C’è un nuovo colpo di scena nell’affaire Ema. Il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani ha chiesto di acquisire dalla Commissione Ue “tutti i dettagli” dell’offerta formulata dall’Olanda per ospitare la sede dell’Ema in uno spirito di “mutua e sincera cooperazione” tra le istituzioni. La richiesta è contenuta in una lettera inviata a Jean-Claude Juncker per consentire al Parlamento di decidere sulla questione con piena cognizione di causa. Tajani chiede che il Parlamento europeo possa visionare anche le informazioni classificate come confidenziali. È notizia di queste ore che in documento, ora desecretato, sono spariti gli edifici provvisori che erano stati proposti nel progetto.  Nella lettera a Juncker, Tajani evidenzia che una “completa e accurata” informazione sulla selezione della proposta per la futura sede dell’Ema “è necessaria per consentire al Parlamento di decidere” sulla materia in modo consapevole e informato. Ma il contenuto dell’offerta avanzata dal governo olandese e la valutazione formulata dalla Commissione “non sono state fornite al Parlamento”.  “Ho fiducia – conclude Tajani rivolto a Juncker – di poter contare sulla tua fattiva collaborazione su questa importante questione”.

Intanto a poche ore dal sopralluogo della commissione Ambiente e Salute dell’Europarlamento ad Amsterdam, proprio per verificare lo stato dei lavori relativi alla nuova sede dell’Ema, arriva la conferma ufficiale della richiesta di chiarimenti del board di Ema – come ha riportato il Sole24Ore – in merito alla differenza economica fra l’offerta iniziale e quella finale di Amsterdam e su chi dovrà coprire i costi aggiuntivi. La missiva sarebbe firmata da Christa Wirthumer-Hoche, chair del Management Board dell’ente. La richiesta di interpretazione riguarda l’aspetto economico dell’offerta di Amsterdam, a cui è stata assegnata la nuova sede post-Brexit dell’Ema, che sarebbe salito da poco più di 10 milioni di euro a oltre 13, con una differenza di circa 3 milioni, e su chi dovrà sostenere questi costi.

La Commissione Europea ha “ricevuto la lettera dalla European Medicines Agency” come conferma una portavoce dell’esecutivo comunitario che ricorda che “la decisione sulla selezione delle nuove sedi dell’Ema e dell’Eba spettava ai 27 Stati membri. Il ruolo della Commissione è stato esclusivamente quello di valutare tutte le offerte in modo oggettivo, sulla base dei criteri appoggiati dall’Ue a 27”. La valutazione, prosegue, “si basava sull’accuratezza e sulla completezza delle informazioni fornite dagli Stati membri nei loro documenti di offerta“.  Il ruolo della Commissione “ora – continua la portavoce – è quello di assistere le due agenzie in caso di bisogno nel processo di trasloco, per esempio sulle questioni connesse al personale. È essenziale – conclude – che l’Ema e l’Eba continuino a funzionare in modo fluido e senza interruzioni dopo il marzo del 2019”, quando, alla fine del mese, il Regno Unito uscirà dall’Ue.

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