto, moto e motorini”. Puntuale ritorna anche l’obiettivo della “progressiva abolizione dell’Irap”, accompagnato da “versamento Iva dovuto solo dopo il reale incasso della fattura e riforma degli studi di settore“. Più che abbastanza: la coalizione di centrodestra vince con il 46,8% dei voti.

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