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Amazon Prime, aumenta il costo: da 19,99 a 36 euro. Clienti critici, l’azienda: “E’ solo la seconda variazione di prezzo in 8 anni in Italia”

Per l’azienda l’aumento è la conseguenza naturale di un’implementazione dei propri servizi ma che comunque, lascia aperti dubbi in molti clienti. Ai quali però Amazon Prime strizza l’occhio proprio con il mini-abbonamento da 4,99 euro al mese: opzione ad hoc, fa sapere Amazon, pensata per periodi dell’anno come le feste natalizie, ma che ha un costo superiore

di Kevin Ben Alì Zinati

Amazon Prime raddoppia. Non nei prodotti a disposizione dei clienti nel più grande supermercato della rete, bensì nel costo dell’abbonamento. Attraverso una mail ai propri abbonati italiani, Amazon ha annunciato l’aumento da 19,99 a 36 euro annuali. Le deadline sono fissate: il rialzo partirà dal 4 aprile 2018 per gli utenti che effettueranno una nuova iscrizione mentre chi ha già un abbonamento Prime in scadenza entro il 4 maggio potrà invece rinnovarlo con la vecchia tariffa, che verrà aggiornata nel 2019. Insieme al raddoppio dell’abbonamento annuale, Amazon Prime introduce inoltre una nuova formula di abbonamento, questa volta mensile, al costo di 4,99 euro.

Una scelta, quella di Amazon Prime, che porta con sé (mezzi) sorrisi e qualche dubbio nei clienti. Se alcuni, definiti i più “fedeli” ma che forse è meglio definire i più “fortunati”, possono tirare un sospiro di sollievo potendo godere di un altro anno con una tariffa (a questo punto) ridotta grazie ad un’iscrizione effettuata prima dell’inizio di maggio, meno fortunati invece sono i “novizi”. Sia perché beffati dalla sorte sia perché un rialzo del costo a quasi 40 euro pare, ad alcuni, ingiustificato. All’aumento, infatti, non corrispondono apparentemente servizi o vantaggi aggiuntivi a disposizione del cliente.

Contattata da ilFattoQuotidiano.it, l’azienda tuttavia ha fatto sapere che l’aumento del costo dell’abbonamento è giustificato dall’introduzione, il 14 dicembre 2016 in Italia, di Amazon Prime Video (l’alter-ego di Netflix ma targato Jeff Bezos) e di Prime Photos (2015) per i quali non vi erano stati aumenti rispetto al canone annuale. Che, nel giugno 2015, era cambiato per la prima – e fino ad oggi unica – volta passando da 9,99 a 19,99 euro. Quello a 36 euro appare dunque una sorta di conto da pagare: per chi, già abbonato, ha potuto usufruire per un anno del servizio e per chi, invece, intenderà farlo. L’aumento del prezzo di Prime non è una decisione presa alla leggera, fa sapere Amazon che si dice comunque «orgogliosa di poter offrire prezzi bassi per tutti i propri prodotti e servizi. Mentre continua a migliorare il valore di Prime e soddisfare le crescenti esigenze dei nostri clienti, i benefici che Amazon ha aggiunto a Prime nel corso degli anni sono aumentati e/o migliorati. Tuttavia, questa è solo la seconda variazione di prezzo negli 8 anni di storia del programma Prime in Italia».

Per l’azienda dunque l’aumento è la conseguenza naturale di un’implementazione dei propri servizi ma che comunque, lascia aperti dubbi in molti clienti. Ai quali però Amazon Prime strizza l’occhio proprio con il mini-abbonamento da 4,99 euro al mese. Un’opzione ad hoc, fa sapere Amazon, pensata per periodi dell’anno come le feste natalizie dove lo shopping online è più frenetico. Ma è comunque una formula che alla lunga non conviene: già all’ottavo mese pagheremmo più di 36 euro. Molti di fronte alla mail si sono chiesti come avverrà questo rinnovo. Se, cioè, con l’aumento del costo dell’abbonamento cambieranno anche le modalità di rinnovo. L’azienda ha specificato che le preferenze di rinnovo automatico dell’abbonamento rimangono invariate. Potremo dunque scegliere un rinnovo automatico oppure quello “manuale” con la possibilità di un reminder. Amazon, insomma, tira dritto e punta forte sul suo servizio Prime. Anche nonostante le critiche nate dopo le inchieste sulle difficili condizioni per i drivers Amazon Prime che avevano reso scettico più di un utente rispetto al servizio.

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