Costretti a fotocopiare i libri perché i soldi per acquistare i libri non sono ancora arrivati nelle tasche delle famiglie. Accade a Napoli dove è scoppiato il caso buoni libro. Una guerra tra la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e l’assessore all’Istruzione del Comune Annamaria Palmieri che vede sul banco degli imputati la burocrazia. Da una parte l’inquilina di viale Trastevere accusa Palazzo San Giacomo di aver perso tempo visto che il 3 agosto i fondi erano già nelle casse della Regione Campania; dall’altra parte l’assessore che ricostruendo ogni passaggio definisce farraginosa la filiera dei contributi e chiede al Miur di anticipare l’erogazione dei fondi. Risultato? I ragazzi delle scuole secondarie di Napoli aventi diritto ai buoni libro, da settembre ad oggi si sono dovuti arrangiare con le fotocopie alimentando l’illegalità visto che la Legge sul diritto d’autore stabilisce che il limite massimo fotocopiabile è del 15 per cento di ogni libro.

Valeria Fedeli nei giorni scorsi con una lettera inviata a “Il Mattino” ha puntato il dito contro gli enti locali: “Noi abbiamo fatta la nostra parte ma occorre che a velocizzare i tempi siano poi anche coloro che stanziano direttamente le risorse alle famiglie. Non c’è anticipazione dello Stato che tenga, se poi chi deve erogare il servizio al cittadino fa saltare tutti i tempi. Mi auguro dunque che i Comuni ritardatari si mettano rapidamente in regola. L’anno scolastico è ormai a metà e non sono ammissibili ulteriori dilazioni. Soprattutto quando c’erano tutti i tempi per poter fare presto e meglio”.

Il Miur, in effetti, ha varato il piano di riparto il 3 agosto oltre tre mesi in anticipo rispetto all’anno precedente. A spiegare cosa è successo da quel giorno è Annamaria Palmieri che non ci sta a sentirsi tirata in ballo dalla Fedeli e proprio in queste ore sta scrivendo una lettera di risposta alla ministra: “Se sono il ministero o la Regione devo firmare un decreto ma se sono il Comune devo effettuare una serie di verifiche necessarie”. L’assessore ricostruisce punto per punto ogni passaggio burocratico: “Una volta avuti i fondi dal Miur la Regione ha decretato il riparto il 2 ottobre ed emesso la circolare che ha definito i criteri per l’erogazione il 12 ottobre. Il Comune di Napoli, avendo saputo che già ad agosto erano stati ripartiti i fondi, ha iniziato a settembre la raccolta delle adesioni da parte dei cittadini. Le famiglie all’apertura delle scuole hanno ricevuto la comunicazione che li avvertiva. Il 6 novembre abbiamo chiuso la raccolta delle domande grazie ad una piattaforma online”.

Tredici mila richieste da analizzare. Gli uffici hanno incrociato il tutto con i dati Inps per verificare l’Isee (i beneficiari sono coloro che hanno un Isee sotto i 10 mila 663 euro) e con le scuole per controllare l’effettiva iscrizione dei ragazzi. Alla fine sono rimaste sul tavolo 12.533 aventi diritto. “Il 21 dicembre è stata pubblicata la graduatoria. Da quel giorno al 22 gennaio si è proceduto all’atto di liquidazione e ora le famiglie riceveranno i soldi”, spiega l’assessore. La Palmieri rilancia la palla a viale Trastevere: “L’unica soluzione è che il riparto avvenga subito dopo le iscrizioni, nel mese di gennaio dell’anno precedente all’avvio dell’anno scolastico”.

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