Senza Romani? Bongiorno, Bernini, Gasparri?
Per la seconda carica dello Stato si è parlato a lungo della probabilità che finisca a un esponente del centrodestra. Di più: secondo le conclusioni dell’ultimo vertice di Palazzo Grazioli, dovrebbe essere di Forza Italia. Le riunioni dei leader della coalizione insistono da giorni sul nome di Paolo Romani, a lungo capogruppo forzista a Palazzo Madama, che però ha una condanna in Cassazione per peculato (anche se dev’essere ricalcolata la pena). Per il M5s è “invotabile“, ma nel segreto dell’urna tutto può accadere: al quarto scrutinio c’è il ballottaggio e il centrodestra conta su 135 voti, quindi se M5s e Pd non trovano un candidato alternativo potrebbe essere eletto senza il contributo di nessuno. Gli altri nomi del centrodestra che sono girati nelle ultime ore sono quelli di Maurizio Gasparri, Anna Maria Bernini e dell’ex consigliera del Csm Maria Elisabetta Alberti Casellati mentre per la Lega si è fatto a lungo il nome di Roberto Calderoli che come Gasparri è stato vicepresidente di Palazzo Madama, ma potrebbe attrarre voti anche Giulia Bongiorno, senatrice del Carroccio ed ex An. Se lo schema cambiasse e al centrodestra finisse la Camera, per i Cinquestelle il candidato sarebbe Danilo Toninelli, attuale capogruppo. Se invece, per dinamiche politiche di rapporti tra maggioranze e minoranze, si dovesse sbloccare la situazione con una personalità del Pd i nomi potrebbero essere quelli dell’ex ministra degli Esteri Emma Bonino ma anche dell’ex capogruppo Luigi Zanda.

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